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Cristiano Ronaldo e le accuse di stupro: la storia completa

Cristiano Ronaldo sta per esordire col Manchester United, ma un gruppo femminista porterà a Old Trafford una protesta, per ricordare il processo per stupro che coinvolge l’attaccante. Spieghiamo bene questa storia

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Manca poco al secondo esordio di Cristiano Ronaldo con la maglia del Manchester United, previsto per oggi alle 16.00 contro il Newcastle. Allo stadio, tra i vari tifosi, ci sarà però anche il gruppo femminista Level Up, per una protesta contro il giocatore portoghese.

Ronaldo è infatti stato coinvolto, qualche anno fa, in un’indagine per stupro negli Stati Uniti, che è tutt’oggi in corso, anche se di recente non se n’è parlato spesso. Su questo caso si è scritto molto, ma c’è ancora tanta confusione: cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Le accuse contro Cristiano Ronaldo

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Il caso scoppia nel settembre 2018, quando il noto quotidiano investigativo tedesco Der Spiegel pubblica un’intervista a una modella statunitense, Kathryn Mayorga, che accusa Cristiano Ronaldo di averla stuprata. Il fatto sarebbe avvenuto nel giugno 2009 al Palms Place Hotel di Las Vegas, dove Mayorga lavorava.

L’incontro tra i due era stato documentato da diverse fotografie scattate quella sera, prima che Cristiano Ronaldo invitasse Mayorga nella sua stanza. Il giorno seguente, la donna si recò dalla polizia di Las Vegas per denunciare di aver subito uno stupro: raccontò la vicenda, ma limitandosi a dire che il colpevole era una “figura pubblica” e un “atleta”. Mayorga si recò anche all’ospedale per delle analisi, che attraverso l’esame di alcune ferite evidenziarono che aveva effettivamente subito uno stupro.

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Successivamente, la donna assunse un avvocato, che le consigliò di non portare avanti le accuse, ma di cercare piuttosto un accordo extragiudiziale, per ottenere un compeso economico in cambio della non divulgazione di quanto accaduto. Nel gennaio 2010, Cristiano Ronaldo accettò di corrispondere a Kathryn Mayorga 375.000 dollari in cambio del suo silenzio.

Nell’aprile 2017 scoppiò il caso Football Leaks, e Der Spiegel era uno dei giornali che stavano indagando. Tra i vari documenti c’erano anche quelli relativi a questo accordo; quando la storia venne pubblicata, gli avvocati di Ronaldo la dichiararono falsa, ma successivamente i gioralisti tedeschi riuscirono a intervistare Mayorga, che inizialmente aveva rifiutato ed era rimasta nell’anonimato.

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Era il periodo in cui stava emergendo il fenomeno #MeToo negli Stati Uniti, e Mayorga decise di riaprireil caso, assumendo un nuovo avvocato per portare avanti una causa civile contro Cristiano Ronaldo.

juventus
Fonte Immagine: @juventus (Instagram)

La reazione di Ronaldo

Alle accuse del 2018, Cristiano Ronaldo ha risposto prima attraverso i suoi avvocati, negando tutto, e poi addirittura di persona dopo l’uscita dell’intervista a Der Spiegel, dicendo in un video su Instagram che si trattava di una “fake news”.

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In merito all’accordo di non divulgazione, i legali del portoghese hanno spiegato trattarsi di una strategia per mettere a tacere delle accuse false prima che uscissero, al fine di salvaguardare la sua posizione. Non si trattava “in un alcun modo di una confessione di colpevolezza” hanno aggiunto.

La posizione di Ronaldo sulla faccenda è che lui e Mayorga ebbero effettivamente un rapporto sessuale, nel 2009, ma che fu assolutamente consensuale: questo è ciò che disse il suo avvocato già all’epoca dei fatti. Ma in quel periodo, prima di stipulare l’accordo con la donna che lo accusava, Ronaldo compilò diversi questionari coi suoi avvocati per chiarire la sua posizione: secondo Der Spiegel, in uno dei primi il calciatore ammetteva che Mayorga avesse “detto ‘no’ e ‘stop’ diverse volte”.

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Cristiano Ronaldo e i suoi legali hanno replicato a questo dicendo che i documenti relativi all’accordo extragiudiziale furono “rubati” da degli hacker e “alterati e/o completamente fabbricati“.

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Fonte immagine: profilo Ig @Cristiano

Il punto sulle indagini oggi

Come detto, la causa penale contro Cristiano Ronaldo è stata archiviata. Riaperta nel 2018 dopo l’intervista a Mayorga, è stata interrotta pochi mesi dopo per l’impossibilità di provare la colpevolezza del calciatore “al di là di ogni ragionevole dubbio”, dopo tutti gli anni trascorsi e anche in seguito alle poche informazioni date dalla donna all’epoca dei fatti.

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È ancora in piedi, però, la causa civile. Gli avvocati di Mayorga hanno impugnato l’accordo extragiudiziale, denunciando che la loro cliente nel 2009 era psicologicamente inadatta ad accettare quei termini. Successivamente, infatti, Mayorga ha sofferto di sturbo post-traumatico e depressione, problemi mai riscontrati prima del presunto stupro da parte di Cristiano Ronaldo.

Secondo il Daily Mirror, la causa riguardarebbe una richiesta di danni pari a 56,5 milioni di sterline (circa 78 milioni di dollari). Nell’ottobre 2020 è stato stabilito che toccherà alla giudice Jennifer Dorsey occuparsi del caso, ma al momento non è ancora stata fissata una data per l’udienza.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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