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Fonte: Instagram @pedroguilherme

Dopo essere tornato in Brasile, Pedro è tornato a essere un attaccante in grado di fare la differenza: l’ex Fiorentina è rinato al Flamengo

Quello tra Internacional e Flamengo doveva essere il match di spicco dell’ultimo turno di Brasileirão e, i novanta minuti di Porto Alegre, non hanno sicuramente deluso le aspettative. Tra Colorado e Mengão è finita 2-2, con un batti e ribatti tra due delle squadre che, verosimilmente, contenderanno il titolo all’Atletico Mineiro.

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Il gol del momentaneo 1-1 del Flamengo lo ha segnato Pedro, al secolo Guilherme Abreu dos Santos. Se il suo nome vi dice qualcosa, significa che ricordate molto bene la campagna estiva 2019 della Fiorentina, che acquistò questo centravanti dal fisico straripante per 11 milioni di euro dal Fluminense. Pedro, in Italia, non ha però praticamente mai giocato. E, ancora oggi, ci si domanda come un ragazzo così dominante possa essersi perso nei meandri europei senza nemmeno avere una possibilità.

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Pedro, l’incompreso di Firenze

Quando la Fiorentina ufficializzò l’arrivo di Pedro, i tifosi viola inevitabilmente si ritrovarono in facili pindarismi. Un attaccante dai suoi numeri, giovane e proveniente dal Brasile d’altronde mette hype. Ben presto però i sogni del popolo fiorentino si spensero: Pedro, con la maglia dei gigliati, giocherà meno di un’ora in Serie A e poco meno di due partite con la Primavera. Poi, il silenzio assoluto seguito dal rientro in Brasile.

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Ma cosa è successo a Pedro negli ultimi mesi? L’addio a Firenze è coinciso con l’arrivo di Cutrone e, sebbene al Flamengo il calciatore sia approdato in prestito oneroso, i rubronegros potranno riscattarlo versando nelle casse della Fiorentina 14 milioni di euro. In secondo luogo, Pedro si era rotto un crociato l’anno precedente all’approdo in Italia, e questo ne ha arrestato l’inserimento. Ultimi, ma non per importanza, i fastidi fisici che lo hanno sempre tenuto fuori dal campo.

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La rinascita al Flamengo

Serviva cambiare aria, preferibilmente in maniera definitiva. Rio de Janeiro, in tal senso, gli ha dato questa possibilità. La sua scelta ha fatto discutere, perché il Flamengo è l’acerrima rivale storica del Fluminense e Pedro, che nel Tricolor Carioca si è affermato, ha fatto uno sgarbo ai suoi vecchi tifosi. In più, il centravanti brasiliano – nella seconda fase del Carioca – ha anche pensato bene di punire due volte il suo ex club.

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Jorge Jesus, dopo aver perso il talentuosissimo Reinier, ne aveva caldeggiato l’arrivo, ma è con Dominic Torrent che Pedro si sta esprimendo a grandi livelli. Reti pesanti – due in Libertadores e una nella finale di Recopa vinta contro l’Independiente del Valle – e un’adattabilità invidiabile lo hanno reso un calciatore nuovo, almeno rispetto al recente passato. Chissà se a Firenze ripenseranno a lui o se, per i tifosi, è un capitolo chiuso. Di certo, se continuerà così, ci guadagneranno tutti.

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La risorsa di Torrent

L’arrivo al Flamengo di Pedro ha obbligato la dirigenza a fare diverse riflessioni. La prima, inevitabile, era legata alla coesistenza tra l’ex Fiorentina e Gabriel Barbosa. Gabigol nasce esterno d’attacco ma per il Fla era diventato il perfetto terminale offensivo. Ora, quando entrambi sono disponibili, l’ex Inter è tornato ad allargarsi un po’ verso destra, andando a comporre assieme a Bruno Henrique un comparto offensivo da urlo.

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Pedro ama invece agire in zona più centrale. Torrent gli chiede di dare da referente centrale, lui per contro ha sgrezzato alcuni fondamentali che lo hanno reso più completo. La rapidità in esecuzione e il controllo palla migliorato, per esempio, vengono fotografati proprio dal gol segnato contro l’Internacional. Complessivamente, Pedro ha segnato 14 gol in 26 apparizioni con il Flamengo. Numeri da capogiro, che forse faranno mordere le mani a qualcuno. O forse no. Ma a lui, statene certi, non importa più.

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