cerci
Fonte Immagine: @iltorosiamonoi (Instagram)

A 33 anni, Alessio Cerci torna in pista con l’Arezzo, per la prima volta in Serie C. Ripercorriamo le tappe della carriera di un giocatore nomade, geniale e complicato.

CLASSIFICA MONTE INGAGGI SERIE A 2021: COMANDANO JUVE E CRISTIANO RONALDO

C’è stato un periodo in cui Alessio Cerci sembrava destinato a conquistare il mondo. Nel 2014 era l’ala più determinante della Serie A e uno dei punti fermi della Nazionale di Prandelli, che all’epoca schierava un suggestivo tridente offensivo composto da giocatori geniali quanto discontinui: Cerci, appunto, con Cassano e Balotelli. Poi, qualcosa andò storto e la sua carriera precipitò.

LUSSEMBURGO SOGNA QATAR 2022

Oggi, a 33 anni, Cerci riparte dalla Serie C con l’Arezzo, la squadra toscana allenata da Alessandro Potenza che ha iniziato in maniera molto deludente il campionato (due sconfitte e un pareggio) e ha bisogno di una scossa quanto prima, se vuole tornare a lottare per l’alta classifica, dopo aver rinunciato ai play-off nella scorsa stagione.

Cerci, il gioiello di Velletri

Nato a Velletri nel 1987, e poi cresciuto a Valmontone, Cerci si mette presto in mostra nella Primavera della Roma a metà anni Duemila, nella stessa generazione di Curci, Rosi, Galloppa e Virga. Fin da subito è evidente a tutti che ha un talento fuori dal comune: schierato come ala destra, semina il panico sulla fascia, rientra e tira con una facilità impressionante, mettendo in mostra quel movimento che, di lì a poco, verrà reso celebre a livello mondiale da Arjen Robben.

MURIEL – ZAPATA SHOW IN COLOMBIA VENEZUELA: L’ATALANTA SI GODE I SUOI GIOIELLI

Cerci strega Fabio Capello, che nel maggio del 2004, all’ultima di campionato, lo fa esordire in prima squadra benché non abbia ancora compiuto 17 anni. È ancora giovane, e la Roma è una grande squadra in un periodo di transizione, dall’epoca dorata di Capello al più morigerato corso di Spalletti; Cerci è un giocatore dalla forte personalità e consapevole del proprio talento: di restare ai margini della squadra maggiore, non ne vuole sentir parlare.

Inizia così a girare in prestito: la prima volta è a Brescia, in B, dove parte riserva ma presto diventa uno dei sostituti favoriti a disposizione di Serse Cosmi. L’anno dopo è a Pisa, e qui vive un momento fondamentale della sua carriera: Gian Piero Ventura decide di schierarlo più avanzato, da seconda punta, lasciandogli grande libertà. Cerci, nonostante un infortunio che lo tiene a lungo fuori dal campo, disputa una stagione da 10 gol e 7 assist in 26 partite, e diventa per i i tifosi il “Thierry Henry di Valmontone”.

JULIO RICARDO CRUZ, L’EROE PER CASO DELL’INTER

Il salto di Cerci in Serie A

“Penso di rimanere a Roma. Credo di potere fare molto bene anche qui, ho voglia di giocarmi le mie possibilità” dice nell’estate del 2008, ma la società giallorossa è di un altro avviso, e lo dà in prestito per la terza volta, ora all’Atalanta. Altri infortuni non gli permettono di rendere al meglio, e ritorna a Roma, dove Spalletti sembra intenzionato a dargli finalmente spazio, tanto che Cerci trova la sua prima rete in giallorosso nel play-off di Europa League.

KAAN AYHAN, DIFENSORE GOLEADOR OCCASIONE PER IL FANTACALCIO

L’improvviso cambio in panchina (Ranieri prende il posto di Spalletti) non gli giova, anzi lo allontana dai titolari, e per Cerci tutto ricomincia daccapo. Viene così ceduto, per 4 milioni di euro, alla Fiorentina: la Toscana si conferma la sua terra calcistica prediletta, e finalmente inizia a fornire le prestazioni che ci si attende dal suo talento, al punto che Roberto Mancini lo fa inserire tra gli obiettivi principali del suo Manchester City.

SARRI RESCINDE CON LA JUVENTUS: TRE IPOTESI PER IL SUO FUTURO

Ma Alessio Cerci è il più classico genio e sregolatezza, e Firenze è una piazza dove, se non conquisti i tifosi, non puoi sperare di avere successo. Arrivato già tra i malumori (la Viola era reduce da una grande stagione, ma il mercato era stato di basso profilo, e il grave infortunio a Jovetic esigeva un sostituto di peso, che Corvino aveva individuato proprio in Cerci), entra spesso in conflitto con la tifoseria, in particolar modo per i suoi comportamenti extra-campo, ma anche e soprattutto diventando come capro espiatorio per la brutta stagione della squadra.

“Perché ce l’avevano con me? Ancora me lo devono spiegare. Non arrivavano i risultati, la squadra andava male, ma io sembravo l’unico colpevole. Forse perché giovane, forse perché sono di Roma e qui i romani non li possono vedererisponde, mentre ribadisce di voler rimanere. Invece, nell’estate del 2012, la Fiorentina lo scarica per 2,5 milioni al Torino.

Cerci e Ventura, di nuovo insieme

In Piemonte, Cerci ritrova Gian Piero Ventura e una società ambiziosa, dopo la promozione in Serie A. Al Torino, vive due anni magici, i migliori della sua carriera, qualificando la squadra per l’Europa League grazie a un record di 75 presenze, 21 gol e 23 assist, conquistandosi inoltre un posto in Nazionale.

GEORGE ROBLEDO, L’ATTACCANTE CILENO CHE FU IL MITO DI JOHN LENNON

È un momento decisivo per l’intero calcio italiano: il biennio granata pone le basi per la chiamata, nel 2016, di Ventura in Nazionale, e rivitalizza anche uno dei principali attaccanti italiani degli ultimi anni, Ciro Immobile. “Per tre mesi ho letto che Cerci non poteva giocare da seconda punta. I fatti, però, hanno smentito tutto, dimostrando che lui è un giocatore universalespiega, senza mezzi termini, Ventura.

La parabola discendente

Nel 2014, Cerci è al suo punto più alto: l’Atletico Madrid lo acquista per 15 milioni di euro. Nella stessa sessione di mercato, ai Colchoneros è arrivato pure Antoine Griezmann, che teoricamente gioca nel suo stesso ruolo: la competizione tra i due è senza storia, l’italiano si stufa e pretende pù minuti da Simeone, e la favola finisce.

View this post on Instagram

#CERCI ripartirà dall’#Arezzo in Serie C

A post shared by I BIG DEL CALCIOMERCATO (@ibigdelmercato) on

A gennaio è di nuovo in Italia, in prestito al Milan, ma non lascia il segno. Tanto lenta è stata la sua ascesa, quanto rapido è il crollo: in picchiata, Cerci attraversa come una freccia Genoa e Verona; approda in Turchia, all’Ankaragucu, che si rivela senza dubbio la peggiore tra tutte le sue scelte di carriera. Il club scopre di non avere i soldi per pagarlo, così lo mette fuori rosa, e si finisce in tribunale. Nel 2019 rimane svincolato, e riparte dalla Salernitana, tornando in Serie B, di nuovo allenato da Ventura.

TITE, NEYAR E UNO STATUS DA CONSOLIDARE: IL BRASILE STA RINASCENDO

Ma stavolta le cose vanno diversamente: i campani si aspettano di aver fatto il colpo che sarebbe valso la promozione, e invece le prestazioni di Cerci sono molto sottotono. Il rinnovo per la seconda stagione non scatta, e l’ex-romanista è nuovamente appiedato. Arezzo è l’ultima chiamata per Alessio Cerci, che ritorna nella Toscana da cui aveva spiccato il volo ormai dodici anni fa, e cerca di ricucire il filo della storia.