trautmann
Fonte Immagine: @mundoesfericoweb (Instagram)

Il 22 ottobre 1923 nasceva Bert Trautmann, calciatore tedesco e leggenda del Manchester City, con alle spalle una storia che definire incredibile è dire poco. Scopriamola assieme.

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Il punto di svolta della vita di Bert Trautmann è lo stesso di molti ragazzi tedeschi della sua generazione: ancora giovanissimo, viene travolto dagli eventi e si ritrova in guerra, prima sul fronte orientale e poi su quello occidentale, dove si guadagna varie medaglie e, infine, viene catturato dagli inglesi e chiuso in un campo di prigionia, mentre il secondo conflitto mondiale scorre via fino alla sconfitta della Germania.

Se vi state chiedendo se Bert Trautmann sia un promettente calciatore, la risposta è no. Ci ha giocato sicuramente, ma in realtà è interessato ad altre discipline (nuoto, pallamano), tanto da aver ricevuto un’onoreficenza presidenziale per la sua attività sportiva. Quindi, cosa c’entra questa storia con il calcio?

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Il calcio come via d’uscita

In quel campo alleato presso Ashton, nel Lancashire, Trautmann finisce a giocare a pallone in una squadra di prigionieri militari tedeschi; non essendo molto pratico di calcio, viene schierato in porta e scopre di saperci fare. Da calciatore-prigioniero, matura come uomo e cambia idea sul suo paese e su quella guerra per la quale era stato indottrinato; quando il conflitto finisce, Trautmann rifiuta il rimpatrio e resta in Inghilterra.

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Si trasferisce un po’ più a sud, a St. Helens, vicino Liverpool, dove ottiene di giocare nella piccola squadra locale e riesce a integrarsi rapidamente (cosa non facile, per un ex-soldato nemico); qui conosce anche Margaret, figlia del segretario della squadra, che diventerà sua moglie. Non si aspetta certo, a 25 anni, di poter diventare un calciatore professionista, ma il suo talento è cristallino, e sempre più gente parla di lui: è raro che si vada allo stadio per veder giocare il portiere, ma con Trautmann succede.

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Tra le persone che vengono a vederlo ci sono anche gli osservatori del Manchester City, club appena retrocesso in Second Division e che deve trovare presto un sostituto del veterano Frank Swift. La notizia di un ex della Luftwaffe con la maglia dei Citizens crea scompiglio e proteste, ma la dirigenza ormai ha deciso: Bert Trautmann si trasferisce sulla sponda azzurra di Manchester.

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Trautmann, l’eroe di Manchester

Il suo impatto sulla squadra è fin da subito determinante: i tifosi si ricredono, e il City riconquista la massima serie. Decisivo nella sua integrazione nel club è soprattutto il capitano Eric Westwood, reduce dalla Normandia, che capisce che il calcio può essere un’occasione di riscatto per Trautmann dagli orrori della guerra. In campo, stringono un sodalizio che farà la storia dei Citizens.

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Le prime stagioni sono di lotta e bassa classifica, fino a che nel 1955-56 i ragazzi allenati da Les McDowall non vivono una stagione unica, raggiungendo il quarto posto in campionato, il miglior risultato del club dal 1937. In mezzo a giocatori come Dave Ewing, Roy Paul, Don Revie e Roy Clarke, Trautmann è uno dei principali protagonisti. In quella stagione, il Manchester City arriva a conquistare anche la FA Cup in finale con il Birmigham City, vendicando la sconfitta subita a Wembley l’anno precedente contro il Newcastle.

La vittoria della FA Cup rappresenta la grande impresa di Trautmann: dopo un’ottima partita, in cui il City conduce per 3-1, il portiere tedesco subisce un duro scontro con Peter Murphy, perdendo momentaneamente i sensi e accusando poi un forte dolore al collo. Ancora non lo sa, ma cinque vertebre si sono dislocate, e per la sua sicurezza dovrebbe uscire.

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Ma siamo negli anni Cinquanta: i medici in campo sono quello che sono, e non sono previste le sostituzioni. Resta in campo, para, e porta in City a vincere il trofeo. Pochi giorni dopo, premiato anche come giocatore dell’anno, scoprirà la gravità dell’infortunio e si farà operare.

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Il miglior portiere del mondo

La storia di Bert Trautmann è, come avete letto, tutta un susseguirsi di eventi incredibili. Scoprì il calcio tardi, e divenne uno dei migliori portieri al mondo in pochissimi anni; arrivò in Inghilterra da nemico, e in breve divenne un eroe popolare. Continuò a giocare con il Manchester City fino al 1964, un anno dopo che il club era nuovamente retrocesso.

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Fece le sue ultime parate con il più piccolo Telford United, prima di ritirarsi e diventare allenatore, tornando brevemente in Germania a fine anni Sessanta per guidare un paio di club minori. Lev Jashin, che con Bert Trautmann condivideva ruolo e compleanno, disse che l’unico altro portiere di classe mondiale oltre a lui fu proprio il tedesco del City. Non male, visto com’era iniziata.