Dario Essugo, lo Sporting Lisbona lancia un classe 2005

Dario Essugo è il ragazzo di cui tutti parlano: classe 2005, sabato ha polverizzato il record del più giovane esordiente con la maglia dello Sporting Lisbona

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È già un esordio storico, quello di Dario Essugo, novità di Ruben Amorim nel suo Sporting Lisbona che, benché primo e ancora imbattuto in campionato (unico caso nei primi sette tornei europei), si toglie lo sfizio di lanciare in prima squadra un altro giovane. Anzi, un giovanissimo.

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Sì perché Essugo, che ci crediate o meno, è in possesso di un documento d’identità sul quale c’è scritto come data di nascita: 14 marzo 2005. Il che significa che otto giorni fa, e solo sei prima di fare il suo debutto in prima squadra, il giocatore aveva appena compiuto 16 anni.

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Quello con l’asso della Juventus è un paragone che potreste aver letto in giro negli ultimi giorni: Essugo, in fondo, è un giovane portoghese dello Sporting Lisbona, e tanto basta per azzardare. In realtà, i due giocatori hanno poco in comune, se non il precoce debutto.

 

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Dario Essugo è nato a Odivelas, alla periferia della capitale Lisbona, e non certo nella remota Madeira, anche se i suoi genitori arrivano da una terra ancora più lontana. l’ex-colonia portoghese dell’Angola.

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Nel 2014 è entrato nelle giovanili dello Sporting, facendo tutta la trafila fino a essere notato nelle scorse settimane da Amorim, che in questa stagione si è segnalato per un forte interesse per i giovani (chiedere a Luis Maximiliano, Edu Quaresma, Gonçalo Inacio, Nuno Mendes, Gonçalo Plata e Tiago Tomas, sei ragazzi nati negli anni Duemila e già punti di riferimento dei Leões).

Le lacrime dell’esordio (da record)

“È una sensazione indescrivibile, quello che ho sempre sognato – ha raccontato Essugo a Sporting TV – È un mondo nuovo, ma è solo l’inizio”. A 16 anni e 6 giorni è divenuto il più giovane esordiente della storia del club che ha lanciato Nani, Cristiano Ronaldo e Luis Figo.

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È successo sabato 20 marzo, nella vittoria per 1-0 sul Vitoria Guimarães sesto in classifica. Essugo è subentrato all’86° minuto al posto di un altro prodotto del settore giovanile locale, anche se di tutt’altra generazione, João Mario (che ha poi ricordato sui social il primo incontro tra i due, un po’ di anni prima). Pochi minuti in campo, due giorni dopo la firma del suo primo contratto professionistico, e poi le lacrime di commozione, abbracciato dai compagni a fine gara.

Il record reggeva dal 1999, anno del debutto del difensore Ricardo Santamaria, che all’epoca aveva 16 anni 11 mesi e 12 giorni. Non una gran carriera, trascorsa tra le serie minori spagnole e a Cipro; Essugo punta chiaramente a qualcosa di molto diverso, per il suo futuro.

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Dario Essugo, come gioca

Dimenticatevi Ronaldo, nonostante quello che potreste aver letto in giro: Dario Essugo è un centrocampista centrale, in grado di giocare anche mediano davanti alla difesa, un giocatore dal fisico già importante nonostante sia solo un adolescente (180 centimetri d’altezza).

La sua principale dote è quella dell’occupazione dello spazio e del recupero dei palloni, anche se non disdegna sortite offensive. Se proprio è necessario fare un paragone, Dario Essugo ricorda molto più William Carvalho (anche lui imponente mediano di origini angolane scuola Sporting) che non CR7.

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Aver stabilito un record simile non fa alcuna differenza nella sempiterna lotta tra il il futuro campione e la meteora, ma in un calcio sempre più ossessionato dai giovanissimi, Dario Essugo ha abbassato ancora di più il confine anagrafico delle promesse. Ora la palla è letteralmente tra i suoi piedi.

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Fonte: @darioessugo6 (Instagram)

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