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Fonte Immagine: @golnord (Instagram)

Riqui Puig è stato una delle rivelazioni dell’ultima stagione del Barcellona, assieme ad Ansu Fati, ma al momento è inspiegabilmente ai margini della rosa di Koeman, e pare pronto a cambiare aria.

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Le ultime partite del Barcellona ci hanno consentito di lustrarci gli occhi con un nuovo baby fenomeno, Pedri, il 17enne centrocampista da poco arrivati dal Las Palmas. Gli sono bastate poche partite per prendersi un ruolo da titolare nel nuovo Barça e, in un attimo, tutti ci siamo dimenticati di Riqui Puig.

Sembra strano ma è così: solo pochi mesi fa, il canterano era praticamente l’unica nota positiva in una stagione disastrosa, terminata con l’eliminazione dalla Champions League dopo il pesantissimo 8-2 subito dal Bayern Monaco, mentre oggi è a malapena un ricordo sbiadito.

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Puig, la nuova promessa della Masia

21 anni, nativo di Matadepera, a una quarantina di chilometri da Barcellona, Puig aveva iniziato a conquistarsi la fiducia di Ernesto Valverde già nell’estate nel 2019, quando il tecnico basco lo aveva incluso nella rosa per una tournée negli Stati Uniti, che infine lo aveva fatto esordire in Coppa del Re a dicembre. Il Barça lo aveva subito blindato con una clausola da 100 milioni di euro.

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Regista basso, ma all’occorrenza adattabile tranquillamente anche a mezzala, Puig aveva dimostrato carattere e grandi doti nel controllo di palla, sicuramente insolite alla sua età, e si era così inserito nella tradizione dei tuttocampisti catalani, nel solco tracciato da Xavi e Iniesta. Paragoni ingombanti che però non lo hanno affatto imbarazzato, e anzi le sue prestazioni sono state via via sempre più convincenti.

Chiamato a sostituire Valverde a gennaio 2020, Quique Setien aveva subito detto di voler puntare sui giovani della Masia, e mentre si stava ormai affermando con forza Ansu Fati, Riqui Puig fu uno dei giocatori che maggiormente beneficiò del cambio in panchina, esordendo ad aprile e diventando una delle principali riserve nelle rotazioni a centrocampo, anche a causa del pesante calo di forma di Rakitic.

La carriera del canterano sembrava in rampa di lancio. I media specializzati, sia cartacei che online, ne esaltavano le eccellenti doti tacniche e tattiche e lo consacravano, assieme a Fati, come la resurrezione della Masia dopo anni di anonimato. La stagione, come sappiamo, non è andata affatto bene, ma Puig è stato uno dei pochi a non sfigurare: ha giocato 11 partite in Liga, partendo spesso titolare nel post-lockdown e servendo anche 2 assist, nel match finale contro l’Alaves. Il suo valore di mercato, in pochi mesi, è schizzato da 9 a 25 milioni di euro.

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Da promessa ad esubero

Le cose sono cambiate ad agosto, con l’arrivo di Ronald Koeman, che ha subito deciso di mettere Puig sul mercato dei prestiti. “Ha bisogno di giocare, e non so se potrà farlo al Barcellona” ha detto, evidentemente non trovando il ragazzo all’altezza della squadra. È vero che l’olandese ha un’ovvia predilezione per De Jong, sacrificato molto sotto Valverde e Setien, e che allo stesso tempo ha aggiunto alla rosa Pjanic e Coutinho, ma nel frattempo il Barça ha ceduto Arthur, Rakitic e Vidal, e si ritrova con un Busquets in fase calante.

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All’improvviso, la grande promessa della Masia si è ritrovato ad essere un indesiderato, addirittura escluso dal Trofeo Gamper, che segna tradizionalmente l’inizio della stagione blaugrana. A questo punto, Carlos Puig, padre e agente del giocatore, ha richiesto un colloquio con la dirigenza, da cui ne è uscito con la conferma di un posto in squadra.

Conferma che però è servita a poco, finora: per Puig, finora, ci sono stati appena tre minuti in campo, nel finale della trasferta del 17 ottobre in casa del Getafe, e le cose non sembrano poter migliorare presto, vista proprio l’esplosione di Pedri. Anzi, Puig ora rischia di fare la fine di Carles Aleñá, altro prodigio della Masia che, dopo mezza stagione in prestito al Betis, il Barcellona non è riuscito a vendere in estate e ora langue in panchina.

Ormai scalzato dalle gerarchie del club e dei tifosi, forse Riqui Puig potrebbe riconsiderare quel prestito a gennaio, per non rischiare di perdere la stagione a guardare gli altri giocare: pare che il PSG si sia già fatto avanti per lui., e Tuchel finora non sembra avere problemi a dare spazio ai giovani, come dimostrano i casi di Kean e Bakker.

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