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Saul Niguez, l’arma in più dell’Atletico Madrid

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Fonte: Instagram @saulniguez

Tecnica, leadership e maturità tattica: Saul Niguez è uno dei giocatori simbolo dell’Atletico Madrid di Simeone

Due reti, entrambe su calcio di rigore, per blindare la qualificazione alla prossima Champions League. La doppietta di Saul Niguez in un Camp Nou desolatamente vuoto a causa delle tristi vicende recenti, permette all’Atletico Madrid di prendere ulteriormente il largo in classifica. L’Europa che conta, dopo l’ottima prestazione in terra catalana, non dovrebbe più essere a rischio. Una bella impresa, che il talento originario di Elche si starà godendo in pieno, provando a togliersi dalla testa il fatto che, i suoi gol, hanno probabilmente indirizzato la Liga verso la bacheca degli odiati rivali cittadini.

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Poco male, perché per come si erano messe le cose prima della sosta forzata, questa risalita non era affatto scontata. Il ritorno in campo dei Colchoneros invece ha diradato le fitte e scure nubi che si stagliavano sulla testa di Diego Simeone: il Cholo, chiamato a rifondare la squadra dopo l’addio di alcuni big, in estate ha ricevuto in dote un sacco di volti nuovi da plasmare e modellare a sua immagine e somiglianza. Ma, ancora una volta, a essere decisivo è stato un suo fido scudiero.

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Saul Niguez, il soldato colchonero

Già, perché Saul Niguez rappresenta in pieno il concetto, forse un po’ troppo abusato, di ‘cholismo’. Ha tecnica ma anche grinta, gioca di fioretto ma non si tira indietro quando deve andare in battaglia, mette la gamba ma possiede contestualmente un’intelligenza tattica finissima. Insomma, è un concentrato di qualità che lo rendono indispensabile per lo scacchiere tattico di Simeone.

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Che, quest’anno, non lo ha sempre avuto al cento per cento. Anzi, soprattutto nella prima parte di stagione, Saul ha avuto problemi a trovare continuità di rendimento. Colpa, in primis, di alcune noie muscolari che non gli hanno permesso di essere efficace come gli anni scorsi. Eppure il Cholo a lui non ha mai rinunciato: in campionato, il centrocampista classe 1994 ha già messo insieme 31 presenze, scollinando i 40 gettoni stagionali da un bel pezzo.

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L’assenza prolungata di Koke ha fatto il resto: Simeone non può permettersi di rinunciare a tutti i suoi punti di riferimento in campo e, proprio per questo, Saul è stato uno dei calciatori più presenti della rosa. In poche occasioni ha riposato e, quando lo ha fatto, è sempre stato chiamato in causa a partita in corso: “Per me è un giocatore fondamentale – aveva confidato Simeone in un’intervista di qualche mese fa – mi è difficile fare a meno di lui”. E come dargli torto?

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La doppietta su rigore e il record infranto

Contro il Barcellona, Saul Niguez ha battuto un proprio record personale, trasformando due calci di rigore all’interno della stessa partita. Non era mai successo in tutta la sua carriera e anzi, prima della trasferta del Camp Nou, il centrocampista dell’Atletico Madrid aveva calciato dagli undici metri soltanto in due altre occasioni. La prima, in Copa del Rey contro il piccolo Guijuelo, fu perfetta. La seconda, in un match giocato contro il Leganes durante la scorsa stagione, invece no. Poi andò bene ugualmente, visto il gol segnato sulla respinta, ma di certo non si può dire che Saul sia un cecchino abituale.

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Infatti, contro i blaugrana il rigorista designato era Diego Costa, che dopo essersi fatto ipnotizzate da Ter Stegen ha deciso di cedere il pallone al compagno sulla ripetizione del tiro dal dischetto. Saul, d’altronde, non è mai stato uno che si tira indietro di fronte alle responsabilità. I suoi gol, in particolare, si centellinano all’interno della stagione ma sono quasi sempre decisivi. Solo qualche giorno fa, il talento valenciano aveva avuto il merito di aprire la difficile partita contro l’Alaves. Con la doppietta al Barcellona, i gol stagionali salgono a 7. Tanto per cambiare, un altro record.

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L’uomo dei sette ruoli

La centralità di Saul Niguez in questo Atletico Madrid è testimoniata dal modo in cui Diego Simeone lo utilizza. Scorrendo tra le statistiche di Transfermarkt, si scopre che sotto la gestione del Cholo, il ragazzo strappato nel 2008 al Real Madrid si è disimpegnato in ben sette ruoli differenti. Quello naturale, ovvero centrocampista centrale, è predominante sugli altri, ma col passare del tempo Saul – per esigenza – si è dovuto reinventare anche in altre posizioni. Talvolta da mezzala, molto spesso da laterale di centrocampo adattato, in un 4-4-2 nel quale Simeone gli chiede spesso di riempire il campo andando a ricevere palla in zona centrale.

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Per non parlare di quando è stato arretrato in difesa. In Spagna ci si ricorda di una sua prestazione clamorosa da centrale in un match del 2016 contro l’Eibar, corredato anche da un bel gol. Poi da terzino, ultimamente, ha aiutato Simeone nei momenti peggiori, scalando nella retroguardia anche a partita in corso. Insomma, non è difficile capire perché mezza Europa lo vorrebbe. L’estate scorsa il Manchester United aveva proposto 70 milioni di euro per portarlo via dalla capitale spagnola. Risposta? Troppo pochi.

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Calciatore e presidente: il progetto Costa City FC

Durante la quarantena, Saul Niguez aveva pubblicato un post sui propri social network dove annunciava una grossa novità riguardante il proprio futuro. Ovviamente le suggestioni di mercato si sono sprecate e c’era chi si aspettava l’annuncio di un ulteriore rinnovo con l’Atletico Madrid. Invece, il centrocampista di Elche voleva solo far conoscere a tutti il suo nuovo progetto chiamato Costa City FC, un club rilevato in società assieme ai fratelli.

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Il Costa City FC, patrocinato da Nike, sarà un club che lavorerà esclusivamente come settore giovanile e si occuperà di plasmare i campioni del futuro. Le categorie vanno dai 4 ai 18 anni e nel progetto sono stati coinvolti diversi professionisti del settore. Le attività cominceranno a partire dalla prossima stagione: l’obiettivo dichiarato è quello di diventare in breve tempo un serbatoio di talento dal quale i grandi club possano attingere. E chissà che uno dei prossimi campioni dell’Atletico Madrid, sfruttando la corsia preferenziale, non possa provenire proprio da lì.

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