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Fonte: Instagram @inter

Inter Torino è stato un match particolare, ribaltato dai nerazzurri non solo per meriti propri. Tra le novità, occhio al giovane Singo

Antonio Conte può finalmente tornare a sorridere. Inter Torino porta tre punti in dote ai nerazzurri che adesso si rilanciano in classifica e mettono pressione alle dirette contendenti per la zona Champions League. La vittoria arriva al termine di una partita non giocata benissimo, raddrizzata con una sfuriata incredibile nell’ultima mezz’ora di gioco.

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I meriti dell’Inter sono evidenti: aver accorciato le distanze subito dopo il rigore del provvisorio 0-2 ha dato fiducia alla squadra, capace di alzare i ritmi colpendo un Torino fisicamente a pezzi e con zero ricambi in panchina. Le tante assenze della vigilia, alle quali si è aggiunta la defezione di Belotti, hanno costretto il vice di Giampaolo a scelte obbligate. Il resto lo ha fatto la differenza a livello qualitativo tra le due rose.

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Inter Torino, vince chi ne ha di più

Infatti, non si può non cominciare la lettura di Inter Torino menzionando la grande profondità di rosa dei nerazzurri. Che, con la partita che stava sfuggendo di mano, hanno potuto pescare dalla panchina gente come Lautaro Martinez, Perisic e Nainggolan, oltre a due difensori come de Vrij e Skriniar che hanno dato una grossa mano in costruzione.

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Viceversa, Conti – che oggi sostituiva Giampaolo – non solo ha dovuto rinunciare a Verdi poco prima della fine del primo tempo, ma di fatto non aveva ricambi adatti in panchina. Uno status confermato dal fatto che, a un certo punto, in campo è entrato addirittura Edera, un calciatore al quale Giampaolo aveva chiuso ufficialmente la porta in faccia durante la prima conferenza stampa stagionale. Zero ricambi, crollo fisico e mentale. Epilogo? Scontato.

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Partita a due facce

Inter Torino è stato un match a due facce, che ha offerto diverse chiavi di lettura. Per esempio, come ha fatto il Toro a subire quattro reti dopo 65 minuti perfetti? Calo fisico, ok, ma anche una fragilità psicologica al limite del patologico. Dopo la rete dell’1-2 era chiaro che l’Inter l’avrebbe ribaltata, una sensazione che i tifosi granata hanno comunque vissuto più volte in stagione.

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Ma l’Inter, col passare dei minuti, ha sfruttato la crescita di Sanchez – pessimo nel primo tempo, imbrigliato bene dalla ragnatela di pressing, contrasti e raddoppi granata – e la lucidità ritrovata dai vari Hakimi, Lukaku e Young, autore di un duello avvincente con Singo. L’assetto finale, con il cileno dietro la LuLa, ha portato l’Inter a dominare le linee, impedendo al Torino la risalita del campo pulita del primo tempo.

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Singo, nota lieta granata

Inter Torino è stata probabilmente la partita che ha consacrato Wilfred Singo. Ivoriano classe 2000, è arrivato in Italia a gennaio del 2019 grazie a Maxime Nana, agente di Nkoulou e amico di Petrachi, allora ds granata. Si è adattato molto bene alla Serie A, sfruttando leve fisiche impressionanti e una buona dose di faccia tosta che non guasta mai.

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A San Siro, dove a molti sarebbero tremate le gambe, Singo mette in difficoltà un vecchio volpone come Ashley Young e si procura il rigore del momentaneo 0-2. Inutile, ma non fino a quel momento. Corsa, esuberanza, tecnica ancora da affinare ma anche su questo ci si può lavorare. In attesa di tempi migliori, i tifosi del Toro possono consolarsi con lui.

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