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Fonte immagine: @paso.doble_ (Instagram)

L’ultima sessione di mercato ha portato un forte spostamento di calciatori dall’Australia alla Indian Super League: quale motivo si cela dietro questa migrazione?

La Indian Super League fiorisce, la A-League regredisce ed entra ufficialmente in crisi. Il campionato indiano, iniziato proprio pochi giorni fa, ha messo definitivamente la freccia in corsia di sorpasso lasciandosi alle spalle la massima competizione australiana. A segnare questo passaggio di consegne è un esodo massiccio di calciatori, tutti volati in India durante la recente sessione di mercato.

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Un trend particolare, come confermato dal sito Transfermarkt: solo nelle ultime settimane, sono ben 15 i calciatori ad aver lasciato la A-League. Una scelta principalmente dovuta a un fattore economico-sportivo che, in questo preciso momento storico, pone l’ex colonia inglese molto più avanti rispetto all’ormai ex ambizioso campionato australiano: “Il valore della A-League sta ristagnando – ha spiegato il difensore Dylan Fox – per me e altri venire in India rappresenta un’ottima opportunità”.

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Esodo in India: c’è anche Le Fondre

Tra i tanti calciatori che hanno lasciato la A-League per approdare in Indian Super League non ci sono solo atleti australiani, ma anche di altre nazioni. Per esempio, il bomber inglese Adam Le Fondre è una grossa perdita per i Sydney FC: la punta ex Bolton ha firmato per i Mumbai City FC, una delle squadre di punta della nuova ISL, il cui format quest’anno è stato pure allargato.

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Il bomber di Stockport non ha ben accolto la richiesta del suo ex club, che voleva proporgli un taglio del 30% del salario per far fronte a una crisi economica acuita ancora di più dall’emergenza sanitaria che ha devastato l’Australia. Così ha scelto una destinazione emergente, in cui mettersi alla prova anche in campo internazionale. Come lui hanno fatto, per esempio, anche l’ex Celtic Gary Hooper e il nazionale James Donachie.

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L’ascesa della Indian Super League

Negli ultimi sei anni la Indian Super League ha superato, a livello economico e di prospettive, la I-League, torneo storico fondato nel secolo scorso e manifestazione “classica”, tramite la quale l’India qualificava le squadre per le competizioni internazionali. Inizialmente, infatti, la ISL era un torneo “vetrina”, di quelli ideati principalmente per attirare sponsor e dar via a un circolo economico virtuoso.

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Ma non è solo per questo che tanti professionisti stanno lasciando l’Australia per l’India. Infatti, la federazione locale ha introdotto una regola che in Asia viene adottata già da molti altri, ovvero la possibilità di tesserare un calciatore proveniente dalla confederazione asiatica senza che il tesseramento influisca sugli slot per gli stranieri.

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Siccome è molto difficile convincere un cinese, un giapponese o un sudcoreano ad accettare la destinazione – i campionati dei succitati paesi sono molto più competitivi – ecco che gli australiani diventano un’occasione di mercato stuzzicante. D’altronde, nonostante le difficoltà, parliamo pur sempre di una nazione capace di vincere la Coppa d’Asia nel 2015 e di qualificarsi agli ultimi quattro Mondiali.

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La crisi della A-League

Mentre il Goa FC diventerà la prima squadra della Indian Super League a giocare i gironi di Asian Champions League, nella lontana Australia la federazione deve fare i conti con il disimpegno di Fox Sport per quanto riguarda l’acquisto e la distribuzione dei diritti tv, e contestualmente con il fatto che lo storico main sponsor – il colosso del mercato automobilistico Hyundai – ha deciso di non rinnovare il proprio contratto.

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Il tutto, nell’anno dell’ennesima espansione di un campionato che accoglie una nuova franchigia, il Macartur FC, club con sede nell’area metropolitana di Melbourne presentatosi al via con due acquisti di lusso (gli ex Athletic Bilbao, Susaeta e Benat). Visto il calendario totalmente sballato dalla vicissitudini legate al Coronavirus, quest’anno la A-League comincerà dopo Natale, ma sarà l’edizione più povera di sempre. In India, invece, si godono una crescita figlia di una gestione sana e lungimirante.

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