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Il Milan riparta da Donnarumma

gianluigi donnarumma

Scegliere una parata decisiva di Donnarumma è impossibile. Quest’anno, come da alcune stagioni, sono poche le partite senza clamorosi interventi del portiere campano. Il Milan questo oramai lo sa, è tipo un mantra (“Donnarumma strepitoso!”), ma adesso vanno fatti i conti con il calciomercato. Se per i rossoneri già si parla di acquisti – vedi Kalulu -, per Donnarumma calciomercato vuol dire soprattutto rinnovo.

Il portiere della Nazionale ha un problema: si trova in un limbo. Da un lato la squadra che lo ha valorizzato, che ha fatto sacrifici per lui e che egli stesso tifa fin da sempre. Dall’altra, un club dal progetto instabile e con un livello sportivo che rischia di inflazionare le sue capacità. Donnarumma ha un contratto che scade nel 2021 e, attualmente, percepisce 6 milioni a stagione. Ci sono le richieste del PSG, del Real Madrid, della Juventus. E quella del Milan, settimo in classifica.

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L’altro mantra, quello degli appassionati di calcio, dice: Donnarumma è troppo per il Milan. In parte vero, in parte esagerato. Se questa sostanza fosse realistica, Donnarumma se ne sarebbe già andato, e magari, il Milan avrebbe risolto parte dei suoi problemi finanziari. Invece, il club rossonero ha trattenuto il portiere – pagandolo profumatamente – e Donnarumma ha accettato di rimanere. Quindi lui sa cosa voglia dire stare nel Milan, ed è il motivo per cui ha scelto di rimanere.

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I risultati, mesti, non sono certo all’altezza per invogliare un fenomeno indiscusso a rimanere in rosa. Ma il Milan è ancora il posto migliore per Donnarumma. Giocare la Champions League e vincere titoli è un privilegio di cui godono molti, e il portiere ci vorrebbe giustamente rientrare. Ma a 21 anni è ancora lecito svendere la propria carriera in favore di una musichetta? Fondamentalmente il Milan è un brand ancora abbastanza forte, e Donnarumma, insieme a Ibra, è il suo massimo rappresentante. Rimanere a Milanello vorrebbe dire sostenere ancora l’immagine di sé e contribuire al successo del club fidelizzato. E questo va oltre l’odore dei soldi, e Donnarumma l’ha dimostrato nelle ultime stagioni.

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Se il Milan dovesse centrare l’Europa League in questa stagione e, anno prossimo, il green project di Ragnick fruttasse con effetto immediato – Champions League -, allora Donnarumma sarebbe l’eroe del ritorno in Champions del Milan, e il prestigio che ne conseguirebbe andrebbe oltre il cambio di maglia per prestigio e soldi. Dunque la soluzione sarebbe quella prospettata dai media in questi giorni. Contratto rinnovato e che passa dal 2021 al 2023, con la possibilità implicita, appunto, di cessione dopo la prossima stagione.

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Al Milan, un punto di riferimento da cui ripartire

Donnarumma sarebbe il punto di partenza del Milan per la prossima stagione. Come è riuscito a diventare un pilastro della squadra – e icona della Serie A – in queste stagioni, rimanendo al Diavolo sarebbe senza discussioni una bandiera a vent’anni. E a riportare in alto il Diavolo non sarebbe solo.

Nelle prossime settimane, Gazidis dovrebbe chiudere anche il rinnovo del capitano Alessio Romagnoli, il cui rapporto col Milan scadrebbe nel 2022. Il difensore chiede più degli attuali 3,5 milioni, e Elliott accontenterebbe il suo leader difensivo. Romagnoli è stato spesso criticato per un processo di crescita mai definitivamente concluso, ma in realtà, l’ex Roma è estremamente maturato in molti dei suoi difetti.

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Dunque Donnarumma-Romagnoli sarebbe il tandem da cui il Milan può ripartire nella prossima stagione, a cui si uniscono Théo Hernandez e Rafael Leao, più l’oggetto misterioso Paquetà, che ancora deve trovare una collocazione nel progetto Milan. Per Donnarumma, comunque, rimanere al Milan sarebbe una scelta sì di cuore ma anche di lungimiranza. A meno che il progetto Ragnick non sia un flop e non porti ai risultati sperati, e allora lì, consumata anche questa speranza, Donnarumma potrebbe non avere più nulla da chiedere al Milan. Ma in realtà, si è capito che Donnarumma spera nel contrario.

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