Il Rayo Vallecano è la sorpresa di questa prima parte di Liga

Imbattuto in casa, dove ha regolato anche il Barcellona, il Rayo Vallecano di Iraola e Falcao è la sorpresa di questa prima parte di Liga

La bella vittoria per 3-1 sul Maiorca permette al Rayo Vallecano di continuare la sua marcia in zona europea, in una Liga che per i neopromossi Bukaneros si sta trasformando sempre più un’avventura straordinaria.

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L’obiettivo iniziale era la salvezza, ma i 23 punti raccolti fino a oggi permettono al club madrileno di guardare al futuro con moderato ottimismo, nonostante alla vigilia quella di Iraola fosse stata additata come la vittima sacrificale del campionato.

falcao
Fonte immagine: @apuntobracco (Twitter)

Rayo Vallecano, in Liga per caso

Il Rayo Vallecano d’altronde in Liga non doveva nemmeno esserci. Dopo essere risalito grazie alla vittoria dei playoff della seconda divisione, ai quali arrivava da sesto in classifica e quindi sfavorito, in estate ha messo insieme una rosa a saldo zero sperando di non patire il salto di categoria.

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Parallelamente, la società ha dovuto affrontare diverse problematiche collaterale che potevano precludere la buona riuscita della parte sportiva.

Prima i problemi economici da ripianare, poi la contestazione dei tifosi, da sempre politicamente impegnati – e schierati verso sinistra – per via del poco coinvolgimento verso le opere di aiuto per gli spagnoli colpiti dalla pandemia.

Infine, qualche settimana fa è scoppiato il bubbone legato allo sfratto della squadra femminile dal centro sportivo e dagli appartamenti nei quali le ragazze abitavano, di cui non sono state saldate le ultime mensilità. Insomma, una spaccatura netta, che si è riflessa anche sulle presenze allo stadio.

Imbattibili in casa

Dove, però, il Rayo Vallecano ha costruito il suo fortino inespugnabile. In stagione i Bukaneros hanno messo insieme alcune prestazioni straordinarie proprio tra le mura dell’Estadio de Vallecas, periferia madrilena e cuore pulsante di un quartiere popolare diventato, negli anni, punto di ritrovo turistico per molti appassionati.

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Dei 23 punti messi insieme fino a oggi, 19 arrivano direttamente da lì, frutto di sei vittorie – alcune delle quali prestigiose, come quella sul Barcellona – e un pareggio, ai quali vanno aggiunto un pari e una vittoria esterna, preziosa, in casa dell’Athletic.

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Ma come si è arrivati a trasformarsi in sorpresa, soprattutto dopo il quasi immobilismo estivo? Se lo sono chiesti soprattutto in Spagna, cominciando a dipingere la squadra di Iraola come un laboratorio di idee che meritava più di un approfondimento.

Iraola e Falcao, le pietre angolari

In realtà, per capire come una semplice squadra di quartiere sia diventata uno spauracchio per tutti bisogna fare un passo indietro. Nell’estate 2020, dopo una promozione fallita, il Rayo si affida ad Andoni Iraola, ex gloria dell’Athletic nonché un allenatore considerato tra gli emergenti spagnoli più interessanti.

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Nonostante un inizio a singhiozzo, la squadra ha trovato identità venendo fuori alla distanza: dopo una rimonta durata tutto il girone di ritorno, quindi, c’è stato il capolavoro agli spareggi. Ritrovatasi nuovamente in Liga, un po’ inaspettatamente, la società ha confermato il tecnico e il nucleo centrale della promozione.

Poi, a mercato chiuso, ha messo dentro Radamel Falcao Garcia, anni 35 e tanta voglia di riprendersi ciò che gli spetta dopo gli ultimi sette, sfortunatissimi anni. Il Tigre ci ha messo ben poco a inserirsi nel nuovo contesto, che sembra fatto apposta su misura per lui.

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Numero 3 sulle spalle per omaggiare il padre, tanta grinta e un ritrovato istinto killer in area di rigore: così la squadra, in cui Falcao ha già segnato diversi gol pesanti, ha preso consapevolezza delle proprie possibilità, diventando una vera e propria mina vagante.

Come gioca il Rayo Vallecano

Iraola non rinuncia alla proposta, nonostante sulla carta la qualità sia quella che sia. Il suo 4-2-3-1 strizza l’occhio al possesso e al palleggio, valorizza la serie di centrocampisti, trequartisti ed esterni in rosa mettendo così in condizione le punte di pungere.

I leader tecnici del Rayo sono, oltre Falcao, Santi Comesaña – rientrato recentemente dopo oltre un anno di stop – e la mezzapunta argentina Oscar Trejo, primi registi e fonti di gioco della squadra. Attorno a loro agiscono calciatori funzionali (Alvaro Garcia, il centrale Catena) mixati a giovani in rampa di lancio come Fran Garcia, interessante terzino sinistro classe 1999.

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