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Jahanbakhsh non giocherà in Conference League per un divieto politico

Jahanbakhsh è un calciatore iraniano abbastanza noto del Feyenoord, ma martedì dovrà saltare il suo esordio in Conference League per motivi politici. E non è il primo caso.

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Il Feyenoord è pronto al big match di domenica in casa del PSV Eindhoven capolista, ma nel frattempo pensa già all’impegno di martedì pomeriggio in Conference League, in cui i bianco rossi andranno in trasferta in casa del Maccabi Haifa.

Tra i convocati di Arne Slot, però, manca uno dei nomi più importanti dell’attacco, l’ala Alireza Jahanbakhsh, autore di 3 gol in 5 partite nella fase preliminare della competizione. Dietro questa esclusione a sorpresa non ci sono motivazioni tecniche, ma bensì politiche.

L’esclusione politica di Jahanbakhsh

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Jahanbakhsh è un attaccante abbastanza noto: 28 anni, ex-AZ Alkmaar e Brighton, è stato accostato in passato anche a vari club della Serie A ed è nazionale iraniano. L’Iran è diplomaticamente ai ferri corti con Israele, che non ha mai riconosciuto e che ritiene uno dei suoi principali nemici geopolitici.

 

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Da diversi anni, il governo iraniano ha imposto un divieto per i propri atleti di affrontare avversari israeliani nelle competizioni sportive. In caso di mancata osservazione di questa regola, gli atleti iraniani potrebbero essere squalificati a vita dalle proprie federazioni di appartenenza (il che significa non poter più rappresentare il Paese a livello internazionale), o addirittura venire arrestati.

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Per questo motivo, il Feyenoord ha spiegato di non voler mettere a repentaglio la carriera in Nazionale di Jahanbakhsh e, di comune accordo con l’attaccante, ha deciso di escluderlo ufficialmente dai convocati per il match contro il Maccabi Haifa. Per tanto, è logico supporre che l’iraniano salterà anche la sfida di ritorno, che si terrà il 9 dicembre.

Tensioni sportive tra Iran e Israele

Il divieto imposto dal governo di Teheran è cosa nota e che ha causato spesso problemi in altre discipline, con atleti iraniani che si sono rifiutati di affrontare degli israeliani, a costo di perdere a tavolino il match. Ma anche nel calcio ci sono stati dei precedenti.

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Nell’estate del 2017, il Panionios affrontò nei preliminari di Europa League il Maccabi Tel Aviv, schierando in campo Ehsan Hajsafi e Masoud Shojaei: si trattava di due noti calciatori iraniani, Shojaei aveva giocato a lungo con Osasuna e Las Palmas, mentre Hajsafi era in quel momento capitano della Nazionale.

Ma la loro scelta di giocare contro una squadra israeliana causò una squalifica a vita da parte del Ministro dello Sport di Teheran, sebbene i due giocatori fossero di fatto stati costretti a scendere in campo dal loro club: dopo essersi rifiutati di giocare il match d’andata, il Panionios li aveva infatti multati entrambi.

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A quel punto, però, intervenne la FIFA, minacciando di escludere l’Iran dai Mondiali di Russia che si sarebbero tenuti l’anno successivo, e a cui la Nazionale persiana aveva già ottenuto la qualificazione. Hajsafi e Shojaei furono graziati, e risultarono entranbi tra i convocati del ct Carlos Queiroz per il Mondiale russo. Il caso di Jahanbalhsh dimostra però che la questione è ben lungi dall’essere risolta.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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