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Un successo per il Pallone d’Oro: Kanté ha dominato questa edizione di Champions League

N’Golo Kanté è stato il miglior giocatore dell’ultima edizione di Champions League, vinta nel cuore della manovra del Chelsea. Per il francese si spalancano le porta del Pallone d’Oro

N’Golo Kanté può vincere il prossimo Pallone d’Oro? A chiederselo sono ormai davvero in tanti, e a ragione. Soprattutto dopo la Champions League disputata dal centrocampista francese del Chelsea, un vero e proprio moto perpetuo nel cuore della manovra dei Blues, nonché il valore aggiunto in una squadra che, dall’arrivo di Thomas Tuchel, ha compiuto un sostanziale salto di qualità.

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Kanté, questa riconoscenza, la meriterebbe, soprattutto dopo aver coronato la miglior stagione in carriera impreziosendola con la vittoria personale più importante di sempre. Importante certo, perché il francese è da tempo una pietra angolare del Chelsea e, anche contro il Manchester City, ha a tratti giganteggiato contro tutto e tutti.

N’Golo Kanté, l’mvp della Champions League

Il premio di mvp della Champions League appena terminata va senz’altro a lui. Non ce ne voglia Kai Havertz, che la finale l’ha decisa, né Mason Mount, altro gioiello di casa Chelsea largamente valorizzato da Tuchel, perché l’ex Leicester ha girato su numeri e statistiche letteralmente impressionanti.

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I dati non mentono: secondo Sofascore, Kanté contro i Citizens ha corso oltre 12 chilometri, mettendo insieme una prestazione di grande quantità abbinata a una qualità rispolverata solo negli ultimi anni. Inutile dire che il francese, vincendo la coppa, abbia completato parallelamente anche una tripletta personale.

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Infatti, dopo aver vinto il premio come Man of the Match nelle due semifinali contro il Real Madrid, si è aggiudicato lo scettro da migliore in campo anche nella finalissima dell’Estadio Do Dragao. Ha corso, lottato,si è sacrificato e, nel secondo tempo, ha addirittura sfiorato un gol su un inserimento aereo – sì, avete capito bene – in area avversaria. Insomma, un vero e proprio tuttocampista.

Kanté e la consacrazione al Chelsea

A 30 anni Kanté può quindi essere considerato il miglior mediano al mondo. Lo sa anche il Real Madrid, che da due anni a questa parte gli fa una corte serrata nonostante le resistenze del Chelsea. La storia del francese profuma di rivalsa e riscatto sociale: nel 2014 giocava in Ligue 2 al Caen, portato prima alla promozione in Ligue 1 e poi a un’insperata salvezza.

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Nel 2016 passa al Leicester e vince miracolosamente la Premier League, valorizzato dal 4-4-2 organizzato ed efficace di Claudio Ranieri. Il Chelsea lo acquista nel 2017 regalandolo come ciliegina sulla torta ad Antonio Conte: Kanté si inserisce subito nelle gerarchie dei Blues e vince un altro campionato.

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Da lì in poi, otterrà sempre almeno un successo a stagione: il Mondiale con la Francia del 2018, poi l’Europa League con Maurizio Sarri nel 2019 e infine, dopo un anno di stop, la tanto sognata Champions League. Leader silenzioso, da ragazzino è cresciuto col mito di Ronaldo, quello brasiliano, dal quale ha cercato di carpire colpi e movimenti.

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Una volta accortosi che il ruolo di punta non faceva per lui, ha scelto di arretrare di qualche metro partendo dalle serie amatoriali francesi, cominciando quella che a oggi ha i contorni di una scalata straordinaria. “Per me è il migliore al mondo” ha detto Azplicueta: il Pallone d’Oro, mai come oggi, può essere un obiettivo concreto.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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