Eriksen avrà un defibrillatore cardiaco, ma il suo futuro in Italia si complica

A Christian Eriksen verrà impiantato un defibrillatore cardiaco tramite un’operazione: che conseguenze potrà avere sul continuo della sua carriera?

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La Federcalcio danese ha aggiornato sugli sviluppi relativi a Christian Eriksen, dopo il grave malore che ha colpito il centrocampista dell’Inter sabato scorso durante la sfida con la Finlandia degli Europei.

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Il giocatore, d’ora in avanti, avrà un defibrillatore cardiaco che gli garantirà una maggiore sicurezza contro eventuali altri problemi al cuore, ma questo apre anche a diversi dubbi sulla prosecuzione della sua carriera in Italia.

Che cos’è l’impianto ICD che avrà Eriksen

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Morten Boesen, il medico della Nazionale danese, ha comunicato la decisione, condivisa da Eriksen, di sottoporsi a un’operazione per l’impianto di un dispositivo ICD: si tratta di un defibrillatore cardiaco sottocutaneo, “creato per trattare aritmie ventricolari potenzialmente pericolose per la vita del paziente”, secondo quanto riportato dal sito Humanitas.

L’ICD ha la stessa funzione del pacemaker e si tratta di un dispositivo ormai molto diffuso, che può essere impiantato tramite un’operazione che dura dai 45 ai 90 minuti, in anestesia locale, cioè con il paziente sveglio. Chi porta un defibrillatore cardiaco deve sottoporsi a controlli semestrali, ma l’operazione non prevede complicanze di particolari gravità.

Eriksen potrà tornare a giocare a calcio?

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Teoricamente sì: per i portatori di ICD, l’attività agonistica è generalmente concessa. Daley Blind, difensore dell’Ajax e dell’Olanda, ebbe un malore nel 2019 e gli venne impiantato un dispositivo di questo tipo, e tutt’oggi gioca regolarmente ed è titolare della sua Nazionale agli Europei. Ma il problema è che tutto dipende dalle leggi nazionali.

Infatti, la legislazione nei Paesi Bassi o, per esempio, in Inghilterra, è differente rispetto a quella in vigore in Italia. In un’intervista del luglio 2013, il dottor Pietro Delise, cardiologo presso l’Ospedale di Conegliano, spiegava che in casi di portatori di ICD con funzione cardiaca normale o solo lievemente compromessa la pratica sportiva può essere concessa “solo per attività ludiche o agonistiche a minimo impegno“.

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Questa definizione non è molto chiara, pertanto non si può dire con certezza se Eriksen potrebbe ottenere l’idoneità sportiva in Italia, ma sembra difficile che il calcio professionistico possa rientrare tra le attività agonistiche “a minimo impegno”. Il giocatore danese dovrà certamente sottoporsi a test ed esami per appurare l’entità del suo problema cardiaco, e solo a quel punto la sua idoneità verrà valutata. Questo potrebbe avere delle ovvie ripercussioni sulla sua carriera, visto che attualmente il danese è sotto contratto con l’Inter.

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