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E se quella di Pogba e Ronaldo fosse una forma di protesta?

Pogba e Ronaldo hanno fatto discutere per due gesti nelle rispettive conferenze stampa, che hanno danneggiato gli sponsor di Euro 2020: gaffe o forma di protesta?

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Ha iniziato Cristiano Ronaldo con la Coca Cola, ha continuato Pogba con la Heineken. Due gesti strani, contraddittori, che stanno alimentando molte discussioni e avendo importanti conseguenze economiche al di fuori del calcio. Spostare una bottiglia in conferenza stampa, a quanto pare, è un gesto molto più pesante di quanto non si direbbe.

Attorno ai due episodi sono nate molte ironie, ma anche lamentele e accuse di ipocrisia ai due calciatori, ma le loro intenzioni non sono molto chiare. Il fatto che si siano ripetuti a un giorno di distanza l’uno dall’altro, però, desta qualche sospetto che sotto ci sia qualcosa di più di semplici gaffe. Proviamo a ragionare.

Pogba e Ronaldo, i motivi dei gesti contro gli sponsor

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Pogba e Ronaldo sono due calciatori molti noti e di lunghissima esperienza ai massimi livelli del calcio professionistico: sono nel settore da abbastanza tempo da sapere cosa sia uno sponsor e come vada trattato, per evitare grosse conseguenze. Quindi, l’idea che possano aver agito per errore o per ingenuità è assolutamente da scartare.

Quando Cristiano Ronaldo ha spostato le due bottiglie di Coca Cola, affermando poi di preferire l’acqua, è stato facile prenderlo come uno show di un campione egocentrico, ancor più conoscendo l’attenzione salutista del portoghese. Certo, il fatto che in passato sia stato testimonial dell’azienda qualche dubbio lo pone, ma è comprensibile che nel tempo possa aver cambiato idea.

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Tuttavia, il giorno seguente Paul Pogba ha fatto qualcosa di simile con Heineken, altro importante sponsor degli Europei. Molti hanno provato a spiegare l’episodio con la religione del francese (per i musulmani l’alcol è assolutamente vietato), ma la giustificazione convince poco, visto che la bottiglia spostata dal centrocampista era analcolica (lo si nota dall’etichetta blu). Quindi, che senso avrebbe avuto l’azione di Pogba?

Due eventi così simili e così ravvicinati dovrebbero sollevare qualche sospetto che sotto ci sia qualcos’altro. Anche perché Coca Cola e Heineken sono sponsor delle grandi competizioni del calcio da diversi anni, e mai prima d’ora Pogba e Ronaldo avevano dato segni di fastidio verso i due marchi.

Pogba e Ronaldo, una possibile spiegazione

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Forse, allora, è successo qualcos’altro. Forse, Pogba e Ronaldo volevano mandare un messaggio preciso, forse addirittura una forma di protesta. Pensiamoci un attimo: lasciamo per un istante gli Europei e torniamo indietro di qualche mese al dibattito sulla Superlega. Ricordate le parole di Gundogan? Si lamentò che, sia che passasse la Superlega sia che passasse la riforma della Champions League, il risultato sarebbe stato un aumento del numero di partite, già oggi difficilmente sostenibile da parte dei calciatori.

Sabato scorso, questo tema è tornato alla ribalta dopo il grave malore che ha colpito Christian Eriksen: molti ne hanno attribuito le cause alle troppe partite giocate quest’anno, ponendo l’attenzione sui rischi per la salute dei giocatori. Veniamo anche da un anno di calcio in pandemia, con diversi casi di focolai all’interno delle squadre, che potrebbero aver aumentato i dubbi dei calciatori sulla propria sicurezza.

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Finora, però, UEFA,  FIFA e federazioni hanno totalmente ignorato le opinioni dei giocatori, continuando sulla loro strada, al punto che uno scontro tra le parti oggi sembra quasi alle porte. Nei mesi scorsi si sono verificate delle rimostranze anche verso il Mondiale in Qatar: diversi giocatori lo hanno criticato, ma la FIFA non ha battuto ciglio.

E allora potrebbe forse essere che i calciatori, oggi più esposti che mai nella storia dello sport, abbiano deciso di contraccare in maniera indiretta. I gesti di due grandi campioni come Pogba e Ronaldo potrebbero essere questo: un tentativo di dimostrare a chi comanda nel calcio che a loro basta spostare una bottiglia su un tavolo per far crollare il valore in borsa di una multinazionale, e che quindi quando si lamentano di qualcosa vanno ascoltati.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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