Il clamoroso inizio di Radamel Falcao al Rayo Vallecano

Radamel Falcao è rinato al Rayo Vallecano: tesserato a zero, si sta rivelando uno degli uomini di punta della squadra di Iraola

Una nuova rinascita a 35 anni. Radamel Falcao Garcia brilla in Liga con la maglia del Rayo Vallecano: nelle prime tre presenze con la maglia dei Bukaneros, il Tigre è andato in gol altrettante volte, e solo la grande prestazione di Ledesma gli ha impedito di arrotondare il bottino nel match contro il Cadiz.

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Se i madrileni sono partiti così bene, a tal punto da insidiare la zona europea della classifica, molto lo si deve al grande impatto di Falcao. Che non è solo tecnico, ma anche e soprattutto psicologico. Il colombiano è arrivato a parametro zero nei primi giorni di settembre e, non appena si è rimesso in piedi, ha cominciato a timbrare con grande regolarità.

Radamel Falcao, al Rayo Vallecano per stupire

Ovviamente, il grosso nodo riguarda – come spesso accaduto in carriera – la tenuta fisica: se sta bene, il centravanti di Santa Marta garantisce gol e gerarchia. Il punto, però, è proprio quel ‘se’: infatti, dal 2014 in poi Falcao ha avuto diversi infortuni gravi che, di fatto, hanno ridimensionato di parecchio la sua carriera.

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Una carriera sfortunata, molto sfortunata, in ascesa fino all’inizio del 2014 – quando segnava a raffica con la maglia del Monaco, allenato da Jardim – e poi spezzata dal brutto infortunio al legamento crociato del ginocchio.

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Nel breve, questo stop gli precluse Brasile 2014, competizione alla quale sarebbe arrivato nel miglior modo possibile visto anche il percorso di avvicinamento con la Colombia. Nel lungo, invece, sta ancora pagando dazio. Il Rayo Vallecano ci ha scommesso su e, per ora, le cose sembrano funzionare.

Un’occasione di mercato

Quella di Falcao a Vallecas rischia di essere anche una delle storie di quest’anno: infatti, il temperamento del Tigre si mixa a meraviglia con l’anima operaia della periferia di Madrid. Il giorno del suo annuncio, i social del Rayo sono stati sommersi di post trionfalistici e, secondo le stime, i profili Twitter e Instagram del club hanno ricevuto un forte boost di iscrizioni.

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Falcao si era ritrovato libero a parametro zero in estate, con il Galatasaray che, un po’ a sorpresa, aveva deciso di non rinnovargli il contratto. In Turchia, il centravanti colombiano aveva giocato le ultime due stagione, segnando sì 19 reti ma distribuendole solo in 34 apparizioni. Poche, per lo stipendio che percepiva.

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E che si è tagliato per accettare il Rayo Vallecano: “Ho pensato a lungo come continuare la mia carriera – ha detto il giorno della presentazione, sfoggiando la maglia numero 3 in onore del padre morto un paio di anni fa – e questa è la scelta migliore: ci siamo intesi subito”.

L’amicizia di Suarez

In effetti, pare che a portare avanti la trattativa con club ci abbia pensato direttamente lui, senza agente né intermediazioni. Anzi, il vero collante è stato il suo ex compagno all’Atletico Mario Suarez, che appresa la necessità da parte dei Bukaneros di acquistare un attaccante, lo abbia prontamente consigliato al direttore sportivo.

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Una volta sceso in campo, Falcao ha inciso subito. Prima da subentrante, poi da titolare: Andoni Iraola, uno degli allenatori in rampa di lancio della Liga, lo schiera là davanti, vertice alto di un 4-2-3-1 nel quale tutta la squadra si preoccupa di metterlo nelle condizioni di segnare.

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Getafe, Athletic e Cadiz sono state le sue prime vittime, sperando non siano le ultime. Perché il matrimonio tra Falcao e la gente del Rayo Vallecano, caldissima e appassionata, è una storia troppo bella perché non sia previsto un lieto fine.

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