desiderio garufo

Un amuleto infallibile al quale affidarsi per realizzare i rispettivi sogni. Desiderio Garufo ha fatto poker, contribuendo alla promozione in serie B della Reggina, dopo quelle ottenute in passato con Novara, Parma e Trapani. Davvero niente male per chi come lui, partito dai campi della provincia siciliana, è riuscito a conquistarsi il titolo di classico “giocatore di categoria”. Umiltà, sudore, ostinazione, sacrificio. C’è un po’ di tutto nella sua storia, diventata una sorta di vademecum per quanti credono di potercela fare a ritagliarsi un piccolo spazio nello sconfinato universo calcistico.

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Alle origini del “mito”

“Il destino non è una questione di fortuna, è una questione di scelte. Non è una cosa da aspettarsi, è una cosa da raggiungere”. Con queste parole affidate alla sua pagina Facebook il trentatreenne difensore ha voluto ricordare a tutti da dove è partito il suo percorso, culminato quest’anno nell’ennesima impresa della carriera. Sotto, la foto del campo sportivo di Grotte, paesino della provincia di Agrigento dove è nato e cresciuto, sognando di diventare un calciatore professionista. Uno di quelli che ce l’ha fatta, al quale però nessuno ha mai regalato nulla.

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Dalla Coppa Italia di categoria con la maglia dell’Akragas nel 2005/2006, al “double” (campionato e coppa con l’Alcamo), fino al campionato di Eccellenza vinto con il Nissa, promosso per la prima volta nella sua storia tra i Dilettanti nel 2008. Per Desiderio Garufo dunque, la predisposizione al raggiungimento degli obiettivi è sempre stata una costante. 

Trovarsi nel posto giusto al momento giusto ha reso Desiderio Garufo più consapevole dei propri mezzi, aiutandolo a sviluppare quella mentalità vincente necessaria per migliorarsi costantemente a prescindere dalla categoria. Il salto in serie C – Sangiovannese, Taranto, Nocerina – prima del ritorno in Sicilia con la maglia del Trapani con cui disputa una discreta stagione in B. Nel 2014 scende nuovamente di categoria sposando il progetto del Novara di Domenico “Mimmo” Toscano (un nome che ritornerà a scandire il suo percorso) promosso in B al termine di un campionato esaltante.

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L’arrivo al Parma in serie C

È questo il primo scalpo eccellente di Garufo che tuttavia l’anno successivo cambia ancora una volta casacca, approdando al Catania. Anche il secondo ritorno a casa è destinato però a durare poco. Troppo forte il richiamo dell’ambizioso Parma, nobile decaduta del calcio italiano, neo promosso in C dopo un anno di purgatorio in quarta serie. Titolare inamovibile con Apolloni, sparisce dai radar con l’avvento in panchina di D’Aversa dopo aver patito un infortunio alla caviglia.

Alla fine saranno 10 le presenze con i Ducali, promossi in serie B dopo aver avuto meglio sull’Alessandria nella finale playoff. Ad aprile 2018, dopo un’operazione al ginocchio, rescinde il proprio contratto con il Parma restando così svincolato e aggregandosi per un breve periodo all’Equipe Sicilia durante l’estate successiva. 

A tendergli la mano in un momento particolarmente difficile, ecco nuovamente il Trapani di Vincenzo Italiano, tra le favorite alla promozione nel girone C di serie C. Garufo ci mette anima e corpo ma vive un’altra stagione contrassegnata suo malgrado da continui guai fisici che lo costringono a guardare i propri compagni alternandosi tra panchina e tribuna. Riesce a tornare in campo in occasione della gara d’andata della finale playoff contro il Piacenza, giusto in tempo per conquistare la terza promozione in quattro anni.

Puntuale come al solito, a fine stagione arriva il momento di un altro doloroso saluto alla piazza che più di tutte probabilmente ha mostrato di apprezzarne la dedizione alla causa, al netto degli infortuni. È così, fresco di promozione, Garufo è di nuovo senza contratto, ignaro di ciò che gli riserverà il futuro ma deciso a superare gli ostacoli per rituffarsi al meglio in una nuova avventura.

Desiderio Garufo, l’uomo dei record

Alla ricerca di un laterale destro affidabile, la Reggina di Toscano gli concede l’opportunità di allenarsi con il resto del gruppo durante il ritiro estivo. Fugati i dubbi riguardanti il suo stato fisico, convince l’ex allenatore a concedergli una nuova chance. Diventa ufficialmente un giocatore amaranto il 21 agosto 2019, a soli quattro giorni dalla partenza della stagione.

Desiderio Garufo vince lo scetticismo di quanti lo considerano ormai al capolinea, disputando 22 partite (quasi sempre da titolare) e contribuendo in maniera significativa alla promozione in B della Reggina sancita qualche giorno fa dal Consiglio Federale. Nella storia della serie C soltanto Tiziano Ascagni (cinque volte vincitore del campionato a cavallo tra le fine degli anni ‘70 e i primi anni ‘80 con le maglie di Varese, Cremonese, Triestina, Parma e Brescia) ha fatto meglio di Garufo, capace con l’ultimo successo ottenuto di eguagliare in questa speciale classifica Antonio Lonardi.

La dirigenza del club reggino è già al lavoro per allestire una rosa competitiva in vista del prossimo campionato cadetto. Come spesso accade in questi casi, agli elementi già presenti in organico che saranno riconfermati toccherà il compito facilitare l’inserimento dei nuovi, tra i quali a quanto pare non mancheranno le sorprese. L’attuale situazione contrattuale di Desiderio Garufo non è tra le priorità, vista la scadenza fissata a giugno 2022. Considerando i precedenti, se fossimo nel presidente Luca Gallo e nel direttore sportivo Massimo Taibi, ci penseremmo bene prima di lasciarlo partire.