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Fonte: Instagram @odegaard.98

Un ex dirigente della federazione norvegese ha svelato un particolare aneddoto di mercato su Martin Odegaard: “Vi racconto di quando stregò Guardiola…”

Nella giornata in cui dovrebbe finalmente tornare titolare, Martin Odegaard torna al centro della scena non solo perché Zidane, dopo un periodo di stand-by, ha deciso nuovamente di puntare su di lui. Infatti, il talentuoso centrocampista norvegese pare essere ancora oggi un rimpianto di Pep Guardiola. Lo ha raccontato l’ex nazionale scandinavo Jan Age Fjørtoft al podcast ‘Here we go‘ di Fabrizio Romano.

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Fjørtoft ha dichiarato che nel 2015, anno in cui il tecnico catalano lavorava ancora per il Bayern Monaco, ci furono contatti tra la dirigenza tedesca e lo Strømsgodset, società nella quale militava l’allora adolescente Odegaard. “Quando Guardiola lo vide per la prima volta mi chiese a più riprese di convincerlo ad accettare il Bayern” ha detto Fjørtoft, aggiungendo che Pep “insisteva sul fatto che lo avrebbe fatto diventare il migliore al mondo“.

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Ai tempi, Odegaard aveva appena 15 anni e stava svolgendo uno stage invernale in Qatar con le rappresentative norvegesi. Nello stesso posto il Bayern Monaco si era recato per allenarsi durante la sosta della Bundesliga. Guardiola si sarebbe recato un mattino al campo adiacente a quello in cui si allenavano i suoi ragazzi, rimanendo folgorato dalla classe di Odegaard.

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Fjørtoft ne parlò così con la famiglia, chiamata a decidere in fretta per il futuro del figlio, sul quale erano piombate tutte le big europee: “Invitai tutti loro a casa mia – racconta il dirigente – e scrissi su un foglio i quattro nomi dei club che erano interessati a lui: Liverpool, Arsenal, Real Madrid e Bayern Monaco”. Il resto è storia recente: il Liverpool era dato per favorito ma la presenza di Zidane ha fatto la differenza.

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Bavarese mancato

Ma Odegaard, come testimoniato dallo stesso Fjørtoft, a un certo punto fu veramente vicino a passare alla compagine bavarese. Guardiola ne era rimasto talmente estasiato che, innamorandosene in tempo reale, aveva subito fatto il nome del ragazzo alla dirigenza del Bayern. Che prese contatti, ma alla fine dovette incassare un doloroso rifiuto.

 

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“Anni dopo – conclude Fjørtoft – mi capitò di incontrare l’allora direttore sportivo Michael Reschke: mi disse che non averglielo mandato fu un peccato: se fosse andato a Monaco, sarebbe diventato subito fondamentale per la seconda squadra e si sarebbe costruito attorno alla sua figura anche il Bayern del futuro“. Invece Odegaard scelse Madrid.

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Dopo tre stagioni consecutive in prestito – l’ultima giocata da quasi mvp dell’intera Liga – il norvegese è rientrato finalmente alla base, questa volta per restarci. Le prime partite sono state incoraggianti, poi ci si è messo di mezzo un infortunio che lo ha costretto ai box. Ora che è guarito, viste anche le tante assenze, Odegaard è pronto a prendersi definitivamente il Real Madrid. Con buona pace degli altri.

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