HomeSerie ADe Zerbi all'estero sarebbe una grossa perdita per il calcio italiano

De Zerbi all’estero sarebbe una grossa perdita per il calcio italiano

Roberto De Zerbi ha fatto intuire che a fine stagione saluterà il Sassuolo. E, probabilmente, anche l’Italia: ma cosa lascia in eredità?

Dopo la partita vinta 1-0 contro la Sampdoria, il Sassuolo ha consolidato la posizione in classifica di ‘prima delle non grandi’, piazzandosi ottava e, molto probabilmente, confermando così la posizione della stagione scorsa. Tuttavia, quella di quest’anno sembra un’annata abbastanza particolare, perché potrebbe culminare con l’addio di Roberto De Zerbi.

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Dopo un triennio di lavoro alle dipendenze della Mapei, De Zerbi ha probabilmente deciso di trovare stimoli altrove. Il che, precisiamolo, è pacifico, ma è davvero un peccato che questa voglia di compiere un ulteriore step lo porterà a lavorare fuori dall’Italia. È infatti molto forte la sua candidatura per la panchina dello Shakhtar Donetsk, alla ricerca del sostituto di Luis Castro. Una medio-grande per un allenatore tutto sommato emergente: funzionerà? Di certo, sarebbe un binomio molto curioso.

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Fonte: @filippogalli63 (Instagram)

De Zerbi e Sassuolo, un addio annunciato

Intervistato da Dazn, De Zerbi è stato molto chiaro sul proprio futuro: “Posso solo dire che sarebbe riduttivo per me rimanere qui. È una cosa un pelo complessa: non ci dormo la notte, certo, ma per il Sassuolo. Lo Shakhtar? Al momento non metterei dentro altre squadre”. Parole chiare, che certificano il probabile addio ai neroverdi.

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Ma cosa c’è dietro questo divorzio? Di certo non improvvisazione, visto che De Zerbi ha sempre detto che a ogni finale di stagione bisogna ragionare su ciò che sarà e, soprattutto, che quando si sarebbe accorto di aver finito il proprio lavoro avrebbe lasciato. In secondo luogo, potrebbe anche esserci una consapevolezza – legittima – che oltre l’ottavo posto il Sassuolo non potrà mai ragionevolmente andare, soprattutto per motivi economici.

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Parallelamente, il tecnico bresciano non ha smentito nemmeno l’interesse del club ucraino. Lasciare l’Italia può aiutarlo a uscire per un po’ dai radar, scrollandosi dal personaggio narrato in maniera eccessiva per la sola colpa di voler sempre e solo parlare di calcio. De Zerbi, dai detrattori, viene visto come un allenatore eccessivamente esaltato, il che può anche essere vero – o no, a seconda dei punti di vista – ma di certo non per responsabilità sue.

Feeling nullo con i media

De Zerbi paga la poca comunicatività con i media, perché si nota come non sia a suo agio davanti alle telecamere. Anche in tal senso, lasciare l’Italia può essere un’ottima mossa. Ma cosa lascerà a Sassuolo? Nel caso in cui dovesse nuovamente piazzarsi ottavo, il tecnico confermerebbe il piazzamento dello scorso anno – il massimo a cui si può ambire – ma, soprattutto, completerebbe un percorso importante dal punto di vista della valorizzazione del talento.

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Infatti, il Sassuolo ha beneficiato a fondo della cura De Zerbi, che sotto la sua guida ha aiutato a sbocciare un sacco di giovani talenti, oltre a rilanciare ragazzi che sembravano persi (Berardi), anarchici del calcio (Boga) e onesti mestieranti riscopertisi bomber (Caputo). Il salto in alto, quindi, sembrava inevitabile, ma probabilmente non avverrà in Italia, soprattutto dopo le scottanti dichiarazioni contro chi ha aderito alla Superlega.

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“Dico quello che penso – ha dichiarato De Zerbi prima del match di San Siro, poi vinto contro il Milan – se questo mi precluderà l’allenare una grande pazienza, so che può accadere”. È comunque la prima volta in assoluto che l’allenatore neroverde parla del proprio futuro quasi apertamente. In passato, quando veniva affiancato a nomi di varie pretendenti, ha sempre smentito categoricamente. Questa volta no. E il Sassuolo, sempre sul pezzo, avrebbe già preallertato Vincenzo Italiano.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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