Koeman in bilico: le analogie tra Barcellona ed Everton

Koeman ha un piede fuori dal Barcellona ed è sottoposto a una pressione senza precedenti: quattro anni fa, all’Everton, l’esonero arrivò proprio dopo un periodo simile

Gli ultimi dieci giorni di Ronald Koeman sono stati piuttosto pesanti. Prima il suo Barcellona è caduto, tra i fischi del Camp Nou, in Champions League contro il Bayern Monaco, in un match che i bavaresi hanno vinto senza dover nemmeno accelerare.

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Poi, in Liga, è arrivato il pari interno col Granada, acciuffato peraltro solo nel recupero grazie a una testata di Araujo. Così il tecnico è finito sulla graticola, a tal punto da paventare un possibile esonero qualora le prossime partite non dovessero segnare un punto di svolta.

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Fonte: profilo ufficiale Twitter Barcellona

Koeman, il Barcellona come l’Everton

Koeman è sottoposto a una pressione senza precedenti, molto simile – con le dovute proporzioni – a quella che lo portò all’esonero dall’Everton. Nel 2017, l’olandese accettò infatti la chiamata del club del Merseyside, ma la sua permanenza a Liverpool durò soltanto 9 giornate.

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L’esonero fu inevitabile e arrivò in seguito ai miseri 8 punti realizzati in 9 partite. Troppo poco, soprattutto per una dirigenza che quell’estate aveva investito circa 170 milioni di euro per potenziare la squadra, compreso l’acquisto a peso d’oro del danese Klaassen che Koeman, da estimatore, aveva lungamente richiesto.

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A quattro anni di distanza il manager olandese sta rivivendo gli incubi del recente passato, con tutte le giustificazioni del caso. Infatti, se l’Everton era comunque una società in salute, il Barcellona ha dovuto fare un mercato propedeutico all’abbattimento del monte ingaggi, con tanto di addio alla sua stella, capitano e leader Leo Messi.

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Fonte immagine: @ESPNnl (Twitter)

La pressione di media e avversari

A Liverpool, Koeman si trovò subito a fronteggiare media locali che mal digerivano la sua gestione, anche e soprattutto per i modi burberi che aveva nel rapportarsi alla stampa. Che, ovviamente, a ogni sconfitta non mancava il mitragliamento di critiche verso l’olandese.

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Prima di una partita contro il Manchester United, José Mourinho si disse sorpreso del fatto che i Toffees non stavano lottando per il quarto posto, visti i soldi spesi sul mercato. Koeman rispose allo Special One, intimandogli di usare equilibrio nei giudizi e criticando i media per la cassa di risonanza concessa a un’evidente provocazione.

Corsi e ricorsi storici: nella conferenza stampa che anticipa il delicato impegno contro il Cadiz, il tecnico ha letto una dichiarazione preparata in precedenza e poi ha lasciato la sala stampa, rifiutandosi di rispondere a qualsiasi domanda dei giornalisti.

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“Finire in cima alla classifica sarebbe un successo. In Champions League non ci si può aspettare miracoli: la sconfitta contro il Bayern deve essere vista in questa luce” ha sussurrato. Parole forti, di chi sa di essere in bilico.

 

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