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Fonte Immagine: @nk_rijeka (Instagram)

L’avversaria di questa sera del Napoli in Europa League, il Rijeka, può dire poco a livello calcistico, ma fino a qualche anno fa era stata una sorta di “succursale” dello Spezia, con cui condivideva il proprietario, Gabriele Volpi.

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Nel girone di Europa League del Napoli, probabilmente il Rijeka è la squadra meno temibile: non ha grande esperienza internazionale, nessun giocatore particolarmente noto (la stella è il trequartista ex-Gent Franko Adrijasevic) e nell’ultimo mercato ha ceduto il suo miglior elemento, il centravanti Antonio Colak, andato al PAOK Salonicco per 3 milioni di euro.

Ma la sfida ha comunque un sapore particolare, dato che fino a pochi anni fa il Rijeka era di fatto un’affiliata dello Spezia, se non addirittura una sua succursale. Tra il 2012 e il 2018, infatti, le due società sono state in mano alla stessa persona, Gabriele Volpi, ancora oggi proprietario dello Spezia, e tanti giovani si era spostati dal club croato a quello ligure.

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Gli affari di Volpi tra Spezia, Rijeka e Nigeria

Di Gabriele Volpi e dei suoi affari si è parlato spesso, e non sempre positivamente. Fuori dal calcio, è noto soprattutto per il lavoro nella logistica in Nigeria e per i suoi stretti rapporti con Atiku Aboubakar, imprenditore ed ex-vicepresidente del paese africano. Ma nel 2012 decise di investire anche in Croazia, e da allora il Rijeka è passato dall’essere una squadra da metà classifica ad arrivare regolarmente tra le prime tre, vincendo anche un campionato e due coppe nazionali.

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Durante quel periodo, come detto, diversi talenti croati passarono dal Rijeka allo Spezia, come Niko Datkovic, Mato Milos, Mario Situm e Josip Brezovec. Ma il club slavo faceva anche da primo approdo europeo per i ragazzi cresciuti nell’Abuja Football College, un’accademia sportiva messa in piedi da Volpi in Nigeria con la collaborazione di Damir Miskovic, ex-vicepresidente della federcalcio croata nonché ambasciatore onorario del suo paese in Nigeria.

Nel 2018, lo scandalo Football Leaks ha portato la FIFA ad aprire un’inchiesta contro il Rijeka, accusato di aver operato trasferimenti illegali di calciatori minorenni dall’accademia nigeriana al club croato (accusa che ha sfiorato pure lo Spezia, che aveva tesserato Umam Sadiq, Andullahi Nura e David Okereke). Per evitare guai ulteriori, Volpi ha così ceduto la società, ovviamente al suo socio Miskovic. L’Espresso contattò l’imprenditore croato per avere qualche dettaglio sulla trattativa, ma questi si rifiutò di rivelare alcunché.

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Il Rijeka oggi

Oggi Miskovic è ancora il presidente del Rijeka, anche se sembra che i rapporti sportivi con lo Spezia siano ormai alle spalle. Dopo l’addio di Volpi, la società ha rivelato un pesante passivo di bilancio, ed è stata costretta a ridimensionare le proprie ambizioni, vendendo i suoi pezzi pregiati e iniziando una ricostruzione.

È innegabile che il Rijeka sotto la discussa era Volpi abbia messo in piedi un ottimo progetto tecnico, basato sui giovani, che è stato in grado di interrompere il dominio locale della fortissima Dinamo Zagabria. Nella scorsa stagione, è riuscita ad arrivare terzo a un solo punto dal secondo posto, e ora gioca in Europa League, dove però ha perso entrambe le prime partite (pur tenendo testa all’esordio in casa con la Real Sociedad). Al momento, le cose non vanno benissimo neppure in campionato, dove occupa la quarta posizione.

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Ad ogni modo, non va sottovalutato che il Rijeka è un club di grande tradizione: erede ideale dell’Unione Sportiva Fiumana (squadra simbolo dell’epoca dell’occupazione italiana dell’Istria e della Dalmazia, dalla quale uscirono campioni dell’epoca come Marcello Mihalich, Rodolfo Volk, i fratelli Varglien, di cui uno fu campione del mondo nel 1934, ed Ezio Loik), è la terza squadra più titolata di Croazia e, ai tempi della Jugoslavia unita, vinse due coppe nazionali e arrivò ai quarti della Coppa delle Coppe 1979-80, venendo eliminata dalla Juventus.

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Il Rijeka non sarà quindi il più pericoloso tra gli avversari del Napoli in questa Europa League, ma è comunque una buona squadra, con una storia, più o meno recente, di un certo rilievo.

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