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Real Madrid: rosa corta per Zidane?

Nelle ultime quattro partite, il Real Madrid ha visto concentrare i minuti giocati su un ristretto gruppo di giocatori. Che tale situazione possa costituire un problema con il protrarsi della stagione?

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Real Madrid in quattordici uomini 

Zinedine Zidane sembra esserne consapevole: dopo un inizio traballante di stagione a causa di infortuni e prestazioni sotto tono, il tecnico delle tre Champions League consecutive pare aver trovato la giusta soluzione per il suo Real Madrid. 

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Quattordici uomini simbolo che nelle fondamentali quattro partite contro Siviglia (vittoria per 0-1), Borussia Moenchengladbach (vittoria per 2-0), Atletico Madrid (vittoria per 2-0) e Athletic Bilbao (vittoria per 3-1) hanno costituito il cuore della squadra di Zidane, confermando quanto il tecnico andava ragionando da inizio stagione. 

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La Rosa del Real Madrid è oggettivamente corta: con Odegaard e Hazard ancora fuori per infortunio, Zizou si ritrova a doversi affidare a quattordici giocatori che lo precipitano al terzultimo posto per sostituzioni eseguite nel corso dei match (3,69 per incontro), davanti solo ai tecnici di Elche e Getafe. Non esattamente dei competitor per le ambizioni del Real Madrid.

Tema delicato

É lo stesso quotidiano di Madrid AS a parlarne, facendo riferimento alle ultime quattro partite, in cui Zidane ha usufruito delle prestazioni di diciassette uomini, di cui quattro sotto i novanta minuti sui trecentosessanta complessivi.

Un deponete le armi che il Real Madrid sta affrontando a causa di alcuni flop come Eder Militao, Marcelo e Jovic. Il centrale ex Porto ha in giocato tre sole gare in stagione, e non è stato preso in considerazione nemmeno dopo il suo ritorno dal virus durante le assenze di Ramos. Marcelo sta soffrendo da un anno a questa parte infortuni pesanti, ma è soprattutto la continuità di Mendy (16 presenze e 1.319 minuti giocati) a rendere impossibile una concorrenza che pare senza possibilità di appello in questo momento. 

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Poi Luka Jovic, che si può associare a Mariano Diaz per prestazioni, minutaggio e considerazione che Zidane nutre nei suoi confronti: il serbo ha giocato solo 5 gare – proprio come Mariano – raggranellando 208 minuti senza gol (260 per Mariano che però ha segnato una rete). 

Dunque delle alternative che non sono assimilabili al livello dei titolari, di cui Zidane si fida, e che stanno tenendo a galla un Real Madrid che, dopo aver superato il Borussia, ha pescato l’Atalanta per i futuri ottavi di Champions League e si trova terzo in campionato a pari punti con un Atletico che però ha due partite in meno. 

Real Madrid
Fonte immagine: sito quotidiano AS

Colonne portanti

Se in porta Courtois non ha lasciato nemmeno le briciole ai compagni di reparto (19 gare su 19 possibili con 1710 minuti gicoati), davanti a lui Sergio Ramos (13 gare) ha dovuto fare i conti con degli infortuni che ne hanno condizionato l’impiego. Al suo posto, nonostante Eder militar fosse disponibile, è stato impiegato Nacho Fernandez, oggi giunto a otto presenze stagionali. 

Varane e Mendy hanno collezionato rispettivamente 18 e 16 presenze, mentre Dani Carvajal, in recupero dal lungo infortunio, è tornato a destra da sette partite. Al suo posto non Odriozola come si poteva prevedere, ma Lucas Vazquez (15 gare e 1140 minuti) che dal ritorno del terzino spagnolo ha ripreso il suo posto sulla trequarti escludendo Rodrygo dai titolari. 

Proprio il piccolo brasiliano rappresenta ciò che il Real Madrid vorrebbe evitare: classe 2001 con 15 presenze sulle spalle, Rodrygo dovrebbe costituire quella scossa elettrica che dalla panchina cambia le partite, allungando la rosa a disposizione di una squadra che ogni stagione parte per vincere tutto il possibile. 

Insostituibili

Se avanziamo poi oltre la trequarti del Real Madrid, arriviamo al centrocampo dominato e gestito dai quattro insostituibili di Zidane: Tony Kroos (17 partite), Luka Modric (19), Federico Valverde (13) e Casemiro (15) sono il tornado di qualità e quantità a cui Zidane non rinuncia praticamente mai. Legare che mancano al novero delle diciannove totali sono dovute a piccoli infortuni (Valverde) o a squalifiche (Casemiro). 

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Davanti, viste le assenze di Odegaard e Hazard, e l’inconsistenza di Jovic e Mariano, Karim Benzema ha fatto terra bruciata, segnando dieci gol e giocando quindici gare per un totale di 1.364 minuti. Il francese è sesso affiancato da Vinicius Jr, che con 18 gare ma soli 975 minuti, corrisponde ad un unicuum della rosa di Zidane. 

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Problema quantitativo o qualitativo? 

Ma il problema sta dunque nella qualità dei giocatori a disposizione di Zidane o nella qualità degli elementi che la società gli ha fornito? Entrambi, da quanto si evince dalle scelte dell’allenatore francese. 

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In una stagione dove i cinque cambi sono e saranno fondamentali per gestire le risorse, avere una rosa manifestatasi così corta per qualità e rendimento potrebbe essere un problema per le ambizioni del Real Madrid. 

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Dopo la partenza di James, già fuori dal progetto tra l’altro, gli scontenti Isco e Asensio – rispettivamente 10 gare e 365 minuti, 16 gare e 825 minuti – hanno reclamato più spazio, senza però riuscire mai ad impattare realmente sulla squadra per quelle che sarebbero le loro qualità. 

Inoltre, le assenze di Hazard e Odegaard stanno decimando la possibilità di scelta di Zidane, che si ritrova a fare i conti sulle dita della mano per i giocatori che potrebbero cambiare un match in corso d’opera. 

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Se dunque oggi il Real Madrid ha recuperato terreno rispetto all’inizio di stagione, lo deve ai quattordici di Zidane, ma per quanto potrà andare avanti questo limite qualitativo in una rosa che punta a vincere tutto? Tra il mercato di riparazione e lo svuotamento dell’infermeria, Zidane conta di riavere un plotone di calciatori da Real Madrid il prima possibile, per non lasciare la Liga all’Atletico, e progettare l’assalto alla quattordicesima Champions League. 

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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