Sarri: “Alla Juve scudetto dato per scontato. Ronaldo? Una multinazionale”

Maurizio Sarri è tornato a parlare un anno dopo il suo addio alla Juventus, raccontando l’esperienza in bianconero non senza una vena polemica. Ecco cosa ha detto

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È tornato a parlare, Maurizio Sarri, a un anno dal suo addio alla Juventus da campione d’Italia, ma anche con un’umiliante eliminazione in Champions League contro il Lione. Ha appena iniziato il suo nuovo incarico sulla panchina della Lazio, ma ha voluto chiarire alcuni punti sul passato recente, intervenendo ai microfoni di Sportitalia.

Lo scudetto, Ronaldo e Dybala

“Abbiamo vinto uno scudetto senza nemmeno festeggiarlo andando ognuno a cena per fatti suoi. Lo scudetto era dato per scontato, sia all’interno che all’esterno. Ho visto invece che quest’anno hanno festeggiato anche il quarto posto: forse le condizioni ideali per andare alla Juve erano queste” ha spiegato Sarri. La sua complicata esperienza alla Juventus è stata segnata dai rapporti opposti con Ronaldo e Dybala e da un gioco che, nonostante il titolo nazionale, non ha mai convinto.

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La gestione di Ronaldo non è semplice. Lui è una multinazionale i cui interessi personali bisogna fare abbinare con quelli della squadra” ha detto del fuoriclasse portoghese. Mentre sulla Joya, che ha provato a recuperare dopo che era stato accantonato proprio in seguito all’arrivo di Ronaldo, il tecnico toscano ha detto che “La Juve o punta su Dybala o lo deve cedere, non c’è via di mezzo”.

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Fonte: Insidefoto

L’allenatore ha rivelato che a metà ottobre 2019, quando la squadra andava bene come risultati ma stentava sul piano del gioco, si era riunito col suo staff, ponendo due alternative: “Andiamo dritto per la nostra strada e andiamo a casa tra 20-30 giorni o scendiamo a qualche compromesso, vinciamo il campionato sapendo che andiamo a casa lo stesso? Abbiamo scelto la seconda”.

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Lo scudetto, alla fine, fu conquistato, ma subito dopo avvenne la ripresa della Champions League, in cui la Juventus doveva rimontare la sconfitta dell’andata contro il Lione, e il cammino che porta a quell’ottavo di ritorno fu poco incoraggiante. “Non ho apprezzato che la squadra abbia mollato dopo aver vinto il campionato. Sono atteggiamenti che non mi piacciono l’ho detto a giocatori e dirigenza“.

Sarri e il futuro della Lazio

Nell’intervista a Sportitalia, Maurizio Sarri ha parlato anche a più ampio respiro della sua carriera, dalla decisione di lasciare il Chelsea fino al recente accordo con la Lazio. “È stato un mio errore clamoroso lasciare il Chelsea. Ho allenato in un anno particolare, era tutto in mano a Marina con 1000 problemi da risolvere. Poi l’anno dopo sono arrivati tanti giovani che mi sarebbe piaciuto allenare“.

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Negli scorsi mesi era stato dato per vicino alla Roma – “Non ho mai parlato direttamente con i giallorossi, secondo i miei agenti siamo stati molto vicini” – ma alla fine si è seduto sulla panchina della Lazio, e nella prossima stagione avrà un derby contro Mourinho, un tecnico praticamente al suo opposto come idee tattiche. “Sarri contro Mourinho? E’ roba giornalistica. Alla fine giocheranno Roma e Lazio. Né io potrò segnare, né Mourinho potrà salvare un gol”.

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Fonte: Insidefoto

Un tema che senza dubbio i tifosi laziali ritengono importante è l’adattabilità della squadra dal 3-5-2 di Simone Inzaghi al sarriano 4-3-3, e su questo il nuovo allenatore biancoceleste spiega: “La grande differenza non è tra difesa a 3 o a 4, bensì nelle richieste. Possono essere difficili da comprendere per gente che da anni pensa in maniera diversa”.

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“Infatti vedo che con me hanno fatto molta meno fatica i difensori giovani che non gli esperti, Albiol a parte. Nella rosa attuale della Lazio non ci sono esterni alti e quindi bisogna cambiare. Lazzari? Quando un giocatore ha la sua gamba, penso si possa adattare a tutto”.

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