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Fonte immagine: @VillarrealCF (Twitter)

In Spagna c’è una squadra che ha dato vita a una delle strisce di risultati utili positivi più lunghe d’Europa: il Villarreal di Unai Emery

Ve la ricordate l’ultima sconfitta del Villarreal? Magari sì, o forse per farvela tornare in mente vi toccherà utilizzare un qualsiasi sito di livescore, visto che per ritrovare novanta minuti nei quali il Submarino Amarillo non sia andato a punti bisogna retrocedere alla terza giornata di Liga. Ai tempi, fine settembre circa, il Villarreal cadde 4-0 al Camp Nou contro un ingiocabile Barcellona.

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La scoppola patita in Catalogna è stata quella decisiva per rimettere la macchina in carreggiata: fino a quel giorno, infatti, la squadra di Unai Emery non aveva affatto convinto. Da lì in poi, invece, il Villarreal ha inanellato una serie impressionante di risultati utili consecutivi. Ben 19, come recita una statistica che, dopo il pareggio con l’Athletic, ha fatto il giro d’Europa.

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Le ambizioni del Villarreal

Che il Villarreal potesse essere una delle squadre protagoniste della stagione non era scontato, ma poteva essere facilmente prevedibile tirando le somme di un’importante campagna acquisti. Infatti, il club si è rifatto il look partendo dalle fondamenta, puntando su un profilo importante per la panchina (Unai Emery) al quale è stata messa a disposizione una rosa profonda e qualitativamente forte.

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Numeri alla mano, in estate la dirigenza valenciana ha lavorato a saldo pari, incassando quasi 27 milioni da cessioni per nulla dolorose, reinvestendo poi qualche spicciolo in più per puntellare la squadra seguendo le istruzioni dello stesso Emery. Così, alla corte del tecnico di Arsenal e PSG, sono arrivati ottimi interpreti, mediamente giovani e da plasmare. L’esempio è Pervis Estupiñán, sul quale sono stai messi oltre 16 milioni di euro.

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Gli sgarbi maggiori però sono stati fatti ai cugini disastrati del Valencia, ai quali per quasi 7 milioni di euro sono stati strappati il francese Coquelin ma soprattutto Dani Parejo, una sorta di totem nel capoluogo, il cui passaggio al Villarreal ha significati ben più profondi del semplice ramo sportivo. Il trasferimento di Parejo, nuovo leader della mediana gialla, è una prova di forza, che certifica l’inversione di tendenza in regione.

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Assemblaggio riuscito

La società ha fatto il suo, il resto è toccato a Emery. Nel giorno della sua presentazione, il tecnico ha detto chiaramente che ci sarebbe voluto tempo, anche se poi – grazie proprio alle tante scelte a sua disposizione – le tappe sono state scalate rapidamente. Il Villarreal è una squadra abbastanza completa in tutti i reparti, con una difesa puntellata dall’arrivo di Foyth e le fasce presidiate da almeno quattro potenziali titolari.

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In mezzo Parejo dirige il traffico, mentre Coquelin e Trigueros, a turno, proteggono la retroguardia dov’è definitivamente esploso Pau Torres. Il classe 1997 è la stella del Villarreal assieme a Gerard Moreno, che nella scorsa Liga è stato il capocannoniere degli ‘umani’, piazzandosi dietro a Messi e Benzema. Tra i giovani, meritano una menzione speciale Alex Baena e Yeremi Pino, già da un po’ nelle rotazioni di Emery.

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Ecco, se volessimo trovare la classica nota stonata, verrebbe da menzionare la gestione di Takefusa Kubo. Il talento giapponese, arrivato in prestito dal Real Madrid, ha trovato poco spazio: “Io non ho tempo di dare dieci partite a un giovane – ha detto Emery, visibilmente seccato, alla vigilia della partita contro l’Athletic – lo butto dentro e lui deve darmi subito risposte”. Bordata a Kubo o semplice aziendalismo nel preferire i calciatori di proprietà? Nel dubbio, almeno per ora, ha ragione lui.

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