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Quanti gol ha fatto Neymar?

Neymar Jr è un sogno in continuo divenire. Uno stato dell’arte del calcio, prima fumoso, ora concreto: lucido utilizzatore di un talento che aspetta la consacrazione finale. 

Neymar ha 29 anni, molte vittorie alle spalle e una carriera che ancora deve dire molto al calcio mondiale: ma quanti gol ha segnato l’asso brasiliano? 

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Il paradosso di Neymar

É paradossale parlare di consacrazione non ancora avvenuta quando parliamo di Neymar? Sembra una mancanza di serietà, ancor più se analizziamo i 346 gol in 560 partite che Transfermarkt gli assegna ufficialmente. 

Iniziamo con le ambiguità in questo numero: secondo il celebre portale Transfermarkt Neymar ha segnato la bellezza di 346 gol in 560 partite, conteggio in cui sono inclusi i gol con le nazionali giovanili (Brasile Under 17 e Under 20) e la nazionale Olimpica (14 partite, 8 gol). 

Al suo interno però, non sono conteggiati i gol segnati nel Paulistao, campionato regionale giocato in Brasile negli anni di permanenza al Santos. Aggiungendo quei gol, il computo totale arriva a 412 marcature (66 gol di differenza) per un totale di 652 presenze. 

In questo quadro globale di numeri certificanti un giocatore di un’altra dimensione rispetto all’ordinario, ci sono anche circa 200 assist (numeri Transfermarkt) messi a referto tra i club – Santos, Barcellona e Paris Saint Germain – e la nazionale  maggiore verdeoro. 

Dunque abbiamo una scelta da fare: prendiamo per buoni i 409 gol in 649 presenze, così da dare dignità di competizione ufficiale a quei campionati regionali in Brasile che prima dell’avvento del Brasilerao erano considerati fondamentali dalle torcidas del luogo. 

    • Santos: 136 gol in 225 presenze (35 assist) 
    • Barcellona: 105 gol in 186 presenze (76 assist) 
    • Paris Saint Germain: 87 gol in 111 presenze (51 assist)
    • Brasile: 66 gol in 105 presenze (45 assist) 
    • Brasile Under 20: 9 gol in 7 presenze 
    • Brasile Under 17: 1 gol in 3 presenze 
    • Brasile Olimpico: 8 gol in 14 presenze

A questo punto però va spiegato il paradosso di Neymar. 

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Pelé e Neymar  

Lo abbiamo definito un sogno in continuo divenire, e Neymar non è altro che questo. Tempo fa dichiarava che “non c’è pressione quando trasformi un sogno in realtà” e di fatti è quello che Neymar ha scelto di fare quando a soli 17 anni ha esordito con il Santos. 

Da quella partita del 7 marzo 2009, il divenire continuo di questo talento immenso non si è ancora arrestato. Qualche tempo fa parlammo della Copa Libertadores che lo consacrò nel 2011 a talento del calcio mondiale. 

Bene, basti pensare che con il Santos ha vinto tre campionati Paulisti, una Coppa del Brasile, una Coppa Libertadores e una Recopa Sudamericana. Il tutto risultando il miglior giocatore del Paulistao 2010 segnando in finale, portando per la prima volta la Recopa Sudamericana nella bacheca del Santos e segnando in finale di Libertadores, coppa che Pelé vinse l’ultima volta col Santos nel 1963. 

Pelé. 

Già, perché se facciamo un balzo in avanti di circa dieci anni rispetto a quella finale, Neymar si posiziona alle spalle del Dio del calcio brasiliano nella classifica all-time dei marcatori della Seleçao con 66 reti in 105 presenze (Pelé è a quota 77), e la Puma, brand che ha riconosciuto in Neymar il nuovo volto del calcio internazionale, li ha accostati senza rischiare di risultare blasfema. 

Si, perché nel corso dei dieci anni che abbiamo saltato – ma sui quali tra poco torniamo – Neymar è diventato il legittimo erede di Pelé per qualità, incisività, mentalità e talento. Ma ecco che torna il paradosso. 

Il Mondiale paradossale 

Come può un giocatore accostato a Pelé per capacità e talento dover cercare a ventinove anni la consacrazione? La risposta è in quelle lacrime che Neymar ha lasciato sul campo del Castelao di Fortaleza quando Zuniga gli ha rotto la terza vertebra della colonna vertebrale facendogli finire in anticipo il mondiale casalingo. 

In quelle lacrime Neymar ha lasciato la consacrazione che il mondo si aspettava giungesse, e che ancora cerca disperatamente. 

La vittoria del Mondiale, sfuggitagli nella campagna di Russia 2018 a causa di una partita non degna del suo nome contro il Belgio, pesa come un macigno sulla consacrazione definitiva di un talento che rivaleggia con Messi e Ronaldo sul piano della pura qualità. 

Neymar, ancor più dei due fuoriclasse dal record facile, ha necessità di vincere un mondiale. Lo deve all’accostamento fatto con O’Rey – che di mondiali ne ha vinti tre – e lo deve alla cultura del calcio brasiliana, per la quale il Mondiale – sopratutto se casalingo – viene prima di qualsiasi altra vittoria. 

Il paradosso, che Neymar proverà a sfatare in Qatar nel dicembre 2022, si ferma qui. Neymar, per quanto fenomenale, deve vincere il Mondiale. E lo deve fare perché il Brasile, che il mondiale non lo vince dal 2002, resta incompleto senza la coppa del Mondo. E, soprattuto, perché sarebbe l’unico modo per iscrivere il suo nome nell’albo di una competizione in cui i due extraterrestri non sono presenti (per ora). 

L’Europa non aspetta

Ma facciamo un passo indietro e torniamo all’estate 2013, quando Neymar, dopo aver giocato il Mondiale per Club contro il Barcellona, si accasa al Camp Nou dopo una trattativa piena di dubbi e complicazioni. 

Dal giorno del suo primo gol in blraugrana, 21 agosto 2013 durante la Super coppa di Spagna contro l’Atletico Madrid, Neymar mette insieme la bellezza di 105 gol in 186 presenze con la maglia del Barça, e vincendo una Supercoppa spagnola, due campionati spagnoli, tre Coppe del Re, una Champions League e un Mondiale per club. 

La stagione della vittoria della Champions League, la 2014/15, lo eleggerà capocannoniere della competizione con 10 reti, ex equo con Messi e Ronaldo. In quell’anno, il tridente del Barça segnerà 122 gol, record per la storia del club e del calcio spagnolo. 

Con il gol segnato in finale contro la Juventus, Neymar diventa l’unico giocatore della storia a segnare e a vincere in entrambe le finali di Copa Libertadores e Champions League.

Due stagioni dopo il passaggio al Paris Saint Germain come segnale di crescita e testimonianza del desiderio di mettersi in proprio anche in Europa. 

Trasferimento record 

222 milioni di euro. Questo il costo della clausola rescissoria più dispendiosa nella storia del calcio che il PSG pagò al Barcellona per assicurarsi Neymar Jr. 

In quell’estate la Torre Eiffel si illuminò per accoglierlo a Parigi, e da allora Neymar ha ripagato vincendo tutti (o quasi) i trofei nazionali a sua disposizione e portando i parigini in finale di Champions lo scorso anno. 

Al suo fianco l’arrivo di Kylian Mbappé ha dato vita ad un duo dal formidabile killer-instinct davanti alla porta, permettendo al PSG di assurgere a potenza del calcio europeo e candidarsi come favorita alla vittoria dell’attuale edizione della Champions League. 

Ad oggi Neymar ha segnato 41 gol in Champions League, miglior marcatore brasiliano nella storia della competizione, superando il record di Sonny Anderson di 40. 

Seleçao e destino

Torniamo così all’inizio del paradosso, e quindi della storia di Neymar Jr. Il destino, il talento, o diciamo il mondo del calcio per come è costruito, impongono che nella sua carriera Neymar porti il mondiale in patria. 

Dopo le giovanili, Neymar ha dato prova di essere quel trascinatore che la Seleçao cercava dopo il Mondiale vinto da Ronaldo nel 2002. 

Nel giugno 2013 ha regalato la Confederations Cup al Brasile segnando in finale contro la Spagna, nel 2016 ha invece segnato il rigore decisivo che ha consegnato il primo oro olimpico della storia del Brasile. Il 10 ottobre 2019 ha raggiunto le 100 presenze con il Brasile, giocatore più giovane della storia a riuscire in questa impresa. 

Lo scorso 14 ottobre, con una tripletta al Perù, è asceso al secondo posto della classifica marcatori all-time della Seleçao con 64 marcature. Due in più di Ronaldo, 13 in meno di Pelé. Oggi, dopo i gol contro Ecuador e Paraguay, è salito a quota 66, sempre più vicino a O’Rey.

Con numeri simili, e un talento di questo tipo, il paradosso della consacrazione a ventinove anni si potrebbe anche rifiutare in realtà. Ma, come tutti i paradossi, contiene quel poco di verità necessaria per renderlo realistico. 

Neymar è un sogno in continuo divenire dicevamo, soggetto a un paradosso che solo il futuro dirà se sarà in grado di sciogliere. 

Curiosità e record 

  • Alla fine del Paulistao 2010 Neymar è il capocannoniere con 11 gol e viene anche eletto miglior giocatore del torneo
  • Ci fu una petizione da 14.000 firme per far si che Dunga portasse Neymar alla Coppa del Mondo FIFA 2010, il CT però la ignorò.
  • Neymar vince la classifica marcatori del Sudamericano Sub-20 con 9 gol nel 2011. 
  • Il 28 luglio, dopo aver partecipato con il Brasile alla Copa América, Neymar realizza una doppietta contro il Flamengo, il secondo gol sarà valido per la vittoria del Premio Puskas Award 2011, vinto davanti alla rovesciata di Rooney contro il Manchester City e il grande gol di Messi contro l’Arsenal.
  • Il 6 dicembre 2011 riceve il premio Bola de Ouro come miglior calciatore del campionato brasiliano.
  • A fine stagione  (2011) Neymar risulta essere il calciatore che ha subito più falli (150) durante il campionato.
  • Il 29 aprile 2012 nella semifinale di campionato Paulista contro il San Paolo, realizza tre gol che portano, grazie alla vittoria per 3-1, la sua squadra in finale; con questa tripletta raggiunge i 100 gol con la maglia del Santos.
  • Il 31 dicembre 2012 vince il Pallone d’oro sudamericano per il secondo anno di fila.
  • Vince la scarpa di bronzo alla Confederations Cup 2013 grazie a 4 gol in 5 partite, torneo in cui viene eletto miglior giocatore. 
  • Nel corso delle Olimpiadi del 2016 segna in semifinale una doppietta contro l’Honduras, marcando il primo (e il più veloce nella storia delle olimpiadi, dopo soli 15 secondi) e l’ultimo gol dell’incontro nel 6-0 finale. Segnerà poi il rigore decisivo che consegnerà al Brasile il primo oro olimpico della sua storia.
  • Il 10 novembre contro l’Argentina a Belo Horizonte, finita 3-0 per la Seleção, e durante la quale segna il suo 50º gol con la maglia della nazionale, diventando il quarto miglior marcatore di sempre nella storia del Brasile, dopo Romário (55 gol), Ronaldo (62) e Pelé (77).
  • Il 10 ottobre 2019, in occasione dell’amichevole pareggiata per 1-1 contro il Senegal, gioca la 100ª partita con la maglia verdeoro, divenendo il calciatore più giovane della storia del Brasile a tagliare tale traguardo
  • Il 13 ottobre 2020 segnerà il gol numero 62, 63 e 64 grazie a una tripletta contro il Perù, con la maglia del Brasile che lo posizionerà secondo nella classifica all-time dei marcatori verdeoro alle spalle del solo Pelé (77), superando Ronaldo il Fenomeno (62). 
  • Alla sua presentazione al Camp Nou (giugno 2013) sono accorsi ben 56.500 spettatori. 
  • Siglando il gol del 3-1 contro la Juventus nel 2015, è diventato il primo giocatore a segnare in finale di Coppa Libertadores e di UEFA Champions League
  • Neymar vince la classifica marcatori con 10 reti (a pari merito con Lionel Messi e Cristiano Ronaldo).  
  • Ha raggiunto i 100 gol col Barcellona in 177 partite – in un 3-1 sul Granada (2 aprile 2017).
  • La vittoria per 6-1 del Barcellona contro il Paris Saint Germain nell’edizione della Champions League 2016/17 sancisce la più grande rimonta nella storia della Champions League e di tutte le altre competizioni europee: nessuna squadra prima era mai riuscita a passare il turno dopo aver perso per quattro reti di scarto la partita di andata.
  • Nell’estate 2017 Neymar passa al PSG. La cifra pagata per esercitare la clausola rescissoria di 222 milioni, rende il trasferimento del brasiliano il più oneroso nella storia del calcio, superando quello di Paul Pogba dell’anno precedente (107).
  • Il 9 dicembre 2020 segna una tripletta nell’ultima partita del girone di Champions League contro il Başakşehir, diventando il primo calciatore ad aver segnato 20 reti in Champions League per due club differenti (21 col Barça e 20 col PSG).
  • Con questi gol è arrivato a quota 41 in competizioni UEFA per club e ha superato il record di 40 gol per un brasiliano, stabilito da Sonny Anderson, inoltre è diventato il brasiliano più prolifico di sempre in UEFA Champions League.
  • Nella gara di Champions League giocata al Da Luz di Benfica contro l’Atalanta l’11 agosto 2020, Neymar ha fatto registrare sedici dribbling riusciti in totale, numero con il quale eguaglia il record di Leo Messi del 2007/2008 e frantuma quello della stagione 2019/20 di undici detenuto proprio da Leo Messi, in compartecipazione con Lorenzo Insigne.
  • Neymar potrebbe diventare a breve il miglior marcatore del Paris in competizioni europee per club. Con 20 gol, è al secondo posto a pari merito con Zlatan Ibrahimović. Edinson Cavani guida la classifica del club con 30 marcature
  • Dopo il trionfo del Brasile alle Olimpiadi si è fatto tatuare la scritta Rio 2016 sul braccio.
  • Un ristorante a Vincennes, vicino Parigi, gli ha dedicato il “Neymar Burger”. Ingredienti: bistecca, patate, bacon, cheddar, salsa, pomodori, insalata, cipolle e patatine a parte
  • È apparso nel film “XXX: il ritorno di Xander Cage” (2017) con Vin Diesel e Samuel L Jackson dopo alcune comparsate in soap opera e serie TV brasiliane

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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