football association
Fonte immagine: @nationalfootballmuseum (Instagram)

Oltre un secolo e mezzo fa, grazie allo spirito d’iniziativa e all’entusiasmo di numerosi club locali, nasce a Londra la Football Association: è in questo preciso istante che il calcio inizia ufficialmente a scrivere la sua storia.

Esistono numerose teorie a proposito della nascita del calcio: c’è chi sostiene che questo abbia avuto origine a Firenze durante il Medioevo, chi parla addirittura di millenni fa, di Greci, Romani e popoli nativi americani. Restando alla storia recente, si dice che in Gran Bretagna fosse ampiamente praticato, sempre in periodo medievale, il cosiddetto mob football.

SCOZIA AGLI EUROPEI, FINE DI UNA MALEDIZIONE

Si trattava di un gioco che coinvolgeva di volta in volta interi villaggi, che un giorno all’altro – spesso il Martedì Grasso – si dividevano in due enormi squadre che per giorni si sfidavano cercando di portare un pallone in un luogo prestabilito del territorio avversario. Pur se giocate in un clima di festa è facile immaginare come certe sfide potessero degenerare, in mancanza di un regolamento vero e proprio, e per questo motivo il gioco fu più volte proibito dalle autorità.

SHEFFIELD FC, IL PRIMO CLUB DI CALCIO AL MONDO

Football Association, la nascita del calcio

La tradizione venne ripresa dalle scuole e università inglesi tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo: il Field Game, come veniva chiamato adesso il gioco, serviva per sviluppare uno spirito collettivo tra gli studenti, misurava coraggio e abilità, serviva da valvola di sfogo e aiutava a mantenersi in forma. Soprattutto appassionava i partecipanti quanto gli spettatori ed era spesso molto semplice da giocare, dato che richiedeva soltanto un pallone e un campo.

Ogni scuola, però, seguiva il proprio tradizionale set di regole: così se a Rugby e a Blackheath il pallone veniva portato avanti con le mani, a Charterhouse si poteva giocarlo esclusivamente con i piedi, i muri parte integrante del “campo” – spesso uno stretto chiostro – e la sfera sempre in gioco. Con regolamenti tanto differenti sorgeva un problema: una volta lasciata la scuola, come avrebbero potuto godersi ancora una partita del loro gioco preferito gli ormai ex studenti?

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Il 26 ottobre 1863 è una data storica: nella fumosa Freemason’s Tavern di Londra una dozzina abbondante di coraggiosi pionieri fonda la Football Association. Nasce così il calcio, fino a quel momento sport praticato soltanto a livello scolastico e dotato di regole diverse a seconda dei vari istituti da studenti entusiasti che una volta adulti vorrebbero continuare a praticarlo ma finiscono inevitabilmente per trovarsi a corto di uomini e di avversari. Il calcio nasce il 26 ottobre 1863 su iniziativa di Ebenezer Cobb Morley, fondatore del Barnes Club: poco più che trentenne, è lui ad avere l’iniziativa facendo pubblicare un annuncio sul quotidiano londinese Bell’s Life in cui invita gli altri club cittadini a riunirsi in un’associazione chiamata a creare un set di regole unico e universale, che permetterà alle varie rappresentative di ex-studenti di sfidarsi tra loro. #football #footballassociation #fa #calcio #associationfootball #storia #sport

Un post condiviso da Simone Cola (@uomonelpallone) in data: 26 Ott 2020 alle ore 2:54 PDT

Fu con questa domanda in testa che nel 1862 Ebenezer Cobb Morley, avvocato poco più che trentenne, scrisse al quotidiano “Bell’s Life in London” una lettera in cui invitava le varie squadre formate dagli ex studenti a un incontro ufficiale, con lo scopo di creare un unico set di regole condivise. Fu proprio grazie a questa iniziativa che il 26 ottobre del 1863 si arrivò alla riunione che avrebbe dato vita alla Football Association, e di conseguenza al calcio per come lo conosciamo.

WAYNE HARRISON, IL TALENTO SPEZZATO CHE SOGNAVA ANFIELD

Il football prima della Football Association

Prima di quel giorno, quando due squadre composte da Old Boys (appunto gli “ex studenti”) organizzavano una partita dovevano discutere per ore sul regolamento da adottare, un compromesso tra i due stili, per poi assicurarsi che tutti i giocatori coinvolti avessero compreso le regole. Morley stesso, abile calciatore, era sopravvissuto quasi per miracolo a una sfida persa contro i “rugbisti” di Blackheath, che praticavano un gioco molto più violento.

I club fondatori della Football Association furono 11: il Barnes creato l’anno precedente da Morley, naturalmente, quindi Civil Service, Crusaders, Forest of Leytonstone – negli anni successivi avrebbero dominato come Wanderers – il curioso No Name Club di Kilburn, Surbiton, tre rappresentanti di Blackheath, la Kensington School e il Crystal Palace, dove giocavano i giardinieri della magnifica struttura in vetro allora esistente e senza alcun legame con il club attuale.

MILAN ROMA VUOL DIRE RINASCITA. VERO, CALHANOGLU?

Presi dall’entusiasmo, i club fondatori diedero vita alla Football Association riservandosi soltanto in un secondo momento di trovare un regolamento che avrebbe potuto accontentare tutti. Un processo che forse tanti ritenevano scontato ma che invece si rivelò estremamente complesso: sarebbero servite altre cinque riunioni per arrivare alle famose Laws of the Game, stilate da Morley in qualità di segretario e soltanto grazie all’abilità diplomatica del primo presidente, Arthur Pember.

Arthur Pember
Arthur Pember ritratto nel suo libro investigativo su New York “The Mysteries and Miseries of the Great Metropolis”.

Calciatore di medio livello, Pember era invece un ottimo organizzatore e ambasciatore, dotato di un acume non comune che in seguito lo avrebbe spinto a fare giornalismo investigativo negli Stati Uniti. Nel corso delle riunioni successive riuscì a unire e ad accrescere il fronte dei club che si ispiravano alle regole di Cambridge – che già prevedevano l’utilizzo esclusivo dei piedi e un ridotto contatto fisico – raggiungendo l’obiettivo finale pur non potendo evitare alcune clamorose defezioni.

I CALCIATORI PIÙ VINCENTI DELLA STORIA DEL CALCIO

La scissione tra la Football Association e il rugby

La più importante fu quella di Blackheath, che lasciò dopo aver preso atto che nell’Association Football (cioè “il football giocato secondo le regole dell’associazione”) sarebbero stati vietati placcaggi, spinte e sgambetti, oltre ovviamente all’utilizzo delle mani. Il presidente Francis Maule Campbell, che pure mantenne cavallerescamente la carica di tesoriere che la Football Association gli aveva assegnato, affermò sdegnato che il gioco appena nato era tanto privo di grinta e coraggio che gli inglesi avrebbero potuto perdere “persino contro un pugno di francesi con una settimana di allenamento alle spalle”.

Da questo solenne rifiuto sarebbe nato nel giro di pochi anni il rugby, mentre proprio nell’istante in cui le regole vennero messe nero su bianco il calcio vedeva ufficialmente la luce, ultimo atto di una serie di riunioni cominciate il 26 ottobre del 1863. Negli anni le Laws of the Game sarebbero profondamente cambiate: fuorigioco, calci d’angolo, punizioni, rigori, persino il ruolo del portiere e la presenza di una rete e di una traversa erano concetti assenti e che sarebbero arrivati soltanto successivamente.

HOLLY E BENJI, TUTTO SUL CARTONE ANIMATO SUL CALCIO PIU’ FAMOSO DI SEMPRE

Eppure il calcio aveva finalmente un regolamento unico e unificato, sul quale avrebbe costruito negli anni successivi le sue fortune e la sua storia. Una storia che forse mai avrebbe avuto inizio senza il coraggio, l’entusiasmo e lo spirito d’iniziativa dei coraggiosi pionieri della Football Association, visionari capaci di immaginare, in piena epoca vittoriana, quello che da oltre un secolo è lo sport più giocato, seguito e bello al mondo.

Per restare sempre aggiornato, seguici su InstagramFacebookYoutube e Twitter