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Messi ha finanziato un piano vaccini per l’Argentina

Per far sì che la Copa America si giochi, Leo Messi ha acquistato 50mila vaccini per l’Argentina con l’aiuto della Conmebol. Ma la cosa sta facendo discutere

Negli scorsi giorni alcune personalità di spicco colombiane e argentine hanno chiesto ai rispettivi governi di porre il veto in vista della prossima Copa America, che dovrebbe disputarsi in entrambe le nazioni tra giugno e luglio. Si è chiesto di sospenderla e rimandarla, perché la situazione pandemica è a dir poco disperata.

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In soccorso potrebbe arrivare Lionel Messi, che negli scorsi giorni ha acquistato di tasca sua 50mila vaccini dalla Cina mettendoli a disposizione della Conmebol, per dare il via a un piano orizzontale di vaccinazione di massa per tutte le componenti impegnate nella più importante manifestazione sudamericana per le nazionali.

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PSG Barcellona - Messi
Fonte immagine: profilo Ig @FCBarcelona

Messi e i vaccini: un piano controverso

Gonzalo Belloso, funzionario della Conmebol, ha ringraziato Messi per l’impegno, confidando che tutte le parti in causa facciano il loro compito per poter garantire il regolare svolgimento della Copa America. Tuttavia, sull’accordo tra la Pulga e la Sinovac, società farmaceutica che ha fornito i vaccini, ci sono alcune ombre.

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Pare infatti che, per ottenere le 50mila dosi, Messi abbia donato tre felpe autografate, il che rappresenterebbe un pericoloso precedente visto a quanto vengono venduti i vaccini sul mercato. Inoltre, la maggior parte delle dosi, come confermato da Belloso, verranno utilizzati per vaccinare tutti i calciatori dei club appartenenti al massimo campionato argentino: “Siamo obbligati a percorrere questa strada – ha detto – perché ognuno di loro potrebbe essere convocato per giocare”.

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Il ruolo dell’Uruguay

L’accordo tra Messi e Sinovac, secondo The Guardian, sarebbe poi stato mediato da Lacalle Pou, presidente della Repubblica di Uruguay, il quale – una volta che la cosa è diventata di dominio pubblica – ha scatenato non poche reazioni sulla sponda charrúa del Rio de la Plata: “Il presidente ha manifestato grande interesse a cooperare con la Conmebol – ha dichiarato Yamandú Orsi, sindaco di Canelones – sarebbe bello facesse qualcosa anche per il proprio paese”.

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L’Uruguay, attualmente, ha il più alto numero di nuovi casi giornalieri di Covid al mondo, 1084 per milione di abitanti, rispetto ai 215 per milione negli Stati Uniti e ai 25 per milione nel Regno Unito. In più, contrariamente agli altri paesi succitati, a Montevideo e dintorni i vaccini scarseggiano e la situazione non pare poter rientrare, nonostante alcune nuove metodologie recentemente sviluppate nelle università della capitale.

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Frente de Izquierda: “No alla Copa America”

Non mancano le forti polemiche nemmeno in Argentina, dove il Frente de Izquierda, per bocca dell’esponente Myriam Bregman, non le ha mandate a dire: “Il paese è in ginocchio, mancano vaccini e quindi la Copa America non può essere la priorità del governo. Il fatto che possano ottenere delle dosi per via privata – ha concluso la Bregman – rende la situazione ancora più grave“.

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In realtà, un altro problema da aggirare è rappresentato dal fatto che il vaccino Sinovac, quello per il quale si è esposto Messi, non è (ancora?) approvato dalla comunità scientifica locale. Si cercherà una mediazione in questi giorni, magari firmando un decreto ad hoc per fare un’eccezione, ma vaccinare i calciatori, scrive The Guardian, potrebbe rappresentare un problema anche a livello sociale, visti i numeri argentini su contagiati e morti giornalieri.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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