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Fonte: @tennisborussia

Non solo Hertha o Union Berlino, nella capitale tedesca c’è un’altra società calcistica che può vantare una storia tanto illustre quanto ricca di colpi di scena: il Tennis Borussia

Sedetevi comodi e chiudete i vostri occhi. Siete pronti? Partiamo. Come in ogni racconto che si rispetti, prima di tutto abbiamo bisogno dell’ambientazione. Immaginate allora di trovarvi nel cuore di Berlino, agli inizi del ventesimo secolo. Fatto? Bene, ora possiamo subito assegnare i ruoli.

Ognuno di voi è un membro di un gruppo di dodici atleti innamorati dello sport e decisi a fondare un’innovativa società. Una di quelle che non si trovano in giro, diversa da tutte le altre. Immaginate – ancora una volta – di riuscirci, coniugando la Kameradschaftliche Vereinigung Borussia e la Berliner Tennis-und Ping-Pong-Gesellschaft e stringendo il fatidico accordo nello strano scenario di una pasticceria della capitale. Seduti ad un tavolo, stilate così le fondamentali regole d’ingaggio: “numero 1: le porte della società saranno aperte a tutti. Stranieri, tedeschi…fate voi. Tutti saranno uguali davanti all’insegna della società”.

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Tennis Borussia – Capitolo 1: “Primo trionfo”

Dodici persone, tanti sport e altrettante idee. In che disciplina investire, allora, maggiormente? La vostra scelta ricade inevitabilmente sul calcio, sempre più in voga in quegli anni. Una scelta che si rivelerà a dir poco azzeccata quando, nel 1932, riuscirete a vincere il vostro primo, storico scudetto, imponendovi come uno dei club più forti della capitale.

Poi, però, ecco che accade l’inaspettato. In Germania si impone il regime nazista e tutti i membri di origine ebraica del club sono costretti ad abbandonare il proprio incarico. Fine della storia? Nemmeno per sogno. Nel 1941 riuscite a conquistare il secondo titolo della vostra storia con un incredibile 8-2 ottenuto contro gli acerrimi rivali dell’Herta. Un successo che vi pone, ormai, sul trono calcistico dell’intera Berlino.

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Tennis Borussia – Capitolo 2: “Amarezza Bundes”

Ecco, immaginate tutto questo. O, per meglio dire, pensate a tutto questo. Perché in fondo, di immaginario c’è ben poco. Questa è la storia del Tennis Borussia Berlin, club che milita attualmente nell’Oberliga (quinta serie tedesca) e che sta provando a risollevarsi dopo i tanti intoppi di una storia che ha pochissimo da invidiare ai principali racconti epici.

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Al centro del panorama calcistico tedesco negli successivi alla Seconda guerra mondiale, il club fondato nel 1902 è riuscito a conquistare il suo secondo titolo nel 1952. Un’emozione incredibile seguita, però, ancora una volta, da enormi difficoltà. Un esempio? La mancata iscrizione al primo campionato di Bundesliga, disputato nel 1963. Una competizione assaporata soltanto 12 anni più tardi, con la doppia parentesi in massima serie chiusa con due sfortunati e deludenti penultimi posti. Dopo, gli anni trascorsi a barcamenarsi tra seconda e terza divisione, prima della grande illusione del 1998.

Tennis Borussia – Capitolo 3: “Il sogno”

I sogni, si sa, son desideri. E quelli del Tennis Borussia avevano un nome ben preciso: Bundesliga. Prima soltanto immaginata, poi toccata con mano e poi svanita rapidamente tra mille delusioni e rimpianti. Poi però, ecco la scintilla che può riaccendere le speranze dei tifosi. Il Gruppo Göttinger decide di investire nel club, rafforzandolo con ingenti somme di denaro sul mercato e riportandolo finalmente in Zweite (seconda serie tedesca).

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Poi fu la volta delle tante promesse. Troppe per poter essere mantenute. Parole, parole e ancora altre parole culminate, di nuovo, in un’altra cocente delusione. Ai dipendenti della società insinuatosi nelle cariche principali del club – diventandone suoi membri non contributori – si aggiungono infatti i tanti problemi susseguiti alle troppe spese effettuate. L’epilogo – inevitabile – è quello della retrocessione in Regionalliga Nord (terza serie).

Tennis Borussia – Capitolo 4: “I tifosi”

Negli ultimi anni, ulteriori retrocessioni e problemi economici hanno portato il Tennis Borussia a un passo dalla sparizione. Un’eventualità che non avrebbe mai potuto sussistere nelle menti dei tanti tifosi che, settimana dopo settimana, hanno sempre assistito alle battaglie calcistiche dei loro beniamini in maglia lilla tra le tribune del Mommsenstadion. Ed è grazie a loro – e, soprattutto, alle numerosissime donazioni effettuate – se il club della capitale esiste ancora oggi.

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La categoria, ora, è l’Oberliga, la quinta serie tedesca. La prima legge del club, invece, sempre la stessa: “La società è aperta a tutti”. “Da un lato ci sono sostenitori a lungo termine, berlinesi della vecchia scuola che ci fanno visita da decenni. Dall’altra, ci sono molte persone nel nostro club che si sono appena trasferite a Berlino negli ultimi anni. Non hanno radici a Berlino, ma a Berlino non importa da dove vieni, ed è lo stesso al Tennis Borussia”. Parole di Tobias Schulze, membro del consiglio e tifosissimo del club berlinese, pronunciate nel corso di un’intervista a “Copa 90”.

Frasi che sintetizzano la filosofia del Tennis Borussia, aperto a tutti e salvato dai propri tifosi che, ogni giorno, continuano a sognare di rivedere la loro squadra del cuore tra le grandi del calcio tedesco.

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