son calciatori asiatici
Fonte Immagine: @hm_son7 (Instagram)

Conosciamo tutti Son Heung-min, ma quali sono stati gli altri grandi calciatori asiatici in Europa, pionieri del calcio dell’Estremo Oriente?

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Son Heung-min ha stabilito un nuovo record: è il primo calciatore a realizzare più di 6 gol nelle prime tre giornate di Premier League; non solo, con le sue 8 realizzazioni, il coreano ha segnato tanto quanto le intere rose di Arsenal, Manchester City e Newcastle, e più del Wolverhampton.

Oggi, Son è indubbiamente il più forte al mondo tra i calciatori asiatici, e quasi certamente anche il migliore di tutti i tempi, ma la storia del calcio dell’Estremo Oriente e dei suoi campioni è molto lunga, e in gran parte sconosciuta. Ad esempio, molti potrebbero essere portati a pensare che un ruolo di primissimo piano lo rivesta la Serie A, da Miura a Nakata, da Nakamura a Ahn Jung-hwan, ma non è proprio così, e spetta ad altri la palma di chi per primo ha creduto ai calciatori orientali.

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Gli esordi dei calciatori asiatici

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Il primo asiatico di livello internazionale comparve tra gli anni Trenta e Quaranta proprio in Inghilterra: era il centrocampista di origine cinese Frank Soo, noto soprattutto per i suoi lunghi trascorsi allo Stoke City. Soo, però, era inglese per parte di madre, ed era nato e cresciuto vicino Liverpool. Il suo esordio anticipò di poco quello della prima nazionale asiatica ai Mondiali, le Indie Orientali Olandesi, l’attuale Indonesia, nel 1938.

Già così capiamo che gli inizi del calcio asiatico sono meno scontati di quanto avremmo pensato: non furono infatti le due potenze Giappone e Corea del Sud a emergere per prime, anche se lo fecero certamente nel dopoguerra. I coreani esordirono già ai Mondiali svizzeri del 1954, mentre il Giappone nel 1968 conquistava un incredibile bronzo olimpico, trascinato dai gol di Kunishige Kamamoto, che possiamo considerare il primo dei calciatori asiatici ad aver ottenuto un minimo di fama fuori dai confini nazionali.

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Gran parte del merito dello sviluppo del calcio in Giappone va al tedesco Dettmar Cramer, che nel 1960 divenne direttore tecnico della Nazionale. L’apporto di Cramer, allenatore giovane ma molto competente, fu deciviso nella maturazione tattica dei calciatori giapponesi, e anche nel loro conseguente approdo in Europa.

I primi calciatori asiatici in Europa

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Nel 1977, il primo calciatore asiatico iniziò a calcare i campi europei. Si trattava ovviamente di un giapponese, il centrocampista Yasuhiko Okudera, e altrettanto ovviamente andò a giocare in Germania, firmando con il Colonia. In quella sua prima stagione, Okudera giocò 20 partite segnando 4 reti, e si conquistò un ruolo di primo piano nel club, vincendo il campionato e la coppa nazionale.

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La sua carriera proseguì poi con Hertha Berlino e, soprattutto, Werder Brema, ed ebbe il grande merito di aprire la strada ad altri calciatori asiatici. Nel 1978, infatti, il Darmstadt ingaggiò l’attaccante sudcoreano Cha Bum-kun, che divenne poi la stella di Eintracht Francoforte e Bayer Leverkusen, trascinando entrambi i club a vincere la Coppa UEFA. In questo modo, Cha divenne il primo campione asiatico di fama europea, e le sue imprese diedero grande slancio al calcio coreano, che in breve sopravanzò quello giapponese.

Sempre al Darmstadt si deve, nel 1987, l’esordio tra i professionisti europei del primo calciatore cinese, il centrocampista Gu Guangming, arrivato nel Vecchio Continente già un anno prima al Coblenza, guidando una piccola invasione cinese in Europa, di cui vale la pena ricordare soprattutto Liu Haiguang e Jia Xiuquan, giocatori del Partizan Belgrado e primi cinesi a vincere un trofeo in Europa, con la Coppa di Jugoslavia del 1989.

I Mondiali e la consacrazione

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Nel corso degli anni Novanta, Corea del Sud e Giappone sono divenute presenze fisse ai Mondiali, e i coreani hanno anche ottenuto un quarto posto al torneo casalingo del 2002. Dopo quella data, numerosi calciatori asiatici hanno trovato fortuna in Europa, a partire dai coreani Park Ji-sung, Lee Young-pyo e Cha Du-ri (figlio di Cha Bum-kun).

Pochi, però, sono riusciti a essere effettivamente competitivi ad altissimo livello, e tra questi citiamo Park e Shinji Kagawa, la cui carriera, soprattutto al Manchester United, è stata però frenata da tanti infortuni. Parallelamente, la Cina ha sempre faticato a imporre giocatori in Europa, e gli unici casi degni di nota sono stati Fan Zhiyi (Crystal Palace, Dundee e Cardiff, tra il 1998 e il 2003) e Sun Jihai (Crystal Palace, Manchester City e Sheffiled United, tra il 1998 e il 2009).

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Chi invece ha vissuto un piccolo ma breve exploit, dopo il buon Mondiale del 2010, è stata la Corea del Nord, che ha potuto esportare (ovviamente sempre in Bundesliga) l’attaccante Jong Tae-se. In seguito, due nordcoreani sono venuti a giocare in Italia (Han Kwang-song e Choe Song-hyok), confermando come il nostro paese sia, dopo la Germania, il più ben disposto verso i talenti dell’Estremo Oriente.

Lo stesso Son è entrato a soli sedici anni nei ragazzi dell’Amburgo, ed è poi divenuto una stella al Bayer Leverkusen, prima di trasferirsi al Tottenham. Le sue grandi doti lo hanno portato a imporsi tra i grandi del calcio mondiale e a diventare la punta di diamante dell’intero movimento del suo continente, ma prima di lui la strada per la lenta affermazione dei calciatori asiatici in Europa era già stata battuta da tanti pionieri.

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