Nato dalla felice intuizione di uno youtuber di successo, Spencer Owen, l’Hashtag United ha deciso di fare sul serio e puntare alla vetta della piramide calcistica inglese: ecco la storia di una squadra nata sui social e che oggi è seguita da milioni di appassionati.

La nascita e la diffusione a macchia d’olio di internet, insieme all’utilizzo sempre più massiccio dei social network e di servizi in streaming come YouTube e Twitch, nell’ultimo quarto di secolo ha indubbiamente cambiato il mondo per come lo conosciamo.

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Così, se un tempo per esempio era fondamentale incontrare gli amici per giocare una partita a FIFA, oggi chiunque può farlo da ogni parte del mondo con pochi semplici click per poi raccontare le proprie imprese a una platea potenzialmente infinita. L’evoluzione del web riguarda naturalmente anche moltissimi altri aspetti della vita – pensiamo ad esempio al fenomeno degli influencer, a band diventate grazie a internet fenomeni virali, a riviste sportive online che spesso per qualità competono con quelle tradizionali – ma c’è un motivo per cui abbiamo citato proprio YouTube e la popolare serie di videogiochi FIFA della Electronic Arts.

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Hashtag United, il sogno di Spencer Owen

Il motivo è presto detto: è grazie a FIFA e a YouTube che nasce il fenomeno Hashtag United, il primo club nato sui social quasi per scherzo nel 2016 e che oggi si prepara a scuotere dalle fondamenta la piramide calcistica inglese.

La scintilla nasce nella mente di Spencer Owen, studente all’Università di Bristol e appassionato di calcio e social che nel 2013 mette insieme, come spesso accade in ogni parte del mondo, una squadra insieme agli amici. L’idea è quella di registrare le partite, editare le riprese in un video breve con gli highlights e grafiche dedicate e quindi commentare le azioni come se si parlasse di sfide di Champions League.

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Quella che inizialmente è soltanto un’idea nata quasi per scherzo e per mettersi alla prova in montaggio e editing video torna prepotentemente d’attualità nel 2016: Owen è diventato nel frattempo una celebrità su YouTube, superando la soglia di 1,5 milioni di iscritti al suo canale personale, dove alterna gameplay di FIFA e considerazioni sull’attualità calcistica alle sfide che la sua squadra, lo Spencer FC, gioca occasionalmente contro altre squadre improvvisate.

Si tratta di gare 5 contro 5, 8 contro 8 e 11 contro 11: queste ultime sfide sono le più gettonate, soprattutto dal 2015 quando l’inarrestabile youtuber, un vero e proprio vulcano di idee, riesce a dare vita in collaborazione con l’azienda telefonica Everything Everywhere alla EE Wembley Cup, competizione che mette di fronte due squadre formate da celebrità del web e scelte dai rispettivi capitani.

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Dal social alla realtà

La formula è vincente quanto avvincente: nei giorni che precedono la sfida le telecamere seguono i protagonisti, i giornalisti presentano la sfida e fanno i propri pronostici e tutto viene trasmesso gratuitamente su YouTube, arrivando a coinvolgere sempre più il pubblico di Spencer.

Addirittura, dal 2016 e seguendo l’esempio che arriva dal mondo dei videogiochi, le squadre che si giocano la EE Wembley Cup possono rinforzarsi con alcune “leggende”, giocatori come Peter Schmeichel, Patrick Kluivert, Robbie Fowler e Steven Gerrard.

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Proprio il successo della seconda edizione della coppa, che oltre a essere seguitissima su YouTube vede anche la bellezza di quasi 20mila persone riempire le tribune di Wembley, porta nel 2016 alla nascita dell’Hashtag United, il primo club nato sui social e che finirà incredibilmente per entrare nella piramide calcistica inglese.

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Dopo essersi dotati di una divisa, aver lanciato con successo un reality (dei provini che porteranno uno dei vincitori, Scott Pollock, a giocare nel Northampton Town) e aver sfidato numerose squadre come alcuni dipendenti Google, lo staff tecnico del Manchester City e una squadra di comici, l’Hashtag United annuncia l’intenzione di iscriversi nella Division One South della Eastern Counties Football League, 10° livello della scala che vede il gradino più alto occupato dalla Premier League, il campionato più ricco e seguito al mondo.

Hashtag United, tra Akinfenwa e Ibra

La prima stagione è un successo: dopo aver fatto parlare di se per il mancato acquisto di Adebayo Akinfenwa, centravanti culturista e icona social, The Tags documentano su YouTube un campionato straordinario che si conclude con la promozione nella Essex Senior League grazie al 1° posto ottenuto con 84 punti, frutto di 24 vittorie, 6 pareggi e appena 4 sconfitte.

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La squadra nata quasi per scherzo, è evidente, non è più uno scherzo, anche se continua a stupire intavolando trattative a dir poco fantasiose: lo scorso inverno, mentre è impegnata a lottare per il primo posto in 9ª divisione, la squadra guidata da Jay Deveraux – Spencer Owen si è dimesso come tecnico all’indomani della nascita del club – prova addirittura a convincere lo svincolato Zlatan Ibrahimovic a unirsi alla battaglia.

Pur mantenendo come abbiamo visto un tono scherzoso diviso tra calcio, fantacalcio e videogame, quando si tratta di scendere in campo l’Hashtag United fa tremendamente sul serio: alla promozione del 2019 ne sarebbe quasi sicuramente seguita un’altra in Isthmian League, 8° livello, nella stagione in corso. Se solo la pandemia da coronavirus non avesse annullato la stagione.

Hashtag United
L’Hashtag United ha fatto scuola anche nel conferire premi e riconoscimenti ai propri giocatori, come nel caso di George Owen Smith, vincitore nella stagione in corso dei premi come miglior nuovo acquisto, miglior cannoniere e autore del gol più bello.  https://www.instagram.com/hashtagutd/

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Ascesa rimandata

Alla fine di marzo, infatti, la Football Association dichiara nullo il campionato in corso, che al momento della sospensione vedeva l’Hashtag United al 2° posto alle spalle del ben più antico Saffron Walden Town (fondato addirittura nel 1872, l’anno della prima edizione della FA Cup) con un punto e tre gare da recuperare.

L’ascesa sembra però soltanto rimandata: il progetto nato nel 2016 è oggi entrato in una fase cruciale, con un seguito social sempre più vasto – e che supera ad esempio quello di squadre di Premier come Aston Villa e Newcastle – e con la creazione di una squadra riserve, un’academy per i giovani e un rinomato e seguitissimo club di e-sports.

Realtà a cui dalla prossima stagione andrà ad aggiungersi la squadra femminile, che partirà dalla 4ª divisione nazionale e che vanta un’ambasciatrice di eccezione come Siobhan Chamberlain, 36enne ex portiere di Manchester United e Nazionale.

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La strada è tracciata, insomma: anche un mondo come quello del calcio, notoriamente poco incline ad adeguarsi alle mode del momento ma che inevitabilmente ha sempre finito per farlo essendo lo specchio della società, finirà prima o poi per adeguarsi a quanto immaginato appena 7-8 anni fa da Spencer Owen, lo studente che grazie a YouTube è riuscito a trasformare un sogno in realtà. A confermarlo è il diretto interessato, tifosissimo del West Ham, in un’intervista al sito ufficiale della FIFA.

Il cielo è il limite. Per raggiungere la Premier League servirebbero otto promozioni, sarebbe un’impresa incredibile e servirebbero soldi che al momento sicuramente non abbiamo. Ma abbiamo già rotto gli schemi per le squadre di calcio esistenti.

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