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Chi è Mattia Pagliuca, figlio d’arte all’esordio in A con il Bologna

Nella sfida tra Bologna e Roma ha esordito in massima serie Mattia Pagliuca, giovane attaccante rossoblù nonché figlio del grande ex portiere Gianluca

Buon sangue non mente. Quando nelle vene di un ragazzo scorre il pallone fin dalla nascita, difficilmente non sboccia la passione per il calcio e la voglia di ripercorrere le gesta del padre. Una determinazione che oggi ha portato un altro nome nella lista infinita dei figli d’arte, ovvero quello di Mattia Pagliuca. L’attaccante classe 2002, figlio di Gianluca e giovane promessa del vivaio rossoblù, ha debuttato in prima squadra nella sfida persa dai felsinei per 5-1 contro la Roma.

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Gli inizi difficili nel vivaio del Bologna

Mattia nasce a Bologna il 25 aprile 2002. Il suo è un cognome decisamente importante a livello calcistico, perché il padre è uno dei migliori portieri italiani e, negli anni ’90, ha ricoperto il ruolo di numero 1 in due edizioni del Mondiale. Con un patrimonio genetico del genere, è lecito aspettarsi un nuovo portiere. Aspettativa clamorosamente smentita da Mattia fin dai suoi primi passi nel mondo del calcio.

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Pagliuca
Fonte: Instagram @gianluca_pagliuca_official

Pagliuca jr, infatti, mostra un feeling con la porta diverso da quello del padre: a Gianluca piaceva difenderla, a lui gonfiarla a suon di gol. Doti realizzative che cerca di mostrate fin dal suo ingresso nel Settore Giovanile del Bologna, anche se i primi anni non sono affatto facili. Mattia appare infatti in ritardo rispetto ad altri coetanei nello sviluppo fisico, ma non demorde e prosegue per la sua strada con la voglia di sfondare nel calcio che conta. Infondo il ruolo sarà diverso da quello del padre, ma il carattere forte è esattamente lo stesso.

Il Bologna di Mihajlovic rischia di restare incompiuto

Gli sforzi del giovane attaccante vengono premiati in Under 17, quando cresce sul piano fisico e comincia finalmente a giocare con continuità. L’ottimo rendimento nella stagione 2018/19 gli vale il passaggio in Primavera, dove ritrova il padre nelle vesti di preparatore dei portieri. Inizialmente parte in seconda fila, per poi conquistarsi sempre più spazio e mettere a segno il suo primo gol l’8 febbraio 2020, nella sfida vinta per 4-3 contro il Chievo. Purtroppo il lockdown ne frena temporaneamente l’ascesa, ma Pagliuca continua a lavorare nell’attesa di poter far vedere nuovamente le sue qualità.

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La crescita e la prima chiamata in Serie A

Nelle prime giornate del Campionato Primavera 1 2020/21, l’attaccante classe 2002 comincia con il botto. Al battesimo stagionale firma una doppietta decisiva per la vittoria contro la Fiorentina mentre, nelle gare successive, veste i panni dell’assist man con diversi passaggi decisivi. Il suo nome comincia ad attirare l’interesse del tecnico della prima squadra Sinisa Mihajlovic, che lo convoca per la sfida di campionato contro il Napoli dell’8 novembre.

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Pagliuca parte dalla panchina e sfiora l’esordio stando a lungo a scaldarsi nella ripresa, ma il suo appuntamento con la Serie A è solo rimandato. Nel finale della sfida contro la Roma, con i giallorossi già sul 5-1, il mister serbo concede al classe 2002 di giocare la prima gara nel calcio dei grandi. 12 minuti in un match dal risultato già deciso non sono molti, ma rimangono comunque un’emozione che il figlio di Gianluca difficilmente dimenticherà. Sta a lui, da qui in avanti, conquistarsi maggiore spazio con il lavoro in allenamento e le prestazioni convincenti quando verrà chiamato nuovamente in causa.

Mattia Pagliuca: ruolo e caratteristiche

Mattia Pagliuca è una punta centrale, ben dotato sia sul piano fisico che a livello tecnico. E’ alto 188 cm e, grazie alla sua struttura fisica, riesce a fare la differenza nel far salire la squadra e nel creare spazi per i compagni. Qualità alle quali unisce una certa familiarità con il gol, che sta affinando anno dopo anno. Pagliuca, però, non è un attaccante che pensa con ossessione alla porta. I 4 assist totalizzati in questo inizio di stagione con la Primavera dimostrano quanto sappia recitare anche il ruolo di suggeritore.

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Nel 4-2-3-1 solitamente messo in campo da Mihajlovic, può ovviamente ricoprire il ruolo di prima punta. Pagliuca però è un giocatore molto duttile a livello tattico, avendo ricoperto in carriera anche i ruoli di trequartista e di esterno offensivo a sinistra. Due variabili tattiche che potrebbero favorirlo nelle gerarchie di Mihajlovic, potendo quindi giocare in tre posizioni nel reparto offensivo.

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Paolo Lora Lamia
Classe ’92, ho la vocazione del giornalismo sportivo fin dall’adolescenza. Adoro il calcio, la sua storia e una narrazione sportiva tesa ad emozionare più che a creare polemiche. Giornalista pubblicista dal 2019, cofondatore di Mondoprimavera.com, collaboratore presso Gruppo GEDI e La Giovane Italia e opinionista sportivo per Toscana TV. Ho un debole per il calcio inglese (e per il Liverpool in particolare).

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