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Rashford e il razzismo, la storia si ripete: “Mi sento oltraggiato”

Messaggi pieni d’odio e intolleranza dopo la finale di europa League: l’ennesimo capitolo della storia tra Rashford e il razzismo

Marcus Rashford e il razzismo, capitolo ennesimo. L’attaccante inglese del Manchester United ha denunciato oltre 70 messaggi di insulti a sfondo razziale in seguito alla finale di Europa League persa contro il Villarreal dal suo Manchester United.

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Rashford, da sempre impegnato nelle battaglie sociali contro tutti i tipi di intolleranza, ha inoltrato alla polizia decine di post offensivi pubblicati sotto ai suoi profili Twitter e Instagram. Quest’ultima piattaforma li ha rimossi celermente, quando però il giocatore dello United aveva già messo alla pubblica gogna pubblica i rispettivi autori.

Rashford e il razzismo, il messaggio sui social

Tramite il proprio account Twitter il 23enne inglese, in piena notte, ha lanciato un messaggio: “Ho ricevuto almeno 70 insulti a sfondo razziale sui miei account social. Dico a coloro che lavorano per farmi sentire peggio di quanto già mi senta: buona fortuna mentre ci provate“.

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“Mi sento oltraggiato – ha continuato Rashford – dal fatto che uno di questi sia un insegnante di matematica col profilo aperto: un maestro, di quelli che insegna ai bambini, mi ha mandato un dm con delle scimmie. È incredibile che gente del genere possa girare liberamente”.

Premier League - Razzismo
Fonte immagine: profilo Ig @MarcusRashford

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Poco dopo, rispondendo a un post di solidarietà pubblicato dal profilo ufficiale del Manchester United, l’attaccante ha chiosato: “Indossiamo tutti la stessa maglia. Calciamo tutti la stessa palla. Gioco dal giorno in cui ho imparato a camminare. Non accetto di essere chiamato scimmia, babbuino, banana, giungla. Io stesso sono un tifoso dello United, proprio come voi: pensate a come mi sarei sentito da bambino”.

Rashford e il razzismo, i risvolti

L’assistente capo della polizia della Greater Manchester Police, Chris Sykes, ha confermato che la polizia indagherà, affermando che i messaggi erano stati diretti a più giocatori oltre a Rashford.

“Siamo a conoscenza di una serie di post sui social media pubblicati ieri sera nei confronti di numerosi giocatori del Manchester United”, ha detto. “I messaggi provengono da paesi di tutto il mondo, non solo dal Regno Unito”.

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Fonte Immagine: @marcusrashford (Instagram)

“Nessuno – ha concluso – dovrebbe essere soggetto a linguaggio e abusi pieni di odio, ed è profondamente sconvolgente non solo per coloro che ricevono questi messaggi ma per chiunque frequenti i social network”.

Un messaggio di supporto per Rashford è stato pubblicato sull’account Twitter ufficiale dell’Inghilterra: “Le società di social media devono agire ora per fermare gli abusi che i giocatori e molti altri continuano a subire sulle loro piattaforme. Siamo con te, @MarcusRashford.”

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Un portavoce di Facebook, azienda che possiede anche Instagram, ha dichiarato: “L’abuso di intolleranza verso Rashford la scorsa notte è ripugnante, non c’è spazio per queste cose su Instagram. Abbiamo rapidamente rimosso una serie di commenti e account per aver infranto le nostre regole”.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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