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Perché Cesare Prandelli ha lasciato la Fiorentina

Il tecnico della Fiorentina Cesare Prandelli ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni: ecco quali sono i motivi di questa scelta che ha sorpreso molti addetti ai lavori (ma non tutti)

Terremoto in casa Fiorentina, con le dimissioni di Cesare Prandelli. Due giorni dopo la sconfitta per 2-3 in casa contro il Milan, il mister viola ha deciso di dire basta al suo secondo ciclo sulla panchina gigliata. Una decisione sorprendente, che certamente rende ancora più difficoltoso il finale di stagione della Fiorentina. Una scelta che ha scatenato il dibattito, cercando di capire quali siano state le reali motivazioni che hanno spinto Prandelli a lasciare.

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La lettera di Prandelli

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Certamente non si tratta di una decisione di pancia, presa in un momento di rabbia o di particolare delusione. Ciò lo si evince dalla lettera pubblicata nelle ore successive alle sue dimissioni. Una confessione a cuore aperto nella quale spiega come in questi mesi si siano accumulate in lui una serie di tensioni che ha fatto sempre più fatica a gestire.

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Il suo malessere, al contrario delle sue dimissioni, non è uno stato d’animo così sorprendente. Già dopo la partita contri il Benevento, nonostante la vittoria per 1-4 in casa dei campani, il mister si è dichiarato stanco dentro e desideroso di dimenticare le scorie delle settimane precedenti grazie al successo di quel pomeriggio. Anche dopo la recente sconfitta contro il Milan, Prandelli ha confermato il suo momento difficile a livello emotivo non confermandosi in sala stampa per un lieve malore.

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La sensazione è che, fin dalle prime settimane ala guida della Fiorentina, abbia ereditato una situazione decisamente difficoltosa ma abbia messo il bene della squadra davanti ai suoi problemi personali per portarla alla salvezza. Una scelta lodevole che però, come ha detto lo stesso Prandelli nella sua lettera, ha presentato il conto tutto insieme.

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Il rapporto con dirigenza e giocatori

Con la sua lettere Prandelli ha precisato di aver preso questa decisione per motivi di salute, non volendo far convivere la squadra con il suo disagio nell’ultima e decisiva fase di stagione. Tuttavia, dalla lettera e dalle indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, pare che questa decisione si figlia anche di un rapporto mai del tutto sbocciato con l’ambiente viola (inteso come società e spogliatoio).

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Dal punto di vista della dirigenza, che comunque ha ringraziato nella sua lettera, Prandelli probabilmente si aspettava un maggiore aiuto nella gestione di una situazione diventata sempre più difficile nel corso dei mesi. Un maggiore supporto, soprattutto nella gestione dello spogliatoio, avrebbe probabilmente alleggerito il mister di qualche tensione.

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Proprio i giocatori sono l’altro punto cardine della questione. Certamente Prandelli ha cercato di cementare il gruppo e valorizzato le potenzialità di alcuni elementi (su tutti Vlahovic e Eysseric). Tuttavia, con altri elementi non sono state esattamente rose e fiori: il caso emblematico è quello legato ad Amrabat, sostituito contro lo Spezia e tenuto fuori nelle partite successive anche per qualche discussione di troppo. Un vortice di tensioni e problematiche quindi, che Prandelli ha cercato di gestire mettendo la Fiorentina al primo posto per poi lasciare quando non era più un grado di farlo al meglio delle sue possibilità.

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Paolo Lora Lamia
Classe ’92, ho la vocazione del giornalismo sportivo fin dall’adolescenza. Adoro il calcio, la sua storia e una narrazione sportiva tesa ad emozionare più che a creare polemiche. Giornalista pubblicista dal 2019, cofondatore di Mondoprimavera.com, collaboratore presso Gruppo GEDI e La Giovane Italia e opinionista sportivo per Toscana TV. Ho un debole per il calcio inglese (e per il Liverpool in particolare).

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