Barcellona, Koeman sulla graticola: la scelta del sostituto

Il Barcellona sembra ormai prossimo all’esonero del suo attuale allenatore Ronald Koeman, ma chi potrebbe prenderne il posto sulla panchina blaugrana?

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Solo una settimana fa Ronald Koeman diceva che grazie a lui il Barcellona aveva un futuro, parlando di come stava ricostruendo la squadra e lanciando i giovani. Certo, questo non significa che poi ci sarà sempre lui in questo futuro: dopo la brutta figura di ieri sera, in casa contro il Granada diciassettesimo in Liga, la pazienza della società sembra essersi esaurita.

Di certo peseranno anche le dure parole avute dal tecnico olandese contro il presidente Laporta, ma ormai il rapporto tra Barça e Koeman sembra al capolinea, e già si pensa a chi potrà venire a sostituirlo.

Le alternative del Barcellona

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Fonte immagine: InsideFoto

Andrea Pirlo

Una voce clamorosa è rimbalzata in mattinata dalla Spagna: Andrea Pirlo, ex-allenatore (molto criticato) della Juventus nella scorsa stagione, sarebbe una delle possibili idee per la panchina del Barcellona.

L’indiscrezione è presto stata smentita da varie fonti, e ad ogni modo l’ipotesi Pirlo è presto sembrata altamente improbabile: nella sua storia, il Barcellona ha avuto un solo allenatore italiano e, in questo momento, avrebbe bisogno di un tecnico più esperto nella gestione dello spogliatoio e ben voluto nell’ambiente.

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Antonio Conte

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Fonte immagine: @Inter_en (Twitter)

Altra ipotesi italiana: Conte è uno dei migliori tecnici in circolazione ed è pure a piede libero, inoltre sembra abbastanza legittimo attendersi una sua prossima esperienza all’estero. Ma il Barcellona sembra proprio l’ambiente meno adatto per il pugliese campione d’Italia in carica.

La rottura con l’Inter è nata per motivazioni di budget per il mercato, e al Barça andrebbe incontro a una situazione per nulla dissimile da quella nerazzurra, per di più con i vincolo del salary cap della Liga. Poi c’è la questione tecnica: il gioco di Conte non è proprio quello che amano i tifosi catalani e che Laporta aveva promesso alla sua elezione. Ed è proprio sul gioco poco spettacolare che Koeman si sta giocando il posto.

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Ernesto Valverde

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Fonte: fcbar4a (Instagram)

A conti fatti, da quando Bartomeu lo cacciò, nel gennaio 2020, tutto al Barcellona ha iniziato a precipitare. Il suo è stato l’ultimo Barça veramente competitivo e, a dispetto di un gioco ritenuto troppo pragmatico e degli scivoloni in Europa, la sua era una squadra ordinata e organizzata, nonostante evidenti limiti che sarebbero esplosi negli anni seguenti.

Da allora non ha più allenato, e richiamarlo in panchina potrebbe essere una soluzione utile in questo momento, in cui è difficile trovare tecnici disponibili a subentrare, con una rosa ridotta all’osso e, soprattutto, senza chiedere uno stipendio fuori portata per le magre casse del club. Ma non c’è dubbio che la sua scelta non aiuterebbe e a rivitalizzare l’ambiente.

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Roberto Martinez

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Fonte: Insidefoto

L’allenatore del Belgio, indicato da Goal.com come il favorito, è tra i più adatti all’idea di calcio che ci si attende dai blaugrana. In più, Martinez è uno che ha saputo emergere dal basso, conosce il valore del sacrificio e sa come gestire una rosa piena di lacune.

Le sue origini catalane possono essere una suggestiva aggiunta a un curriculum che pare fatto su misura peril Barcellona, ma non mancano alcuni difetti. Martinez arriverebbe comunque con la fama del bello e perdente (non vince un trofeo dal 2013), e inoltre dovrebbe rinunciare alla panchina del Belgio a un anno dal Mondiale, probabilmente l’ultima occasione per i Diavoli Rossi per vincere un titolo durante il suo ciclo.

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Xavi

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Fonte Immagine: @AgentoSecretoV2 (Twitter)

La scelta è più affascinante in assoluto, per la fama che si porta dietro e per ciò che Xavi ha rappresentato a Barcellona. Da qualche anno allena in Qatar, dove sta facendo vedere belle cose, e da prima ancora che si ritirasse c’era chi lo dipingeva come l’erede di Guardiola e futuro tecnico del Barça. Laporta, che già nel 2008 scommise su Pep, ci farà più di un pensiero.

Xavi parte quindi con il ritratto del predestinato, e abbandonare il suo Al-Sadd ora, anche se il campionato è iniziato da neppure un mese, non dovrebbe essere un problema. Il punto è se Xavi, così giovane e in una situazione così complicata come quella del Barça, se la sentirà di prendere in mano la squadra e affrontare tutte queste pressioni.

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