Irlanda del Nord-Italia, il fallimento azzurro in cifre

Irlanda del Nord-Italia termina a reti bianche e gli Azzurri spareggeranno per andare in Qatar. Ma il valore delle due rose era nettamente differente

L’Italia di Roberto Mancini, fresca vincitrice dell’Europeo qualche mese fa, dovrà passare la tagliola degli spareggi playoff per sperare di presenziare al prossimo Mondiale. Qatar 2022 deve essere un obiettivo tassativo, ma dopo il trionfo estivo gli Azzurri hanno subito più battute d’arresto.

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Preoccupanti, certo, perché al momento pregiudicherebbero la partecipazione al secondo Mondiale di fila, una cosa che avrebbe del clamoroso e probabilmente anche del comico, vista la narrativa eroica che da sempre viene fatta, a prescindere dal momento, dell’Italia.

Irlanda del Nord-Italia, il valore delle rose

Aver pareggiato in sul campo dell’Irlanda del Nord mentre la Svizzera demoliva la malcapitata Bulgaria ha fatto il resto, mettendo fine a un periodo oggettivamente poco positivo per un’Italia che, proprio contro i balcanici, aveva pareggiato in casa.

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Eppure, almeno sulla carta, a Belfast non ci sarebbe dovuta essere partita vista la differente qualità in campo delle due squadre. Invece c’è stata, ed è stata (nemmeno troppo) sorprendentemente vera. Numeri Transfermarkt alla mano, il valore complessivo dei convocati di Mancini si assesta sui 664 milioni di euro, una cifra mostruosa e tra le più ricche del mondo.

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L’Irlanda del Nord, invece, vale molto meno, circa 42 milioni di euro, con il 23enne Jamal Lewis del Newcastle a comandare la fila. Il 23enne laterale nordirlandese, secondo Transfermarkt, oggi vale circa 12 milioni di euro. A ruota seguono Johnny Evans del Leicester e Stuart Dallas del Leeds.

Una differenza abissale

Le conclusioni si possono trarre facilmente. La partita di Belfast ha semplicemente coronato un post Europeo deludente, dove di fronte a prestazioni insufficienti ci si è rifugiati dietro alle solite scuse della stanchezza, della condizione fisica, delle assenze e dell’immancabile sfortuna.

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Troppo poco, invece, è quello che si è visto in campo. In Irlanda del Nord, contro una squadra fisica e strutturata, Mancini ha iniziato con il falso nueve (Insigne) e due esterni che non hanno mai saltato l’uomo. A match in corso sono entrati Belotti, con conseguente cambio modulo, e poi Scamacca.

Ma l’inerzia era chiara sin da subito, gli spareggi inevitabili. Sperando di non ripetere l’esperienza del 2017.

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