Baumgartner, stratosfera e Bundesliga

Alla scoperta di Christoph Baumgartner, il nuovo gioiellino della Bundesliga. Gioca nell’Hoffenheim, è austriaco e ha un talento spaziale.

Sei goal e quattro assist in ventiquattro partite di Bundesliga. La ripartenza del campionato tedesco ci ha consegnato tra le mani il gioiellino dell’Hoffenheim, Christoph Baumgartner, classe ’99 e austriaco di nascita. 

Trasferitosi dal St Polten in Austria all’Hoffenheim nel 2017, Baumgartner aveva alle spalle due titoli di capocannoniere del campionato di categoria in patria e una fama di trequartista precoce che lo precedeva. Nel dettaglio, furono diciotto e venticinque i goal che fece contro i pari età e che gli valsero la chiamata dalla Bundesliga dove ha esordito il 24 agosto di quest’anno contro il Werder Brema.

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Baumgartner, stagione da predestinato

Fino a dicembre sono 171 i minuti in campo suddivisi in 5 presenze su un totale di 13 gare, un bottino misero se paragonato ai numeri che inanellerà successivamente. La svolta avvenne a dicembre: diciannove partite sempre in campo da allora, per un totale di 1301 minuti. I sei goal sono arrivati tutti in questo periodo, con il primo assist messo a referto il 7 dello stesso mese contro il Lipsia nella sconfitta per tre a uno. 

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Il primo goal porta la data del 17 dicembre, contro la Union Berlino, mentre la consacrazione il avvenne il 27 maggio, a due settimane dalla ripresa post Covid-19, con due goal e un assist nella vittoria contro il Colonia. La prima rete giunge dal centro dell’area di rigore dove Baumgartner si trovava accompagnando l’attacco di Bruun Larsen. Il piatto destro con cui infila il portiere avversario sotto le gambe è indice della visione di gioco con cui, a soli vent’anni, si è imposto in una squadra che concorre per un posto in Europa.

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Il secondo goal è un colpo di testa che si innalza alle spalle del portiere avversario beffando la sua uscita. La lettura del cross proveniente dalla destra è perfetta, e la parabola diventa così imprendibile. La vera perla risiede però nell’assist che chiude la partita: controllo in “post basso” – come si direbbe in NBA – e protezione della palla nel cuore dell’area di rigore. Colpo di tacco a smarcare il compagno sotto le gambe dell’avversario di turno e goal vittoria che chiude il match. Un concentrato di visione di gioco, astuzia, classe e talento che perfettamente inquadra il ragazzo d’oro dell’Hoffenheim. 

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Talento internazionale

Rimanendo sui binari della visione di gioco, Cristoph Baumgartner ha dato prova anche con la maglia della propria nazionale di sapersi ben disimpegnare nell’assist anche in campo Europeo.

Nel corso del match di qualificazione all’Europeo Under 21 contro la Turchia, il numero venti si disimpegna al limite dell’area e con l’esterno del piede serve il compagno sulla destra che conclude a rete chiudendo la partita sul 3-0 per i padroni di casa.

Sono quattordici le partite giocate con la selezione Under 21 del suo paese, con due goal messi a segno e la promessa, prossima ad avverarsi, di far parte della selezione maggiore in vista dei prossimi Europei. L’ennesima conferma, unita ai quattro assist messi a referto in Bundes, della bontà delle qualità tecniche di Baumgartner, oggi vero e proprio tesoro dell’Hoffenheim. 

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Baumgartner, omonimia

Cercando su google per raccontare il giovane trequartista di casa Hoffenheim, il caso di omonimia si palesa ai nostri occhi. Baumgartner è il cognome di un altro famosissimo sportivo, Felix, l’uomo che nel 2012 si lanciò da una stazione orbitante a 39 mila metri dalla superficie terrestre stabilendo con quell’impresa tre record: quello dell’altezza massima raggiunta da un pallone aerostatico con equipaggio, l’altezza maggiore di un lancio da pallone aerostatico e la velocità massima raggiunta da un uomo in caduta libera.

Un omonimo ingombrante difficile da scalzare dalle ricerche: Baumgartner, Cristoph questa volta, ha messo nel mirino la stratosfera della Bundes con quell’assist, e sembra non volersi fermare. 

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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