Copa America 2021, cosa sta succedendo col vaccino Sinovac

A poche ore dal calcio di inizio del torneo tiene banco il tema vaccini Copa America 2021: Sinovac, sponsor del torneo, non ha riscosso il successo che ci si aspettava

La Copa America 2021 è iniziata sotto il segno dell’incertezza e, alla base di tutto, non poteva che esserci la particolare situazione legata alla pandemia mondiale che ha messo in ginocchio il continente. In soccorso è così arrivata la multinazionale farmaceutica Sinovac, che ha stretto un accordo con la Conmebol donando 50mila vaccini in modo tale da dare la possibilità di immunizzare il torneo.

L’iniziativa è stata accolta con felicità dalla confederazione, con il presidente Alejandro Dominguez che più volte ha ringraziato l’azienda cinese, garantendo una vaccinazione a tappeto entro l’inizio del torneo. In realtà, come dimostra il grosso focolaio nel gruppo squadra del Venezuela, le cose sono andate un po’ diversamente.

Vaccini Copa America 2021: il caso Sinovac

Infatti, soltanto alcune nazionali nelle scorse settimane hanno effettivamente somministrato le dosi consegnate. Per esempio Cile ed Ecuador hanno concluso l’operazione a inizio maggio, mentre la Colombia ha completato il giro di vaccinazioni proprio qualche giorno prima del calcio di inizio.

Diverso il caso di Uruguay e Venezuela, i cui calciatori sono stati vaccinati dai rispettivi club. Se per la Celeste, almeno al momento, il piano di lavoro ha funzionato, nella Vinotinto evidentemente qualcosa è andato storto. Quando ci si è accorti del problema era troppo tardi per porvi rimedio,

“Il vaccino Sinovac – fanno sapere dall’OMS – necessita di due dosi a un mese di distanza l’una dall’altra, previene il Covid-19 nel 51% e nel 100% evita al contagiato la terapia intensiva”. E, per questo, la situazione è degenerata.

Vaccini Copa America 2021: no di Argentina e Brasile

Inoltre, Argentina e Brasile hanno rinunciato a sottoporsi al vaccino Sinovac per giocare la Copa America 2021, nonostante teoricamente la Conmebol richieda di esibire un documento attestante la vaccinazione prima di ogni partita. Nel caso dell’Albiceleste, il motivo è molto semplice: su territorio locale il siero Sinovac non viene riconosciuto dal Ministero della Salute, ergo è vietato.

Il Brasile, invece, ha detto no perché qualora le dosi fossero arrivate all’aeroporto, sarebbero state sequestrate dal Governo per redistribuirle alle classi più bisognose e a rischio, togliendole di fatto alla nazionale. Sinovac, di fatto uno degli sponsor della manifestazione, ha così sospeso la spedizione.

Argentina e Brasile si presentano quindi con qualche vaccinato al via, ma solo perché le dosi sono state somministrate in Europa. Infine, va ricordato come il vaccino non sia obbligatorio, ma una scelta personale. Anche per questo motivo, molti calciatori sono ancora esposti al virus. E, in Sudamerica, viste le condizioni demografiche e sanitarie, il problema non può far altro che amplificarsi.

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