HomeSerie ADiretti, rapidi e proattivi: come giocherà il Torino di Juric

Diretti, rapidi e proattivi: come giocherà il Torino di Juric

Juric al Torino fa parte di quel domino in panchina scatenatosi in Serie A: come giocheranno i granata con il croato alla guida?

Sarà Ivan Juric il nuovo allenatore del Torino. La fumata bianca è arrivata a pochi giorni dalla fine del campionato: il presidente Urbano Cairo, dato il benservito a Davide Nicola, ha preso subito contatti con il croato strappandolo al Verona e mettendo sul piatto un triennale da 2 milioni di euro netti più bonus.

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Una cifra importante, quasi pareggiata dal presidente Setti che Juric voleva tenerselo ben stretto, dopo due salvezze capolavoro. E invece no: Juric, che nel 2009 era in campo in quel Torino-Genoa che aprì alla retrocessione in B dei granata, ripartirà sulla sponda minore del Po, quella contrapposta alla provenienza del suo mentore Gasperini.

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Juric al Torino, garantisce Gasperini

Juric al Torino troverà un ambiente importante, blasonato ed elettrico, stimolante ma anche, se non soprattutto, esigente. Dovrà essere quindi bravo a unire le sue più grandi qualità, la sagacia tattica e la capacità di entrare in empatia con i propri calciatori, sulla falsariga di quanto fatto con lui da Gasperini, un allenatore che per il croato ha significato davvero tanto.

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L’attuale mister dell’Atalanta lo ha preso sotto braccio quando era calciatore facendone un perno e un leader del suo Genoa, poi lo ha indirizzato alla carriera di allenatore portandoselo a Palermo e consigliandolo alla famiglia Vrenna per il Crotone. Il resto è storia recente: la promozione in A con i calabresi è stato il suo primo successo, poi il Genoa – a tre riprese – per una scelta di cuore, e infine il biennio importante a Verona.

ivan juric
Fonte: @fallotattico (Instagram)

Come giocherà il Torino di Juric

Da Gasperini, Juric ha ereditato anche la parte tattica: le sue squadre giocano un 3-4-3 in diverse varianti, spesso passando al 3-4-2-1 o, quando serve, anche al 3-4-1-2. I capisaldi sono il pressing altro, la difesa a tre e la mediana a quattro; per il primo, servono tre centrali non necessariamente tecnici, ma capaci di saltare la prima linea di pressing permettendo così alla squadra di attaccare in superiorità numerica.

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A centrocampo, invece, centralmente giocano di solito un incontrista e un costruttore di gioco capace di cambi campo rapidi e improvvisi. Importante è anche il ruolo dei due interpreti sulle fasce laterali, che devono essere in grado di appoggiare l’azione offensiva ma anche saper difendere. Il calcio di Juric è dispendioso, veloce, diretto e proattivo, con il fine di arrivare alla porta avversaria con meno tocchi di palla possibili.

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A Verona, il croato ha proposto spesso la variabile tattica con due trequartisti, che non sempre – anzi, quasi mai – sono due elementi di fantasia, bensì centrocampisti, incursori o mezze ali capaci di sfruttare i rispettivi tempi di inserimento negli spazi per andare a colpire. In tal senso, sono esplicativi gli esempi di Zaccagni e Barak. Da loro arriva la maggior parte dei gol, con il centravanti che si occupa più di muoversi, aprire spazi e lavorare per la squadra.

Chi resta e chi parte

A livello di singoli, il Torino dovrà fare alcuni ragionamenti che esulano dalle questioni tecniche. Infatti, ci sono delle situazioni che andranno inevitabilmente risolte con cessioni, senza se e senza ma. Juric lavorerà con gli altri e, probabilmente, avrà voce in capitolo su eventuali nuovi arrivi.

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Brevemente, in difesa Izzo, Buongiorno e Bremer – se non arrivano offerte da capogiro – potrebbero comporre il trio centrale, anche se in queste ore stanno prendendo campo le voci riguarda un ex di Juric, Dawidowicz, e il giovane croato Vuskovic. Sulle fasce verranno confermati Singo e Ansaldi, ma non è escluso che almeno un pretoriano del mister verrà acquistato.

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Sul capitolo rilanci, invece, Juric dovrà fare un lavoro profondo a centrocampo, dove Mandragora e Rincon possono dare un grande apporto, mentre Baselli e Lukic andranno recuperati. Tra la mediana e la trequarti la società dovrà comunque intervenire, per allungare la rosa dal punto di vista tecnico e qualitativo.

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Infine, nel ruolo di trequartista adatto a collegare i reparti può starci anche Sanabria, che Juric al Torino si ritroverà in rosa dopo aver lungamente chiesto al Verona. Con Belotti in partenza, si cercherà di piazzare anche Zaza per prendere un centravanti nuovo. Insomma, i lavori sono appena iniziati. E, considerando  che questo è il quinto allenatore assunto da Cairo in un anno e mezzo, non sarà un percorso semplice.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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