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Fonte: Instagram @ansufatizoeirinho

La sconfitta in casa dell’Atletico Madrid ha riaperto il caso Messi: è il Barcellona a condizionarlo o viceversa?

Atletico Madrid – Barcellona è stata una partita spartiacque. Così, almeno, l’hanno definita in Spagna, dove la sconfitta dei blaugrana è stata sfruttata come ennesimo pretesto per criticare Leo Messi. Che, diciamolo, non è che al Metropolitano abbia disputato una delle sue migliori partite. Anzi, secondo Sofascore, la Pulga argentina ha perso ben 23 palloni – record negativo stagionale – giocandone solo 36.

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Dati allarmanti, che confermano ciò che in Spagna si continua a ribadire nei dintorni di Barcellona: il caso Messi, scoppiato in estate, è un allarme non ancora propriamente rientrato. Sarà che l’ambiente è lo stesso di prima o magari il fresco rinnovo di Guardiola con il Manchester City ha riaperto alcuni scenari di mercato, fatto sta che l’asso blaugrana sembra non essere mai veramente uscito dalla crisi.

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Mai decisivo nel 2020

L’immagine di Messi che esce a testa china dal campo è la fotografia esatta del momento che sta passando il giocatore. In questo 2020, non ha mai segnato un gol davvero decisivo per le sorti della sua squadra. Che, ormai, lo vede come un alieno in mezzo a un contesto simile a un cantiere appena aperto, dove tutti hanno appena cominciato a lavorare e il tempo per aspettarli scarseggia.

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Lo sa la società, che pochi mesi fa ha scongiurato uno storico divorzio in extremis, ma lo sa soprattutto Messi. Non sembra nemmeno questione di dissidi con la dirigenza o rottura di rapporti con Abidal. Nemmeno, probabilmente, in mezzo a questa involuzione ci sono problemi con i compagni. Semplicemente il Barcellona è in ricostruzione, con un nuovo allenatore e obiettivi poco chiari.

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Il paradosso Messi

Messi sta diventando un paradosso. Uno dei più grandi giocatori di sempre sembra un pesce fuor d’acqua a casa sua, nella Barcellona che lo ha accolto da ragazzino e adesso fatica a tenerlo incollato al recente passato: “Sono stufo di essere additato come la causa di tutti i problemi del club” aveva ammesso, seccato, qualche giorno fa.

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Ed effettivamente la sensazione è proprio questa, ovvero quella di un calciatore che è lì fisicamente, ma mentalmente sta riflettendo seriamente sul da farsi. Lo spiraglio sul Manchester City non si è mai veramente chiuso e il rinnovo di Guardiola potrebbe significare un nuovo assalto alla Pulga. Che, al Metropolitano, più che giocato ha deambulato. Perché il campo non mente mai e le prestazioni di Messi sono sotto gli occhi di tutti.

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Messi è una necessità

Il Barcellona ha bisogno di Messi. Non di questo, ma di quello decisivo che fino all’estate 2019 era felice e decideva le partite. Gli avvenimenti dell’ultimo anno e mezzo lo hanno mentalmente messo in difficoltà. Nell’ultima sessione di mercato gli hanno portato via i suoi amici – Suarez e Vidal su tutti -, la dirigenza gli sta impedendo di tornare a giocare con Neymar, lui non ha mai veramente apprezzato Griezmann.

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Però tutti, per il bene comune, adesso dovrebbero fare un passo indietro. Mentre dietro Messi ci sono giovani rampanti pronti a prendersi il Barcellona, il processo di ricostruzione è ancora in fase embrionale e dalle parti del Camp Nou ci si chiede come mai l’argentino sia decisivo con la nazionale e ‘stanco’ nel momento in cui rimette piede alla Ciudad Condal.

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Victor Font, uno dei candidati alla successione di Bartomeu, ha parlato di ‘fuoco nuovo’ per riaccendere finalmente la passione di un ambiente quasi svuotato. E, l’esito delle prossime elezioni presidenziali, potrebbe essere la deadline definitiva per capire cosa farà Messi. Se al potere salirà il suo amico Laporta, forse potrà cominciare una nuova era. Viceversa, gli scenari si farebbero più complicati.

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