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Koeman ha rilanciato il Barcellona in tre mosse

Il Barcellona è rientrato in lotta per vincere la Liga grazie anche ad alcune intuizioni tattiche di Koeman, sul quale il club riflette in attesa di confermarlo o meno

La vittoria contro il Villarreal ha rilanciato le ambizioni di titolo del Barcellona, che vincendo il recupero contro il Granada potrebbe finalmente superare in vetta alla classifica l’Atletico Madrid. Una situazione incredibile, se si pensa all’enorme vantaggio dilapidato negli ultimi mesi dai colchoneros, nella quale però i blaugrana sono stati molto bravi a trovarsi. Merito, in primis, del grande lavoro portato avanti, pur tra mille difficoltà, da Ronald Koeman.

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L’olandese ha dovuto districarsi in mezzo a situazioni extrasportive pesanti, cominciate con le dimissioni di Bartomeu e proseguite con il caso del rinnovo non (ancora) firmato da Messi fino all’elezione di Laporta, già in discussione per aver tacitamente aderito alla Superlega, pare, senza che i soci del club ne fossero informati. Koeman, però, ha risollevato ugualmente le sorti sportive del Barcellona e, nelle prossime settimane, si discuterà giustamente della sua riconferma.

Barcellona
Fonte: @fcbarcelona (Instagram)

Koeman e l’evoluzione tattica

Una delle armi in più di Koeman, quest’anno, è stata senz’altro una ritrovata malleabilità tattica che, sebbene solo a tratti, l’olandese aveva già evidenziato alla guida della selezione oranje. Arrivato in Catalogna con l’etichetta di normalizzatore, il tecnico ci ha invece messo del suo, permettendo al Barcellona di disputare una stagione di alto profilo. Alla base, dal punto di vista tattico, c’era il 4-2-3-1, ma i continui infortuni e le tante defezioni stagionale lo hanno portato spesso a cambiare.

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Così, anziché pretendere rinforzi, Koeman si è ingegnato con quello che c’era in casa, a partire da alcuni giovani talenti de La Masia tornati molto utili a stagione in corso. Il 4-2-3-1, definito “ideale” dallo stesso Koeman ai tempi in cui si presentò alla stampa, viene presto accantonato per un 4-3-3 più olandese. Poi, in seguito ad alcuni infortuni tra difesa e attacco, l’ex allenatore dell’Olanda ha stupito tutti con il passaggio alla difesa a tre.

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Il nuovo assetto è ormai diventato un modulo base da mesi, declinabile in campo con diverse interpretazioni a seconda della fase di gioco che il Barcellona interpreta. Di solito si parte con un 3-5-2, ma in possesso i blaugrana spesso si schierano con un 3-4-1-2 o un 3-4-2-1, con un centrocampista che si alza sulla linea dei trequartisti andando ad appoggiare l’azione offensiva. E, anche per quanto riguarda i singoli, Koeman ha proposto opzioni decisamente interessanti.

Il ruolo di Griezmann e de Jong

Due doppiette nelle ultime tre partite, una status di leader ritrovato alla pari del feeling con Messi. Potrebbe riassumersi così il momento di Antoine Griezmann, che nel post eliminazione in Champions League con il PSG è tornato centrale nel Barcellona. Punta centrale, referente nel 3-5-2, il francese finalmente è stato riportato nella zona di campo che predilige, evitando di sfiancarsi largo in un tridente, con il risultato di arrivare poco lucido al tiro.

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Ritrovarlo è stato fondamentale, perché oggi Griezmann è una delle pietre angolari dei blaugrana alla pari di Frenkie de Jong, probabilmente uno dei migliori centrocampisti a livello di rendimento stagionale in giro per l’Europa. L’olandese fa tutto, nel vero senso del termine, sia a livello tecnico che tattico: difende, imposta, si propone, si muove tanto senza palla, oltre a disimpegnarsi in più ruoli. De Jong è in fiducia, ma anche su di lui decisivo è stato il lavoro di Koeman.

 

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Giovani rampanti

Il passaggio definitivo alla difesa a tre ha inoltre permesso a Koeman di lanciare alcuni ragazzi che lo scorso anno si erano già affacciati in prima squadra. Uno è Oscar Mingueza, centrale classe 1999 che può giocare un po’ ovunque, anche adattato da terzino. Poi c’è Ronald Araujo, spigoloso difensore uruguayano già in odore di nazionale: con le lunghe assenze di Piqué, Lenglet e Umtiti, entrambi hanno trovato molto spazio.

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In mezzo al campo, oltre all’ormai dominante Pedri e al redivivo Puig, si sta mettendo in luce Ilaix Moriba, centrocampista box-to-box classe 2003 sul quale Koeman punta molto, a tal punto da utilizzarlo sempre più spesso e talvolta anche da titolare.

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Dei 15 calciatori utilizzati dal match di Siviglia in poi, ben 8 hanno praticamente sempre giocato: tra questi c’è anche Sergino Dest, che con Trincao completa la panoramica dei ragazzini in rampa di lancio di un Barcellona sempre più a immagine e somiglianza del proprio allenatore.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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