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Perché il Milan dovrebbe riscattare Fikayo Tomori?

Fikayo Tomori è una delle novità di questa seconda parte di stagione: arrivato al Milan senza squilli di tromba, si sta imponendo come centrale affidabile e futuribile. E i rossoneri pensano al riscatto

Fikayo Tomori è stato senza dubbio uno dei colpi di mercato più importanti del mercato di gennaio del Milan. I rossoneri, in previsione di una seconda parte di stagione lunga e dispendiosa, hanno puntellato una rosa già molto buona con l’arrivo di alcuni tasselli funzionali in grado di allargare le rotazioni, sia a livello numerico che qualitativo.

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Il centrale inglese fa parte di questa lista e, dal suo arrivo, Stefano Pioli è arrivato addirittura a mettere in dubbio Alessio Romagnoli, capitano e titolare inamovibile dei rossoneri. Vista la solidità di Kjaer, è stato infatti il leader mancino a finire sotto la lente di ingrandimento, perché a livello di prestazioni, almeno al momento, Tomori pare aver offerto più sicurezza e stabilità alla difesa.

Tomori
Fonte immagine: @MilanLive (Twitter)

Tomori – Milan, la situazione

Ora la dirigenza del Milan dovrà decidere se fare qualche passo avanti nella trattativa che potrebbe portare al riscatto di Tomori. L’inglese, infatti, è arrivato in prestito secco dal Chelsea ma, visti i buoni rapporti tra le due società, i rispettivi dirigenti si sono seduti a un tavolo pattuendo già la cifra che il Milan potrà pagare nel caso in cui l’ex Derby County facesse bene.

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Secondo la stampa inglese, si parla di circa 25 milioni di euro, un prezzo abbastanza nella norma se si considerano gli standard inglesi e, soprattutto, il fattore anagrafico. Infatti Tomori è un classe 1997, quindi quest’anno va per i 24 d’età, il che significa principalmente che davanti ha ancora diversi margini di miglioramento. Il Milan lo sa e ragionerà di conseguenza, consapevole che potrebbero subentrare anche delle concorrenti.

Perché Tomori va riscattato

Ci sono diverse ragioni per le quali il Milan dovrebbe riscattare Fikayo Tomori. La prima, come detto prima, è di carattere anagrafico e riguarda il fatto che il profilo di questo ragazzo rientra perfettamente nella strategia sportiva delineata dai rossoneri.

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Infatti, Elliott ha dato ordine di costruire una rosa giovane ma pronta, futuribile ma con un occhio sempre alla possibile plusvalenza. Se davvero venissero spesi 25 milioni di euro e Tomori mantenesse le promesse, tra un paio d’anni potrebbe valere di più.

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In secondo luogo, c’è anche da considerare il discorso tecnico e qualitativo, perché Tomori sta stupendo un po’ tutti non solo per l’apporto dato fino a oggi in campo, ma anche per la velocità con la quale si è adattato a un calcio profondamente differente da quello al quale era abituato. La sua è un’escalation impressionante a livello di prestazioni, tanto che il suo posto nei 23 dell’Inghilterra che andranno all’Europeo non dovrebbe essere messo in discussione.

 

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Promessa su cui puntare

D’altronde, la sopraggiunta maturità di Tomori non sorprende più di tanto, visto che già ai tempi dell’academy del Chelsea il centrale inglese si impose come uno dei centrali in rampa di lancio del calcio britannico, vincendo tutto a livello giovanile. Molto positivo è stato anche l’anno passato al Derby County, sotto la guida di Frank Lampard.

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L’ex centrocampista dei Blues è stato di fatto il suo mentore, lanciandolo e sgrezzandolo per poi consacrarlo nel suo primo anno alla guida del club di Stamford Bridge. Lì Tomori ha cominciato a mettersi in mostra, tra Premier League ed Europa, assieme a una pletora di ragazzi tutti cresciuti nel vivaio. E il Milan, da sempre attento a questi profili, non se lo è fatto scappare. Per blindarlo, ora, manca solo un ultimo dettaglio.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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