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Come giocherà la Fiorentina di Gattuso

Con la Fiorentina Gattuso ha trovato la piazza ideale per rilanciarsi: da dove comincia la rivoluzione viola e cosa dobbiamo aspettarci da questo binomio

Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore della Fiorentina. L’annuncio è arrivato direttamente dalla società viola, che tramite i propri account social ha confermato le indiscrezioni che si inseguono ormai da settimane. Infatti, il tecnico calabrese, in uscita dal Napoli dopo il deludente quinto posto di questa stagione, secondo alcune voci avrebbe già avuto diversi colloqui con la dirigenza viola che, evidentemente, deve avergli proposto un progetto interessante e da sposare.

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Con la Fiorentina Gattuso trova una piazza esigente ma passionale, pronta – quando gli stadi riapriranno – a tornare al Franchi per caricare i propri beniamini.E poco importa se il primo biennio targato Commisso è stato fondamentalmente negativo, perché la nomina dell’ex Napoli e Milan verte proprio in una direzione tale per imboccare una controtendenza.

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Fonte: @rinogattuso.official (Instagram)

Fiorentina Gattuso, un progetto in comune

Con la Fiorentina Gattuso può ragionevolmente pensare di rilanciarsi e, contestualmente, rimettere in carreggiata una squadra che, numeri alla mano, ha il settimo monte ingaggi della Serie A. Per questo motivo serve un’inversione di rotta: la voglia di tornare protagonisti unendo le forze potrebbe quindi risultare il mix decisivo per le ambizioni viola.

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Inoltre, alcuni giocatori in procinto di partire potrebbero decidere di concedere una possibilità allo stesso Gattuso, visto come un sergente di ferro ma capace di motivare al massimo la sua truppa. I casi da studiare, in rosa, effettivamente sono tanti: da Ribery a Milenkovic, passando per il capitano Pezzella e il diamante (nemmeno troppo) grezzo Vlahovic, il lavoro di Ringhio dovrà essere profondo, sia dal punto vista mentale che tattico.

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Come giocherà la Fiorentina di Gattuso

In questi anni Gattuso ha utilizzato principalmente due moduli, il 4-3-3 e il 4-2-3-1. Con quest’ultimo sistema si è fatto particolarmente apprezzare a Napoli, dove la squadra ha fatto intravedere trame offensive di livello assoluto.

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Sull’attacco e sull’impatto nell’ultimo terzo di campo si concentra principalmente il calcio di Ringhio, che a Firenze troverà comunque diversi uomini per provare a plasmare su di loro le proprie idee. In difesa, qualora Milenkovic e Pezzella venissero confermati, la spina dorsale centrale, completata da Dragowski, sarebbe già di ottimo livello.

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Piuttosto, qualche lavoro andrà fatto nel comparto terzini, soprattutto a destra. Sull’out mancino Biraghi va riadattato e, di conseguenza, tutto starà alla sua attitudine nel mettersi a disposizione. In mezzo Amrabat tornerà a giocare nel ruolo che ricopriva a Verona, con Pulgar al fianco e Castrovilli o Bonaventura a dargli riferimenti tra le linee.

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Davanti, confermando Vlahovic, ci sarà spazio eventualmente per Ribery e per un paio di nuovi arrivi, sempre all’insegna dell’equilibrio e della voglia di proporre, di palleggiare. In tal senso, la società dovrà affiancarlo in tutto e per tutto, assecondandolo ove possibile. Poi, se il matrimonio funzionerà o meno, lo dirà come sempre il campo.

 

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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