gonzalo montiel
Fonte: Instagram @gonzalo_montiel29

Una vita di sacrifici, la morte del nonno e River Plate, che gli ha svoltato la vita: ora Montiel è pronto a sbarcare in Italia.

Quello di Gonzalo Montiel è uno dei nomi più in voga quando si parla di calcio argentino. La sua crescita esponenziale, avvenuta negli ultimi due anni, ha fatto sì che il River Plate ricevesse decine di offerte per il proprio terzino destro. Un giocatore, questo Montiel, capace di far innamorare contemporaneamente l’intera tifoseria dei Millonarios e Marcelo Gallardo, tecnico che lo ha sfruttato all’inverosimile fino a farlo diventare uno dei perni della squadra capace di cannibalizzare le ultime stagioni sudamericane. Ora però il club ha bisogno di monetizzare, quindi dovrà venderlo: Inter, Roma e Torino sono da tempo sulle sue tracce, ma il futuro del ragazzo potrebbe anche realizzarsi in Spagna.

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In ogni caso, chi vorrà Gonzalo Montiel dovrà per forza sborsare i 20 milioni di euro di clausola rescissoria stabiliti, nero su bianco, sopra il contratto che il ragazzo ha firmato con scadenza 2021. Un vincolo sottoscritto nel lontano 2016, a 19 anni ancora da compiere, quando la società – su suggerimento di Gallardo – decise di blindarlo dopo averne capito le prospettive.

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E, in effetti, l’intuizione fu felice: il Muñeco lo ha fatto esordire giovanissimo in un match contro il Velez, regalandogli la prima titolarità nel match contro l’Arsenal de Sarandi, dove Montiel si ‘regalò’ la prima espulsione in carriera. D’altronde il ragazzo è sempre stato uno molto focoso, un difensore che abbina eleganza a momenti in cui riemerge tutta la spigolosità forgiata nei campi di provincia.

A González Catán, centro situato nel cuore de La Matanza, a sud di Buenos Aires, il pallone rotola solo in strade polverose e dietro a ogni partita c’è un giro di scommesse gestito dalla malavita locale. Gonzalo gioca a calcio per non imboccare la via sbagliata e per farsi rispettate da tutti. Negli spazi stretti si fa rispettare, segna e vince sempre fino a quando, nel 2008, il River Plate decide di portarselo nella pensione in cui vengono ospitati i giovani del vivaio, bloccandolo dopo un paio di brevi esperienze con Huracan e Boca Juniors.

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Nonno e River Plate nel cuore: l’omaggio a Ortega

Il giorno in cui Gonzalo Montiel lascia casa per fare il grande salto è già un uomo, seppure imprigionato ancora nel corpo di un bambino. Tre anni prima ha visto spegnersi nonno Jeronimo in ospedale, dopo settimane di agonia, per colpa di una ex amante furiosa appena uscita dal carcere. Tre pallottole dritte in petto: delitto passionale si dirà, anche se dietro parrebbe esserci un altro movente.

Il momento fu straziante proprio per il rapporto che Gonzalo aveva con nonno ‘Chivo’ che, poco prima della nascita del nipote, chiese alla figlia di usare Ariel come secondo nome, in omaggio al suo grande idolo Ortega. La famiglia Montiel, infatti, è tifosissima dei Millonarios: “Quando ho esordito con il River Plate ero emozionato – ha raccontato Gonzalo -, ho alzato gli occhi al cielo e pensato a nonno. So che sarebbe stato orgoglioso di me”.

Effettivamente, per arrivare in alto, di sacrifici ne ha fatti tanti, instradato dalla grande cultura del lavoro dei suoi genitori e quasi costretto a lasciare casa perché mamma e papà non potevano permettersi i trasporti da González Catán al centro sportivo: “È stata molto dura: ho passato i primi anni a piangere perché mi mancava casa”.

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Dicono di lui: “Lo considero un pompiere, una spugna che assorbe tutto”

Marcelo Gallardo, nel postpartita di River Plate – Lanus valido per la semifinale di andata di Copa Libertadores 2017, lo ha definito ‘bombero’. Un pompiere, perché quando hai un problema in campo sai che, chiedendo aiuto a Montiel, tutto è destinato a sistemarsi. In questi primi due anni e mezzo, effettivamente, il talento di La Matanza si è fatto notare in più ruoli: da terzino destro a laterale a tutta fascia, fino a mediano, ruolo nel quale ha cominciato la sua carriera nelle giovanili della Banda.

Gallardo lo apprezza proprio per questo: “È una spugna: qualunque cosa gli chiedi, lui la capisce al volo”. A oggi conta 91 presenze con la maglia del River Plate e viene considerato uno dei leader della squadra nonostante i 23 anni appena compiuti. È chiaro che il club dovrà rassegnarsi a perderlo a breve: in Serie A, Montiel potrebbe trovare il contesto adatto per imporsi anche a grandi livelli, in modo tale da poter rimanere in orbita nazionale.

Nelle rotazioni di Scaloni è entrato da circa un anno e, senza lockdown, probabilmente avrebbe giocato da titolare la Copa America. Poco male, perché potrà rifarsi presto. Nel frattempo in Europa ci si prepara a un’asta furibonda per averlo, ma vista la clausola rescissoria, oltre al fattore economico  va considerato anche il progetto tecnico che verrà prospettato al ragazzo.

Un atleta che ha fame di arrivare, vuole vincere – arricchendo una bacheca personale che conta già 7 trofei – e diventare uno dei migliori al mondo nel proprio ruolo: “Un ragazzo competitivo come ne ho visti pochi”, ha rivelato Gallardo. “Da due, tre, quattro o sei: gioco dove mi viene chiesto di giocare”: parole forti, e in calce la firma di Gonzalo Montiel.

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