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L’infinita lotta per la promozione dell’Amorebieta

L’Amorebieta, un piccolo club basco, ha ottenuto una clamorosa promozione in Segunda Division. Ma ora deve vedersela con la legge spagnola, che prevede requisiti precisi per potersi iscrivere alla competizione

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Il miracolo sportivo della stagione, almeno per quanto riguarda la Spagna, lo ha fatto registrare l’Amorebieta, un piccolo club basco che, contro ogni possibile previsione, è riuscito nell’impresa di vincere i playoff della Segunda Division B (la terza serie spagnolo, semi-professionistica) e ottenere così la promozione al secondo livello del calcio spagnolo.

La lotta per la promozione, però, non è ancora finita: ora il club deve ottemperare ai non semplici requisiti della legge spagnola per iscriversi alla nuova categoria, pena l’esclusione e il ritorno in Segunda B.

Il miracolo dell’Amorebieta

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Proveniente da un omonimo paese basco della Biscaglia con meno di 20.000 abitanti, l’Amorebieta vanta 96 anni di storia (tutti trascorsi nelle categorie inferiori) e meno di 1.000 soci, con un budget di appena 675.000 euro e un tetto salariale di 1.500 euro al mese. Secondo El Pais, il monte ingaggi complessivo è pari a 250.000 euro, meno di quanto guadagna Leo Messi in un singolo giorno. Eppure, l’anno prossimo sarà tra i professionisti.

Terzo classificato nel Gruppo 2A della Segunda Division, dietro a potenze come le seconde squadre di Real Sociedad e Athletic Bilbao (ma davanti al Racing Santander, che solo dieci anni fa stava in Liga), l’Amorebieta si è confermato nella seconda fase del campionato, per poi accedere ai playoff finali, eliminando prima il Linares e poi il Badajoz.

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Soprattutto quest’ultimo risultato non è da poco perché, sebbene poco noto in Italia, il Badajoz era considerato una potenza nella terza divisione spagnola: club con una proprietà solida alle spalle e con un monte ingaggi grande quasi dieci volte quello dell’Amorebieta, nonché capace di realizzare il record di punti in questa stagione di Segunda Division B.

Da dilettanti al calcio dei grandi

Nella rosa dei baschi neopromossi c’è un solo calciatore con un passato da professionista: si tratta del portiere Mikel Saizar, 38 anni, che nel 2015 giocò cinque partite in Liga con il Cordoba, dopo una carriera che, partita dal settore giovanile della Real Sociedad, lo aveva portato a vestire le maglie di Pontevedra, Cultural Leonesa e Guadalajara e, dopo la parentesi al Cordoba, anche dei ciprioti dell’AEK Lanarca, del Numancia e del Burgos.

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Dal 2019 è all’Amorebieta, dove si diverte guadagnando pochi euro che integrano lo stipendio del suo vero lavoro, la gestione della pasticceria di famiglia a Tolosa, a un’ora di macchina dal campo d’allenamento. Lungo la strada sorge la cittadina di Eibar, il cui club maschile ha appena abbandonato la Liga, ma quello femminile è ancora in prima divisione: al ritorno dagli allenamenti con l’Amorebieta, Saizar va a curare la preparazione delle portiere della squadra locale.

Tutti qui hanno un altro lavoro: Íñigo Orozco, Koldo Obieta e Gorka Larrucea sono insegnanti, Ekaitz Molina lavora in una palestra, mentre i più giovani Beñat Garro, Beñat Leiza e Oier Garai sono studenti universitari.

La lotta infinita per la promozione

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Dopo aver conquistato la promozione in Segunda Division sul campo, ora l’Amorebieta ha un nuovo avversario da affrontare: la legge spagnola. Secondo la Ley Deporte del 1990, la legge sul sport in vigore nel paese iberico, nel calcio professionistico possono competere solo SAD, che sta per Sociedad Anononima Deportiva (sostanzialmente ciò che in Italia chiamiamo società a responsabilità limitata), così da garantire la massima trasparenza su spese e proventi.

L’Amorebieta non è una SAD, e non ha nemmeno uno stadio adatto alla categoria superiore. Ma, se nel secondo caso la soluzione potrebbe essere il trasferimento allo stadio di Lezama (il centro di allenamento dell’Athletic Bilbao, dove gioca la seconda squadra degli Zurigorriak), la trasformazione in SAD è necessaria e non rimandabile.

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Inizialmente si era addiruttura parlato di una possibile esclusione dell’Amorebieta dalla prossima Segunda Divisione, con il Badajoz a sostituirlo nella categoria. Ma il club neopromosso ha subito comunicato che questa opzione non sarà presa in considerazione: mercoledì ci sarà un incontro tra la dirigenza e i vertici della Liga per raggiungere un compromesso, mentre già si sta discutendo con l’Athletic per l’utilizzo dell’impianto di Lezama.

 

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Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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