HomeCalcio EsteroSvincolarsi è diventato uno status symbol dei campioni

Svincolarsi è diventato uno status symbol dei campioni

I trasferimenti a parametro zero sono i veri protagonisti del calciomercato 2021/2022, e ormai riguardano anche i top player e i grandi club. Segno di un cambio di prospettiva nei rapporti tra calciatori e club

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Oggi è il primo giorno nella lunga carriera di Leo Messi in cui l’asso argentino è senza contratto. Parallelamente, in Francia L’Equipe afferma che Kylian Mbappé non intende rinnovare ora col PSG, rimandando la decisione alla prossima estate, l’ultima prevista dall’attuale contratto.

Da tempo si pensa che Mbappé voglia trasferirsi altrove, ma a 22 anni il suo cartellino è già praticamente fuori mercato: nel 2018, il PSG spese 135 milioni di euro per lui, cifra che ormai è cresciuta di molto e che praticamente nessuno può permettersi (il trasferimento più costoso di sempre, escludendo quelli fatti dal PSG, è rappresentato dai 120 milioni spesi dall’Atletico Madrid per João Felix).

L’estate dei trasferimenti a parametro zero

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Non sarà sfuggito a nessuno che, sebbene il calciomercato sia appena agli inizi, è già dominato dai trasferimenti a parametro zero. E non i colpi “alla Galliani” dei tempi d’oro, ma giocatori di primissimo livello che, fino a poco tempo fa, si muovevano solo dietro a colossali operazioni tra club.

calciatori in scadenza Alaba
Fonte: @da_27 (Instagram)

Donnarumma, Wijnaldum, Sergio Ramos, Alaba sono quattro nomi di primo piano del calcio mondiale che hanno lasciato scadere il proprio contratto con il club per cui giocavano per potersi trasferire altrove. La voglia di cambiare squadra e confrontarsi con un ambiente diverso, o anche solamente andare a guadagnare di più, è perfettamente comprensibile, ma stupisce come questi trasferimenti siano avvenuti.

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Avere un contratto è sempre stato considerato dai calciatori come una sorta di status symbol, mentre cambiare club a parametro zero era in un certo modo svilente. Il grande giocatore, nell’immaginario collettivo, si trasferisce solo per cifre roboanti, che diventano parte del suo curriculum: quanto un club è disposto a pagare per un cartellino è un attestato di qualità verso un giocatore; chi viene pagato di più è il più forte al mondo.

Ma oggi le cose stanno cambiando, almeno in parte. È vero che il PSG dovrà comunque sborsare 70 milioni all’Inter per Hakimi, e il Manchester United 90 al Borussia Dortmund per Sancho, ma queste operazioni diventano sempre più rare, e per certi sembrano quasi appartenere a un’altra epoca. L’Inter deve vendere Hakimi adesso per ragioni di bilancio, mentre lo United è in cerca di una stella che rilanci l’entusiasmo attorno al club.

Un cambio di prospettiva

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In tempi di crisi, certe cifre sono sempre più difficili da pagare, e i problemi economici di due storici club spendaccioni come Real Madrid e Barcellona hanno portato a una contrazione del mercato. Per i top player ci sono meno acquirenti possibili e quindi anche il valore simbolico del cartellino ha subito una crisi di prestigio.

Calhanoglu
Fonte: Twitter @ACMReports

Dopo tanti dibattiti su Superlega e modello americano, ecco che in qualcosa che il calcio si sta avvicinando alla NBA: i grandi giocatori si spostano preferibilmente quando diventano free agent (a parametro zero, per chi mastica poco l’inglese). Calhanoglu, dopo un’ottima stagione al Milan, ha atteso fino all’ultimo per rinnovare, e alla fine ha accettato un’offerta migliore dall’Inter.

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Il Barcellona ha impostato tutto il suo mercato su questa strategia: Aguero, Depay, Eric Garcia. Se per l’argentino ci possono stare ragioni anagrafiche e un ruolo non più centrale nel Manchester City, dovrebbe saltare all’occhio come i Citizens non siano riusciti a rinnovare il contratto di una promessa come Garcia, pupillo di Guardiola, che ha capito che poteva tornare a Barcellona a raccogliere l’eredità di Piqué solo lasciando scadere il suo contratto col club inglese.

Se è vero che i costi dei giocatori di alto livello sono ormai divenuti insostenibili per molte società, sembra pure vero che gli stessi calciatori abbiano cambiato prospettiva: al trasferimento record, oggi preferiscono piuttosto la possibilità di gestire in maniera più autonoma la propria carriera, senza più doversi interfacciare col club per ottenere la cessione desiderata.

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Quella che un tempo era una soluzione per giocatori a fine carriera o scarsamente impiegati nella rosa, adesso piace anche ai top player e “colpisce” non più solo le piccole società che non riescono a rinnovare le proprie stelle, ma anche grandi come il Bayern Monaco e il PSG. Vedremo se il trend continuerà anche dopo che la crisi causata dalla pandemia sarà alle spalle.

Aguero - City futuro
Fonte immagine: profilo Ig @KunLionelAguero

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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