La strana storia e i successi di Gignac in Messico

Gignac ha lasciato inaspettatamente l’Europa un po’ di anni fa, quand’era nel pieno della carriera, per trasferirsi al Tigres, con cui è appena diventando campione continentale. Una decisione strana, ma che sta dando i suoi frutti.

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Il Tigres ha vinto la CONCACAF Champions League, il massimo torneo di calcio nordamericano, staccando il biglietto per il Mondial per Club del prossimo febbraio. Che una squadra messicana si laurei campione continentale non è certo una novità, ma sorprende un po’ di più che il trascinatore sia l’ex-centravanti della nazionale francese.

André-Pierre Gignac è stato uno degli attaccanti più forti della Ligue 1, capocannoniere del campionato transalpino nel 2009 e 36 presenze e 7 gol con i Bleus. Di solito, giocatori come lui finiscono a chiudere la carriera in Qatar, in Cina o negli Stati Uniti, non certo in Messico, dove peraltro il 35enne Gignac gioca da ben cinque anni, ben prima di essere sul viale del tramonto.

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La scelta in controtendenza di Gignac

Nel 2015, la sua decisione di abbandonare il calcio europeo per il Messico sorprese tutti. Gignac, all’epoca, giocava nel Marsiglia, club con cui aveva vinto due Coupe de la Ligue e una Supercoppa francese, raggiungendo due volte il secondo posto in campionato e una volta i quarti di Champions League. A 30 anni, era un attaccante affidabile e molto apprezzato anche dal ct Deschamps, ma decise di mollare tutto e trasferirsi al Tigres, la squadra dell’Università statale del Nuevo Leon, nel nord-est del Messico.

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A Gignac non mancavano le proposte, in Francia e anche fuori, e fin da subito la stampa ha avuto molte difficoltà nello spiegarsi la sua decisione: c’è chi lo ha accusato di volersi godere spiagge e belle ragazze, di voler vincere senza faticare, di essere un mercenario che segue il richiamo dei soldi. 4,5 milioni di dollari l’anno, per la precisione: molto più di quanto potevano garantirgli il Marsiglia e il Lione, che lo aveva cercato con insistenza. Molto più anche di quanto percepiva all’epoca Roque Santa Cruz, il giocatore più pagato del Messico, e di quanto era stato pagato Humberto Suazo, il recordman storico della Liga MX.

I soldi possono dire molto ma non tutto. Non spiegano ad esempio perché proprio il Messico e non appunto l’Asia o gli Stati Uniti, e soprattutto non chiariscono perché Gignac non si sia limitato a disputare un paio di laute stagioni per poi tornare in Europa. È al Tigres da cinque anni, ha segnato 144 gol e servito 35 assist in totale, vincendo quattro campionati, una Coppa del Messico, tre Supercoppe, una Campeones Cup e, adesso, anche la Champions League, di cui è stato capocannoniere.

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Non si può dire che, per quanto insolita, la scelta di Gignac non abbia pagato: ha lasciato la Ligue 1 nel momento di ascesa del PSG, che ha pesantemente ridimensionato le possibilità degli altri club di vincere qualche trofeo in Francia, e ha portato il Tigres a essere la squadra più forte del Messico, diventando ora anche campione continentale. Il trasferimento in America Latina gli ha permesso di vincere molto più di quanto avrebbe potuto fare restando in patria.

Scegliendo il Messico, ha trovato un ottimo compromesso tra il denaro, i trofei e la competitività internazionale. Il calcio locale è in grande crescita sia a livello economico che tecnico, come dimostrano i due terzi posti di Monterrey e Pachuca nelle più recenti edizioni del Mondiale per Club. Altrove, avrebbe avuto i soldi ma poca gloria.

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Al Tigres, Gignac gioca accanto a giocatori come l’ex-Fiorentina Carlos Salcedo, l’uruguayano Nicolas Lopez (che abbiamo visto con le maglie di Roma, Udinese e Verona) e Rafael Carioca. Il suo arrivo ha cambiato di molto l’orizzonte del Tigres, che dopo di lui ha acquistato giocatori di grande caratura come Rafael Sobis, Ikechukwu Uche, Andy Delort, Edu Vargas, Enner Valencia e Timothée Kolodziejczak.

Il suo impatto non solo sul club di San Nicolas de los Garza ma su tutto il calcio messicano è stato devastante, Gignac si è imposto come l’uomo-immagine di un intero movimento e la conquista della Champions League è la ciliegina sulla torta di questi cinque anni. Ancora di più perché ottenuta sul ricchissimo Los Angeles FC, in cui milita uno dei più noti calciatori messicani in attività, Carlos Vela.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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