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Napoli Milan 1-3, l’analisi: tre spunti dal match del San Paolo

Napoli Milan ha consacrato i rossoneri e riportato sulla terra la squadra di Gattuso, sconfitta 3-1 da un Diavolo consolidatosi in vetta alla classifica di Serie A. Ibrahimovic dominante: lo svedese fa 10 in campionato

Il pareggio in casa contro il Verona aveva lasciato in bocca, ma la sosta per le nazionali ha restituito la valanga rossonera di prima stagione. Napoli Milan finisce 1-3 e, il successo su un campo complicato come il San Paolo, permette alla squadra di Pioli di continuare indisturbata la marcia in vetta alla classifica di Serie A.

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Il Milan ha sfoderato una delle migliori prestazioni della stagione, con il tecnico che ha puntato ancora una volta su quella che ormai si può considerare come una sorta di formazione tipo. A livello collettivo, Ibrahimovic e compagni hanno dato una lezione a un Napoli troppo spocchioso rispetto al passato. Se la squadra di Gattuso non ritroverà l’umiltà della prime partite, la situazione è destinata a complicarsi.

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Napoli Milan, lo show di Ibrahimovic

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Indovinate chi si è preso la copertina di Napoli Milan? Esatto, proprio Zlatan Ibrahimovic, la cui doppietta lo porta a quota 10 reti, ovviamente comandando la classifica dei cannonieri. Solo Vieri, Batistuta e Piatek erano riusciti a segnare sempre nelle prime 6 partite giocate. Il duello a distanza con Cristiano Ronaldo continua, ma nel frattempo Ibra ha vinto quello con l’amico fraterno Gattuso.

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Il primo gol è proprio alla Ibrahimovic: cross di Theo Hernandez, Zlatan va incontro alla palla per uscire dai radar di Koulibaly, torsione in volo perfetta e palla nell’angolino più lontano, dove Ospina non può arrivare. La seconda rete arriva a inizio ripresa e nasce da un’azione portata avanti da Calhanoglu e rifinita da Rebic. Ibra mette in porta, prima di lasciare il campo per un problema ai flessori.

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Tattica troppo spregiudicata

Le prime partite stagionali di questo Napoli ci hanno detto che non sempre il 4-2-3-1 è una soluzione praticabile. Contro squadre che vanno dominate, è giusto che Gennaro Gattuso cerchi di attaccare con tanti elementi offensivi. viceversa, avere quattro uomini in campo con spiccate doti d’attacco è un bel rischio. Lo ha corso, Ringhio, e poi lo ha pagato in un Napoli Milan complicato dall’espulsione di Bakayoko.

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In attesa del rientro di Osimhen, il tecnico del Napoli potrebbe rispolverare un più equilibrato 4-3-3, togliendo magari Lozano e risistemando la mediana con il rientro di uno tra Zielinski ed Elmas. Viceversa, ci andrà una fase difensiva molto più efficace per pensare di reggere tutto questo ben di Dio offensivo.

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La grande crescita della difesa

Infine, va sottolineato come i rossoneri siano cresciuti in maniera esponenziale nel pacchetto difensivo a livello di singoli. Donnarumma è stato decisivo in almeno tre occasioni – una, clamorosa, lo ha visto miracoleggiare su Mertens -, Calabria uno stantuffo inesauribile che con Salamaekers compone una cerniera di destra infaticabile, capace di dare equilibrio in entrambe le fasi di gioco.

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Di Theo Hernandez non c’è più molto da dire, mentre impressione la gerarchia raggiunta di Kjaer, che annulla Mertens in quella che è stata la rivincita della partita persa in nazionale. Si divora anche un gol fatto, ma giganteggia. Meno impattante invece il capitano Romagnoli, che deve trovare continuità di prestazione: sul gol del Napoli c’è tanto di suo.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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