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Presidenziali al Barcellona: il piano vittoria di Laporta

Debiti, Messi, gestione del vivaio: Joan Laporta ha una strategia precisa per tornare a essere il presidente del Barcellona

Una vita per il Barcellona. Potrebbe riassumersi così, con queste poche parole, la carriera di Joan Laporta, ex presidente dei blaugrana ma, soprattutto, uno dei candidati alla successione di Bartomeu. La disastrosa gestione degli ultimi anni ha fatto sprofondare la società catalana in una crisi profonda, evidenziata soprattutto dai malumori recenti.

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I rapporti con Messi, il caso di spionaggio e sessioni di mercato improvvisate hanno messo a nudo le pochezze di un club che, a breve, sarà chiamato a rinnovarsi. Laporta ha la stima di tutto l’ambiente e, secondo la stampa locale, è il favorito alla poltrona: “Io so cosa significa essere il presidente di una società prestigiosa come il Barcellona” ha detto il 58enne nato nel cuore della città e tifoso da sempre.

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Fonte immagine: @TudnRadio (Twitter)

Strategie elettorali

Joan Laporta è sicuro di vincere le elezioni e tornare là dove, 17 anni fa, si era seduto per la prima volta. “La situazione è complicata ma possiamo lavorare bene” ha detto a The Guardian, spiegando per sommi capi quali sono i cavalli di battaglia per dare l’assalto alla presidenza del Barcellona. In primis, Laporta ha avviato una fortissima campagna di comunicazione, organizzando meeting in tutto il paese.

Il caso Messi sta condizionando il Barcellona

In secondo luogo, ha tappezzato la Spagna di manifesti elettorali, in modo tale che anche i tifosi lontani possano sentirsi vicini al Barcellona che sarà. Tra le mosse mediatiche che sicuramente faranno impazzire gli elettori, c’è anche quella di aver affittato un ufficio di fronte al Santiago Bernabeu, casa degli storici rivali del Real Madrid, affiggendo all’esterno uno striscione che fa riferimento allo storico 6-2 del 2009.

Perché Bartomeu è stato il peggior presidente possibile del Barcellona

“Non vedo l’ora di rivedervi” recita il manifesto, che in Spagna ha creato un coinvolgimento tale da essere facilmente riscontrabile soprattutto sui social network: “Ma gli striscioni non ti fanno vincere la Champions League o sanare un debito” ha dichiarato Victor Font, rivale di Laporta alle prossime elezioni. Forse no, ma creare engagement è il primo passo per arrivare all’obiettivo.

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Il nuovo Barcellona è una sfida

Ma Joan Laporta sa che diventare presidente del Barcellona non sarà semplice. Ammesso che vinca le elezioni, questa volta non ci sarà più Johan Cruyff a indicare la via giusta o Pep Guardiola a consacrare un gruppo leggendario. Il 2003 è molto lontano, quindi serviranno nuove idee per rinnovarsi e praticare finalmente una gestione societaria sostenibile.

Quanti gol ha fatto Lionel Messi

“Il mio destino probabilmente è quello di aiutare il Barcellona nei momenti di difficoltà” ha detto Laporta, che come primo compito – in caso di vittoria – dovrà ricucire definitivamente lo strappo con Messi. Secondo il catalano, la Pulga è stato troppo responsabilizzata in questi anni. Tra qualche settimana, addirittura, potrà negoziare con altre squadre: “Appena verrò eletto gli parlerò: so che non è una questione di soldi, altrimenti sarebbe già andato via”.

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Fonte immagine: Juan Medina/Reuters

Errori da non ripetere

Laporta è entrato in gioco dopo che l’assemblea dei soci ha costretto Bartomeu a dimettersi. Nel 2010, anno del primo addio, l’imprenditore catalano aveva lasciato una squadra al vertice del calcio mondiale: “Ma anche io ho avuto qualche momento di autocompiacimento” ha ammesso, perché “nel 2008 il Barcellona era al top e si pensava che non avesse bisogno di correttivi”.

Come sta andando l’esperienza di Xavi in Qatar?

Servono quindi piani pratici, percorribili e possibilmente lungimiranti, sia dal punto di vista societario che tecnico. Per quanto Laporta stimi Ronald Koeman, facilmente in caso di elezione porterà a Barcellona Xavi, che attualmente sta affinando le proprie abilità in panchina in Qatar. Poi sarà il momento di blindare i gioielli, uno su tutti Ansu Fati.

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Infine, andrà rilanciata La Masia: “Sul settore giovanile mi sono focalizzato con attenzione. È stato in passato un vanto, deve tornare a esserlo. La prima cosa che farò da presidente sarà quella di sedermi a un tavolo per discuterne il rilancio”. Pochi concetti, ma chiari e concisi: Joan Laporta, dopo anni, è pronto a riprendersi il suo posto.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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