HomeCalcio EsteroBarcellona, vendere per tenere Messi: un big sarà sacrificato, ma chi?

Barcellona, vendere per tenere Messi: un big sarà sacrificato, ma chi?

Il Barcellona si appresta a vivere una vera e propria rivoluzione nell’estate incipiente. A poche ore dall’inizio del mercato, il nodo Leo Messi continua a tenere banco in Catalogna, ma per risolverlo prima di tutto bisognerà pensare alle cessioni.

Nella rosa blaugrana, di fatti, dopo l’arrivo di quattro nuovi calciatori a parametro zero, qualcosa andrà sfoltito. Tra esuberi ed equivoci tattici, sono undici i giocatori in bilico per la prossima stagione a Barcellona.

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Barcellona: i nuovi arrivi 

Memphis Depay, Eric Garcia, Emerson Royal e Sergo Aguero. Rigorosamente in ordine sparso, gli arrivi di quest’ultimo mese a Barcellona sono stati tanti, e sono stati tutti pesanti.

Nel reparto offensivo sono arrivati due cardini di Manchester City e Lione, pronti a supportare la manovra avvolgente condotta da Leo Messi, ma sopratutto a mettersi in competizione con gli attuali detentori del rango di titolari. 

Ousmane Dembelé e Antoine Griezmann saranno molto probabilmente i sacrificabili in quest’ottica di rinnovamento e di spending review imposto dalla Liga, ma un passaggio per volta. 

Al fianco dei nuovi arrivi nel reparto offensivo ecco Eric Garcia – di ritorno dall’esperienza al City di Guardiola dopo aver passato tutta la propria infanzia con i colori blaugrana addosso – ed Emerson Royal, pedina di scambio ipotetica che molto probabilmente sostituirà il partente Firpo nelle gerarchie di Koeman. 

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Al netto degli acquisti dei quattro nuovi arrivi – a saldo zero – la Liga a seguito di quanto accaduto con la Superlega ha imposto uno spending review importante, che il presidente Javier Tebas ha voluto ribadire a Laporta: 

“Nessun tipo di sconto verrà fatto al Barcellona, ad oggi la rosa blaugrana costa circa 671 milioni, dovrà ridurre i costi della metà, pena l’esclusione di alcuni giocatori della lista della Liga”.

I partenti: reparto per reparto

Ripartiamo dunque da Ousmane Dembelé e Antoine Griezmann: dal costo combinato di circa 110 milioni di euro (50 il primo, 60 il secondo), i due acquisti dell’era Bartomeu sono i primi sacrificabili in ottica di rinnovamento e abbassamento dei costi. 

Nonostante le ingenti somme spese per acquistarli (145 Dembelé, 120 Griezmann), qualora dovessero arrivare offerte importanti Laporta e tutto il suo board composto da Rafael Yuste, Mateu Alemany, Ramon Planes e Jordi Cruyff, le prenderebbe sicuramente in considerazione visti anche gli equivoci tattici relativi alle loro collocazioni. 

Dembelé – ad esempio – è un ottimo esterno del tridente di Koeman, ma la sua mancanza di costanza e predisposizione agli infortuni – si è tra l’altro appena infortunato per altri quattro mesi – non gli permettono di diventare un punto cardinale della rivoluzione blaugrana. 

Per Griezmann il discorso è invece tutto tattico: il francese ama calpestare le stesse zolle calpestate da Leo Messi e – dopo una stagione in chiaro scuro – è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante in campo, senza però mai convincere del tutto. 

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Ha recentemente dichiarato di volersi trattenere in Catalogna fino al 2024 – anno della scadenza del suo contratto – per poi trasferirsi in MLS; una decisione ipotetica che potrebbe non piacere al nuovo presidente del Barcellona. 

In ultima istanza -per quello che riguarda l’attacco – va analizzato il caso di Martin Braithwaite. Il Danese, oggi ai quarti di finale dell’Europeo, è arrivato nel corso dell’emergenza invernale a seguito dell’infortunio di Suarez di due stagioni fa ma, nonostante il tanto impegno, ha dimostrato di non essere all’altezza del Barcellona. 

Detto che i 18 milioni spesi per assicurarsene in breve le prestazioni non verranno mai più recuperati, in Premier vorrebbero acquistarlo, nonostante il suo contratto scada nel 2024. 

 

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Un centrocampo su cui ragionare

Come noto, il Barcellona è stato scippato all’ultima curva di Wijnaldum, centrocampista ex Liverpool ora in forza al PSG e capitano dell’Olanda che fu di Koeman.

Insieme all’arrivo di Depay dunque, il tecnico olandese avrebbe voluto un altro connazionale da affiancare a Frankie De Jong nel cuore della manovra blaugrana, evidenziando come il centrocampo sia uno dei reparti più bisognosi di manutenzione.

Manutenzione che passa anche per le cessioni – alcune illustri – che sbugiardano totalmente l’operato di Bartomeu, presidente del Barcellona dal 2017 al 2020 con poca fortuna e tante colpe. 

Primi fra tutti Philippe Coutinho e Miralem Pjanic. I due talenti ex Liverpool e Juventus non sono mai riusciti a dimostrare tutto il loro valore in maglia blaugrana. Nonostante le ingenti spese sostenute per portarli al Camp Nou il loro futuro è lontano dalla Catalogna, in due modalità differenti.

Pjanic è ritenuto il più spendibile sul mercato, anche in virtù della grande esperienza internazionale maturata nella Juventus. Non sono però arrivati ad oggi interessamenti importanti per lui, mettendo in discussione il piano elaborato da Laporta. Acquistato nello scambio con il brasiliano Arthur, Pjanic ha un valore di mercato pari a venti milioni di euro e un contratto fino al 2024. 

Dall’altra parte Coutinho, arrivato appena dopo l’affare Neymar come sostituito naturale del connazionale mai capace però di brillare al pari della somma investita nel suo talento.

160 milioni – l’ennesima spesa folle e inconcepibile partorita dal board di Bartomeu – hanno portato oggi ad una svalutazione del talento a causa di prestazioni sotto tono e infortuni continui, attenuati solamente nel corso del prestito al Bayern Monaco, quando Coutinho segnò nell’estivo 8-2 dei bavaresi ai catalani.  

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Esuberi dalla cantera – altro esempio di come la gestione delle risorse in catalogna stia andando progressivamente in disfacimento – sono Riqui Puig e Ilaix Moriba.

Se il talento del centrocampista classe ’99 si è scontrato con l’opposizione di Koeman e l’esplosione di Pedri, la dirompete caratura fisica di Moriba ha conquistato tutti in catalogna, ma non solo.

Grandi club sembrano essere piombati sul talento catalano con contratto in scadenza nel 2022, e l’arrivo di un nuovo agente ad occuparsi delle trattative del rinnovo sicuramente non aiuta il Barcellona a trovare una soluzione rapida e meno problematica possibile. 

Uno sguardo all’indietro

Il reparto che più guarda con nostalgia ad un passato vincente è sicuramente quello arretrato. Detto che Pique e Jordi Alba rimarranno colonne portanti del futuro del Barcellona, la stessa cosa non si può dire per Ter Stegen, Sergi Roberto e Samuel Umtiti. 

Il portiere tedesco ha una valutazione da 60 milioni di euro e molte pretendenti in giro per l’Europa: un asset facile da piazzare per Laporta in caso ci sia necessità di liquidità immediata corrispondente ad una riduzione del monte ingaggi importante. 

Per Sergi Roberto la questione è invece quasi più sentimentale che tecnica: fallita la scorsa stagione a causa di infortuni e mancanza di forma, l’esplosione di Dest e il ricambio generazionale avviato a centrocampo hanno tolto spazio al tutto fare di Luis Enrique, che oggi – con un contratto in scadenza nel 2022 – dovrà cercarsi un’altra destinazione. 

Samuel Umtiti, campione del mondo 2018 ed escluso dagli Europei attualmente in corso in cui la Francia è uscita malamente contro la Svizzera, fa parte di quel novero di acquisti finalizzati da Bartomeu e mai realmente all’altezza della compagine blaugrana. 

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Il Barcellona con lui ha investito molti soldi sia in termini di cartellino che di stipendio, ma i continui infortuni e le scarse prestazioni dovute alla mancanza di continuità ne hanno fatto un vero e proprio caso. 

Oggi ha un contratto fino al 2023 e un valore di mercato pari a otto milioni: chissà che verso la fine del prossimo mercato non riesca a trovare una sistemazione – magari anche in Italia.

Per ultimo Junior Firpo, arrivato dopo una serrata battaglia di mercato con il Real Madrid, il terzino non ha mai convinto a Barcellona risultando un ingombro nella rosa dei vari allenatori che si sono avvicendati piuttosto che il degno erede di Jordi Alba. 

Per lui si potrebbero spalancare le porte italiane tinte di rossonero, ma nel corso delle prossime settimane si vedrà che tipo di decisione prenderà il giocatore. 

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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