Zaracho
Fonte Twitter @zarachomatiasf1

Accostato negli ultimi anni ad alcune compagini del nostro campionato, Milan in particolare, Matias Zaracho ha deciso di giocarsi le sue carte in Brasile. Il suo pass per l’Europa, dunque, dovrà ancora attendere.

Jorge Sampaoli, l’ha dimostrato nel corso della sua carriera, ha diversi limiti, anche e soprattutto caratteriali. Non è riuscito, ad esempio, a salire su determinati treni che avrebbero potuto condurlo a mete decisamente ragguardevoli, vedi Siviglia, Argentina e Santos. Al contempo, però, è innegabile come in svariate occasioni abbia tratto il meglio dai suoi uomini. L’ultima locomotiva sulla quale è salito in corsa è l’Atletico Mineiro, che ha deciso di puntare sul tecnico argentino dal marzo scorso.

Da quando siede sulla panchina dei brasiliani, l’ex CT del Cile, con cui ha vinto la Copa America 2015, ha collezionato una media di 2,04 punti a partita. 16 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte in 25 gare: tutto sommato un buon rendimento, con una squadra, tra l’altro, che non disponeva suoi connazionali in rosa. Sì, l’imperfetto è corretto, perché a partire dal 21 ottobre scorso un argentino l’ha raggiunto sulla tratta Avellaneda-Belo Horizonte: Matías Zaracho, tecnica e dinamismo al potere.

Zaracho
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Zaracho, la genesi ne La Academia

Il trequartista argentino cresce nel settore giovanile del Racing Club, dal quale sono emersi talenti come Lautaro Martinez e Rodrigo De Paul, tra gli altri. Debutta in prima squadra nel dicembre 2016, quando le candeline sono 18, e la lascia nel novembre 2020, a 22 anni.

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Lascia il Racing, sì, ma spera di tornarci, come affermato in un’intervista rilasciata a poche ore dall’ufficializzazione del suo trasferimento in Brasile: Il Racing mi ha dato tutto, mi ha fatto crescere come giocatore e come persona. Spero di poter tornare nel club del mio cuore”.

Lascia il Racing, dunque, dopo una lunga gavetta nelle giovanili, un esordio da professionista, 91 presenze condite da 11 reti (una delle quali anche nel derby contro l’Independiente) e 10 assist e, soprattutto, un campionato argentino, vinto nel 2019. La speranza di tornare ad Avellaneda, però, rimane.

Zaracho
Fonte Twitter @zarachomatiasf1

Sosta brasiliana

Niente Europa, dunque, almeno per ora. L’avventura in maglia bianconera con l’Atletico Mineiro, nonostante possa sembrare un pit stop decisamente non necessario, può essere un buon banco di prova per affinare determinate caratteristiche tecniche del nativo di Wilde, provincia di Buenos Aires.

Il gioco di Jorge Sampaoli, impresso nello scacchiere tattico dei suoi, schierati con un 4-2-3-1 votato alla propensione offensiva, lo potrà far emergere per larghi tratti nel corso della stagione. Zaracho, infatti, fa della velocità e degli inserimenti i suoi punti di forza, come si può notare anche dalla sua prima rete con il Galo, ai danni del Flamengo:

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Inoltre, il nuovo numero 15 potrà contare su un’altra vecchia conoscenza di Sampaoli, l’ex attaccante del Napoli Eduardo Vargas, approdato in maglia bianconera anch’esso nelle settimane scorse. Il nuovo numero 10 dell’Atletico Mineiro potrà essere un riferimento valido per l’argentino, che si è sempre trovato benissimo nel duettare con una prima punta d’appoggio, come accaduto in patria con Lisandro Lopez. Il cileno, reduce da alcune stagioni altalenanti al Tigres, ha bisogno di nuovi stimoli, nella speranza di trovarli a Belo Horizonte.

Un po’ quello che cerca Zaracho, oltre a continuità, maturazione ed un treno che possa portarlo, un giorno, in Europa. Un viaggio senza meta né destinazione, partito dall’Argentina con l’incognita di essere diretto nel Vecchio Continente. Per ora, però, la banchina su cui attende di esplodere definitivamente è tinta di bianconero.